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Pavia, polemica sulle torri di aerazione in Piazza della Vittoria: associazioni chiedono alternative

Una lettera firmata da 71 sostenitori, tra cui FAI e FAI Giovani, invita il Comune a fermare l’installazione dei camini del mercato ipogeo per ridurre l’impatto sul centro storico.

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A Pavia si accende il dibattito sul progetto che prevede l’installazione di sei torri di aerazione in Piazza della Vittoria, legate al sistema di ventilazione di una parte del mercato sotterraneo. L’associazione “Gli Amici dei Musei e Monumenti Pavesi” ha promosso un appello rivolto alle istituzioni cittadine e agli enti di tutela per chiedere di valutare soluzioni tecniche meno invasive.

La richiesta è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata alla Soprintendenza, al sindaco Michele Lissia, alla vicesindaca Alice Moggi, all’assessora Maria Cristina Barbieri e al presidente dell’Ordine degli Architetti Gian Luca Perinotto. Il documento ha raccolto 71 adesioni, tra cui quelle del FAI e del gruppo FAI Giovani.

Secondo i firmatari, le nuove strutture rischierebbero di modificare in modo significativo l’aspetto e la percezione della piazza principale della città, uno spazio simbolico sia dal punto di vista storico sia per la vita quotidiana dei cittadini. Nel testo si evidenzia che l’intervento potrebbe alterare la fruibilità e la lettura architettonica dell’area, generando preoccupazione tra molti pavesi.

Un punto particolarmente sensibile riguarda la posizione delle torri di aerazione, previste davanti alla trecentesca Casa dei Diversi, conosciuta come Casa Rossa. Questo edificio, esempio rilevante di architettura civile gotica, rappresenta uno degli elementi più prestigiosi della piazza. I firmatari temono che le nuove strutture possano compromettere la visibilità della facciata in laterizio, originariamente caratterizzata da quattro grandi trifore.

Nel documento si sottolinea anche come interventi di questo tipo siano rari in contesti urbani storici di grande valore, come quello della piazza centrale di una città lombarda. Proprio per questo motivo, le associazioni chiedono di individuare soluzioni tecniche ed estetiche più compatibili con il patrimonio storico e architettonico.

Gianpaolo Angelini, vicepresidente dell’associazione promotrice e docente di Storia dell’arte all’Università di Pavia, ha evidenziato l’importanza di aprire un confronto pubblico quando si progettano interventi destinati a incidere su luoghi storici di grande rilevanza. Secondo Angelini, il caso attuale dovrebbe rappresentare una lezione per il futuro, affinché si creino momenti di dialogo con la cittadinanza fin dalle prime fasi dei progetti.

Dal canto suo, il sindaco Michele Lissia ha spiegato che il progetto risale al 2023 ed era già stato approvato dalla Soprintendenza prima dell’attuale amministrazione. Il Comune ha apportato alcune modifiche, ma non è stato possibile cambiare il sistema di aerazione perché l’intero intervento di riqualificazione degli spazi sotterranei era stato progettato su questa soluzione tecnica.

Il primo cittadino ha comunque sottolineato che le torri non sono strutture definitive e che, qualora in futuro emergessero tecnologie meno impattanti, si potrà valutare la loro eventuale rimozione. Lissia ha inoltre ribadito la disponibilità dell’amministrazione a confrontarsi con cittadini e associazioni sui progetti che riguardano il patrimonio urbano e monumentale della città.