Certosa di Pavia, nuovo data center a Cascina Colombara: residenti in allarme
Progetto da 130mila metri quadrati vicino alle abitazioni: preoccupano rumore, luci e impatto ambientale
Un nuovo insediamento tecnologico torna ad animare il confronto pubblico in provincia di Pavia. Questa volta al centro dell’attenzione c’è Certosa, dove è previsto l’arrivo di un data center in un’area di circa 130 mila metri quadrati situata a sud del paese, nelle immediate vicinanze di Cascina Colombara.
Il progetto, depositato in municipio nel marzo dello scorso anno, è attualmente al vaglio degli uffici competenti. Tuttavia, secondo quanto riferiscono diversi abitanti della zona, la notizia sarebbe circolata tra i residenti soltanto nelle ultime settimane, innescando un acceso dibattito all’interno della comunità locale.
Il terreno individuato per l’intervento si trova a ridosso del complesso residenziale che ospita numerose famiglie. Una collocazione che, per chi vive nella cascina, solleva interrogativi significativi sulla compatibilità tra una struttura industriale di questo tipo e un contesto abitativo consolidato.
Tra i punti più discussi figura la distanza effettiva tra l’impianto e le abitazioni, oltre alle modalità con cui verrà realizzata la recinzione perimetrale dell’area. I residenti chiedono chiarimenti puntuali su barriere visive, mitigazioni ambientali e soluzioni architettoniche capaci di limitare l’impatto sul paesaggio rurale circostante.
Le preoccupazioni: rumore, luci e ambiente
I timori principali riguardano l’impatto ambientale complessivo dell’opera. In particolare, l’attenzione si concentra su:
- Inquinamento acustico, legato al funzionamento continuo degli impianti di raffreddamento e dei sistemi tecnologici;
- Inquinamento luminoso, considerata la possibile presenza di illuminazione notturna costante;
- Consumo di suolo, in un’area oggi libera e a vocazione agricola;
- Effetti sul microclima locale, aspetto spesso associato a strutture energivore di grandi dimensioni.
Chi abita a Cascina Colombara sottolinea come la qualità della vita e la tranquillità del contesto rurale rappresentino elementi imprescindibili. “Non siamo contrari allo sviluppo – spiegano alcuni residenti – ma vogliamo garanzie concrete sulla tutela del territorio e sulla salute delle famiglie”.
L’iter autorizzativo è tuttora in fase di valutazione. Nei prossimi mesi saranno determinanti i passaggi tecnici e gli eventuali momenti di confronto pubblico, durante i quali cittadini e amministrazione potranno approfondire criticità e possibili compensazioni ambientali.
Resta ora da capire se verranno introdotte modifiche progettuali per rispondere alle osservazioni sollevate dalla comunità locale o se l’intervento proseguirà secondo le linee già depositate.
Il tema dei data center, sempre più diffusi nel territorio lombardo, continua dunque a dividere tra opportunità economiche e tutela ambientale.
Servizio video a cura di Milano Pavia TV