Pavia, protesta per il ponte di viale Ludovico il Moro: cittadini e opposizione chiedono tempi certi sulla riapertura
Nonostante il riposizionamento della struttura, il collegamento resta inutilizzabile. Durante un presidio sono emerse nuove critiche ai ritardi accumulati e alla gestione dell'intervento.

A Pavia torna al centro dell'attenzione il cantiere del ponte di viale Ludovico il Moro. Nella mattinata di ieri un gruppo di residenti, insieme ad alcuni esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale, ha organizzato un presidio per manifestare il proprio malcontento nei confronti dei continui rinvii che stanno impedendo la riapertura dell'infrastruttura, chiusa ormai da quasi due anni.
Alla manifestazione hanno preso parte circa trenta persone, che hanno esposto striscioni dal tono polemico. Tra i messaggi mostrati figuravano slogan contro quelle che i partecipanti definiscono promesse non mantenute, oltre a un cartello ironico rivolto alla vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici, più volte criticata durante il dibattito politico cittadino.
Tra i promotori dell'iniziativa c'era anche Alessandro Bertoglio, cittadino particolarmente attivo nel seguire l'evoluzione dei lavori. Secondo il suo punto di vista, nel corso dei mesi sono state comunicate diverse date per la conclusione dell'intervento senza che venissero poi rispettate. Pur essendo stato ricollocato nella sua sede originaria, il ponte resta infatti ancora non accessibile alla circolazione e non esiste una data che metta definitivamente fine all'attesa.
La struttura metallica, un ponte Bailey, era stata trasferita in provincia di Avellino per essere sottoposta a un importante intervento di manutenzione straordinaria. Terminati i lavori, è stata riportata a Pavia attraverso un trasporto eccezionale e reinstallata sul proprio asse. Prima della riapertura, però, restano da completare alcune opere indispensabili.
Tra queste figura la realizzazione della soletta in calcestruzzo sull'impalcato, intervento affidato a un'impresa di Voghera per un importo di circa 60 mila euro. Una volta effettuato il getto sarà necessario attendere circa quattro settimane affinché il cemento raggiunga le caratteristiche tecniche richieste prima di consentire il passaggio di veicoli e pedoni.
Anche questa fase del cantiere è stata oggetto di ironia da parte dei cittadini presenti al presidio, che hanno appeso alla recinzione un cartello con una frase scherzosa riferita ai tempi di maturazione del calcestruzzo.
All'iniziativa hanno aderito diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione. Dante Labate, consigliere di Fratelli d'Italia, ha definito la vicenda del ponte il simbolo delle difficoltà dell'attuale amministrazione nella gestione delle opere pubbliche, sostenendo che i ritardi abbiano inciso pesantemente sulla viabilità cittadina.
Presenti anche gli esponenti di Pavia Ideale, Lidia Decembrino e Andrea Cantoni. Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Nicola Niutta, ha espresso l'auspicio che il 30 agosto rappresenti realmente la data conclusiva dei lavori, evidenziando come i numerosi rinvii abbiano ormai ridotto la fiducia dei cittadini. Lo stesso Niutta ha inoltre ribadito che, alla luce delle verifiche tecniche e degli interventi aggiuntivi eseguiti nel tempo, definire l'opera una semplice manutenzione non rispecchierebbe la complessità dell'intervento effettuato.
La classificazione dei lavori è infatti uno dei principali punti di scontro tra amministrazione comunale e opposizione, che da tempo continua a chiedere chiarimenti sull'intero iter tecnico e amministrativo che ha interessato il ponte di viale Ludovico il Moro.

