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Riva Celtica, un viaggio nel tempo tra storia, musica e tradizioni

Intervista a Marco Dell’Acqua, organizzatore del Festival in programma dal 2 al 4 ottobre al Parco Brugnatelli di Rivanazzano Terme

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Tre giorni dedicati alla storia, alla cultura, alla musica e alla convivialità. Dal 2 al 4 ottobre 2026, il Parco Brugnatelli di Rivanazzano Terme si trasformerà nel cuore di Riva Celtica, Festival che propone un’esperienza immersiva nel mondo celtico e nelle antiche tradizioni del territorio.

Rievocazioni storiche, concerti, conferenze, mercato artigianale, attività dimostrative, food truck, birra artigianale e idromele accompagneranno il pubblico per un intero weekend. Ma Riva Celtica vuole essere molto più di una festa: l’obiettivo è avvicinare il pubblico alla storia attraverso l’esperienza diretta, il confronto con i rievocatori e la riscoperta di tecniche e saperi del passato.

Ne abbiamo parlato con Marco Dell’Acqua, tra gli organizzatori dell’evento.

Marco, partiamo da Riva Celtica: come nasce questo evento e quale idea c’è alla base del Festival?

Riva Celtica nasce dalla volontà di valorizzare il nostro territorio, sfruttando la splendida cornice del Parco Brugnatelli e unendo la forza aggregativa di una festa popolare alla profondità della divulgazione storica.

L'idea di fondo non è quella della classica sagra commerciale, ma di proporre al pubblico un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso un'esperienza immersiva e multisensoriale.

Dal 2 al 4 ottobre, chi varcherà i cancelli del parco non troverà soltanto buon cibo e birra artigianale, ma un villaggio vivo, fatto di tende storiche, suoni, artigianato e persone che mettono passione nel raccontare le nostre radici insubri e celtiche.

La rievocazione storica è uno degli elementi centrali. Cosa significa, concretamente, fare rievocazione storica?

Spesso si pensa alla rievocazione come a una sorta di sfilata in costume, ma la realtà è molto diversa.

Fare rievocazione storica in modo serio significa fare archeologia sperimentale e divulgazione scientifica attiva. Dietro a ogni abito, a ogni fibbia, a ogni utensile o tecnica di cottura c'è un grande lavoro di studio delle fonti archeologiche, dai reperti museali agli scavi, e delle fonti bibliografiche.

Non vogliamo semplicemente ricostruire l'aspetto estetico di un'epoca: cerchiamo di comprendere e replicare il fattore umano del passato, capire perché venivano fatte determinate scelte e come funzionavano concretamente oggetti, strumenti e tecniche.

È anche un atto di rispetto verso chi ci ha preceduti.

Nel campo storico il pubblico potrà assistere a numerose dimostrazioni. Quanto lavoro c'è dietro attività come il tiro con l'arco, la lavorazione del ferro o la filatura?

C'è un lavoro che dura mesi e, in alcuni casi, anni.

Ognuno dei rievocatori che sarà ospite a Riva Celtica è prima di tutto un ricercatore e un artigiano della storia. Per mostrare come si forgia il ferro, come si fila la lana con i fusi tradizionali o come si utilizza un'arma antica con cognizione di causa servono migliaia di ore di pratica, test sui materiali naturali e prove sul campo.

Non si tratta di spettacolarizzare la violenza o l'artigianato, ma di spiegare le tecniche originarie e rispondere alle curiosità di grandi e piccoli con rigore e passione.

Uno degli obiettivi è permettere al pubblico non soltanto di vedere la storia, ma di incontrarla. Quanto è importante questo aspetto?

È il cuore pulsante di tutto il Festival.

La storia raccontata nei libri può sembrare lontana e statica. Vederla "in carne e ossa" la rende affascinante, ma poterla toccare, osservare e sperimentare permette di ridurre le distanze.

Vogliamo che un bambino, così come un adulto, possa fermarsi a parlare con il fabbro, osservare da vicino la trama di una stoffa antica oppure capire come funzionava un arco storico.

Il dialogo diretto crea meraviglia e curiosità e trasforma il visitatore da semplice spettatore a partecipante attivo di un racconto collettivo.

Riva Celtica, però, non sarà soltanto campo storico

Assolutamente no. Il campo storico rappresenta una delle anime del Festival, ma il programma comprende concerti, conferenze, incontri, attività, mercato artigianale e momenti dedicati alla convivialità.

Ci saranno anche food truck, birra artigianale e idromele. L'idea è proprio quella di creare un'esperienza capace di coinvolgere persone con interessi diversi: chi viene per la storia, chi per la musica, chi per l'artigianato e chi semplicemente vuole trascorrere qualche ora in compagnia in un ambiente particolare.

Dal campo storico al palco, passando per le bancarelle e gli incontri, Riva Celtica vuole raccontare diverse anime della cultura celtica e delle tradizioni legate al territorio.

Quanto è complesso organizzare un evento di questo tipo?

È una sfida che richiede mesi di programmazione. Ci sono la logistica, i permessi, i turni, la sicurezza, la comunicazione e la promozione.

Quest'anno, inoltre, abbiamo ricevuto una risposta molto importante sui social in termini di visualizzazioni, e questo ci ha dato ulteriore entusiasmo.

Ma, al di là dell'organizzazione, ciò che rende possibile Riva Celtica è soprattutto il motore umano.

I rievocatori, le associazioni culturali come Terra Insubre, i volontari, la Pro Loco di Rivanazzano e le istituzioni: sono tutti parte integrante del Festival. Ognuno mette a disposizione competenze, tempo ed entusiasmo.

Senza di loro il Parco Brugnatelli resterebbe uno splendido parco; grazie al loro lavoro può trasformarsi, per tre giorni, in un vero villaggio vivo.

Qual è, quindi, il messaggio che vorrebbe lasciare Riva Celtica ai suoi visitatori?

Vorrei che ogni visitatore tornasse a casa con la sensazione di aver fatto un vero salto temporale.

Non soltanto con un bel ricordo o qualche fotografia scattata tra le luci del parco, ma anche con una maggiore consapevolezza delle nostre radici storiche.

Credo che oggi ci sia bisogno anche di occasioni in cui rallentare, incontrarsi e condividere esperienze. Riva Celtica vuole offrire proprio questo: la possibilità di staccare dalla frenesia quotidiana, respirare un'atmosfera particolare e riscoprire il piacere dello stare insieme all'aperto, tra cultura, musica, buon cibo e accoglienza.

Tre giorni per vivere Riva Celtica

Dal 2 al 4 ottobre 2026, il Parco Brugnatelli di Rivanazzano Terme (PV) ospiterà dunque un Festival che mette insieme rievocazione storica e intrattenimento, divulgazione e convivialità.

Il pubblico potrà muoversi tra il campo storico, incontrare i rievocatori e assistere alle dimostrazioni, partecipare a conferenze e attività, ascoltare musica dal vivo, curiosare tra le bancarelle del mercato artigianale e concedersi una pausa tra specialità gastronomiche, birra artigianale e idromele.

Un programma pensato per scoprire, ascoltare e vivere da vicino una parte della storia e delle tradizioni raccontate attraverso le persone che le studiano e le fanno rivivere.

Tre giorni. Un solo Festival da vivere.

📅 2 · 3 · 4 ottobre 2026
📍 Parco Brugnatelli · Rivanazzano Terme (PV)

Riva Celtica vi aspetta.