Pavia, conclusi gli scavi in viale Gorizia: i reperti archeologici vengono protetti e ricoperti
Terminate le verifiche sul campo, i resti emersi durante i lavori stradali sono stati messi in sicurezza. Ora la documentazione sarà analizzata dagli esperti per chiarire origine e cronologia dei ritrovamenti.

I lavori di indagine archeologica in viale Gorizia, a Pavia, hanno concluso la loro prima fase operativa. Dopo aver completato le attività di rilievo e documentazione, gli archeologi hanno provveduto a proteggere le strutture rinvenute con speciali teli traspiranti prima di ricoprirle, così da garantirne la conservazione fino a eventuali futuri approfondimenti.
L'attenzione degli specialisti si sposterà ora sull'analisi del materiale raccolto durante gli scavi. Lo studio sarà svolto al di fuori del cantiere e consentirà di definire con maggiore precisione l'epoca e la funzione delle testimonianze emerse, fornendo un quadro storico più dettagliato.
La conclusione delle operazioni archeologiche rappresenta un passaggio importante anche per il cantiere stradale. Le aree aperte per le verifiche sono già state riempite e livellate con uno strato di sabbia, permettendo all'impresa incaricata di riprendere gli interventi previsti sul manto stradale. L'obiettivo resta quello di completare l'asfaltatura e riaprire al traffico viale Gorizia intorno al 20 agosto, secondo il cronoprogramma aggiornato dall'amministrazione comunale.
Il rinvio rispetto alla scadenza inizialmente prevista è stato determinato proprio dalla necessità di effettuare gli accertamenti richiesti dopo la scoperta dei reperti. Durante i lavori di rimozione del vecchio asfalto, eseguiti fino a circa 35 centimetri di profondità, sono infatti affiorate strutture murarie e materiali di interesse storico che hanno imposto l'intervento della Soprintendenza e l'avvio di specifiche verifiche archeologiche.
Per seguire le attività di catalogazione e studio il Comune aveva incaricato gli archeologi Sergio Martini e Cecilia Barsanti della società Gea - Geologia Ecoambiente Archeologia. Le prime analisi hanno evidenziato la presenza di resti edilizi che potrebbero appartenere al XV secolo, oltre a reperti riconducibili con ogni probabilità all'età romana.
Le ipotesi formulate nelle fasi iniziali sono state progressivamente riviste. Se in un primo momento si pensava che le murature fossero collegate alle antiche mura spagnole, gli approfondimenti hanno suggerito che alcune strutture potrebbero appartenere a edifici realizzati tra il Quattrocento e il Cinquecento e successivamente demoliti verso la fine dell'Ottocento. Saranno gli studi successivi a stabilire l'eventuale collegamento con il sistema difensivo cittadino o l'appartenenza a edificazioni indipendenti.
Le sorprese non si sono fermate alla parte settentrionale del viale. Nella zona più centrale degli scavi sono infatti emersi frammenti ceramici databili al Seicento e ulteriori testimonianze archeologiche che potrebbero essere ancora più antiche, con elementi attribuibili all'epoca romana. Un patrimonio che arricchisce ulteriormente la conoscenza della storia di Pavia e conferma quanto il sottosuolo della città custodisca ancora importanti tracce del suo passato.

