Pavia, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: respinta la richiesta di bloccare il trasferimento del campo Sinti
Nuovo esito favorevole per Palazzo Mezzabarba nella disputa giudiziaria sul trasferimento temporaneo della comunità sinta in via Aschieri. I ricorrenti dovranno attendere la decisione definitiva del Tar sul merito della vicenda.

Il Comune di Pavia ottiene un nuovo risultato positivo nella controversia legale relativa allo spostamento di una parte della comunità sinta dall'area di piazzale Europa alla zona di Pavia Est, in via Aschieri. Dopo il primo pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale, anche il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospendere il provvedimento comunale, consentendo così all'amministrazione di proseguire con il progetto.
La vicenda nasce dalla decisione dell'amministrazione guidata dal sindaco Michele Lissia di trasferire temporaneamente 38 persone appartenenti a 13 nuclei familiari. Lo spostamento è stato previsto per permettere gli interventi di riqualificazione dell'ex piscina comunale, inseriti nel più ampio progetto Waterfront, finanziato con circa 590 mila euro.
Le ragioni del ricorso
A opporsi al piano comunale sono stati 61 residenti, diverse aziende dell'area Colombarone Pavia Est e la società Logale Srl, proprietaria di un terreno confinante con il sito individuato per il nuovo insediamento.
Secondo i ricorrenti, la scelta del Comune sarebbe incompatibile con gli indirizzi nazionali ed europei che promuovono il progressivo superamento dei campi nomadi. Inoltre, è stata contestata la presunta mancanza di una previsione urbanistica che individui via Aschieri come area destinata a questo tipo di insediamento.
Le contestazioni urbanistiche
Tra i motivi del ricorso figurano anche rilievi legati alla pianificazione territoriale. La società Logale Srl sostiene che il Comune avrebbe dovuto modificare il Piano di Governo del Territorio prima di autorizzare il nuovo campo, come previsto dalla normativa regionale.
Ulteriori dubbi riguardano la sicurezza dell'area. Secondo i ricorrenti, qualora il piano attuativo previsto nella zona venisse realizzato, la comunità sinta si ritroverebbe a vivere all'interno di un'area interessata da importanti lavori edilizi, con possibili rischi connessi agli scavi e alle attività di cantiere.
È stata inoltre evidenziata la possibilità di individuare siti alternativi in altre zone della città, ritenuti più adeguati rispetto a via Aschieri.
Il Comune prosegue con il progetto
Il rigetto dell'istanza cautelare da parte del Consiglio di Stato permette all'amministrazione comunale di continuare l'iter previsto. Nel frattempo è già stato approvato il progetto esecutivo e sono state avviate le procedure necessarie per l'affidamento dei lavori destinati alla realizzazione del nuovo insediamento temporaneo.
Rimane aperto il giudizio di merito davanti al Tar della Lombardia, che sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sulla legittimità del provvedimento adottato dal Comune.
Nel frattempo, alcuni dei cittadini coinvolti nell'azione legale criticano le spese sostenute dall'ente per difendere la propria posizione in tribunale, ritenendo che risorse pubbliche siano state impiegate in un contenzioso che vede contrapposti lo stesso Comune e parte della cittadinanza.

