Pavia Est, progetto per trasferire le famiglie Sinti: affidato il primo incarico tecnico per l’area di via Aschieri
Il Comune avvia la progettazione delle opere di urbanizzazione del nuovo insediamento temporaneo. I residenti valutano una class action mentre l’amministrazione conferma il limite di due anni.

A Pavia prende forma il piano per lo spostamento delle famiglie Sinti che oggi vivono nei pressi dell’ex piscina scoperta di viale Resistenza. Dopo la decisione politica dell’amministrazione comunale, è stato assegnato il primo incarico tecnico necessario alla realizzazione della nuova area destinata ad accoglierle.
L’incarico, dal valore di circa 40mila euro, è stato affidato a un ingegnere pavese e riguarda diverse attività di progettazione legate alle opere di urbanizzazione dell’area denominata “Bivio Vela”. Il professionista dovrà occuparsi della progettazione degli impianti elettrici, idrici e fognari, oltre alla redazione del piano di sicurezza e coordinamento, della contabilità dei lavori e della direzione operativa durante la fase esecutiva.
L’area individuata dall’amministrazione comunale si trova nella zona est della città, vicino a via Aschieri. Attualmente si tratta di un terreno verde che dovrà essere attrezzato con i servizi essenziali prima di poter ospitare le strutture abitative delle famiglie. Sarà quindi necessario realizzare gli allacciamenti alla rete elettrica, all’acqua potabile, al gas e al sistema fognario. Solo successivamente si potrà procedere con la costruzione delle piazzole sulle quali saranno collocate le abitazioni.
Il trasferimento riguarda tredici nuclei familiari, per un totale di 38 persone, che attualmente risiedono nell’area compresa tra il Palazzo Esposizioni e la vecchia piscina dismessa di viale Resistenza.
Fin dall’inizio il Comune ha spiegato che il nuovo insediamento avrà carattere provvisorio e non dovrebbe superare i due anni di permanenza. Lo spostamento è legato al progetto di riqualificazione dell’area dell’ex piscina, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Michele Lissia intende realizzare un parco acquatico stagionale nell’ambito del piano Waterfront.
La presenza dell’attuale campo Sinti renderebbe impossibile l’avvio del cantiere previsto per la riqualificazione dell’area.
Nel frattempo cresce la mobilitazione dei residenti della zona di Pavia Est. Circa sessanta cittadini stanno valutando la possibilità di avviare una class action per contestare la decisione del Comune. L’ipotesi più concreta è il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia per impugnare la delibera di giunta che autorizza l’urbanizzazione del terreno destinato al trasferimento.
Tra i timori principali dei residenti c’è quello che la soluzione temporanea possa trasformarsi in definitiva. Molti ricordano infatti precedenti insediamenti, come quelli di piazzale Europa e viale Bramante, inizialmente presentati come provvisori e poi rimasti per decenni.
Dal canto loro, le famiglie Sinti coinvolte nel trasferimento sottolineano il loro radicamento nel territorio. «Siamo cittadini italiani e viviamo a Pavia da molti anni», spiegano. «I nostri figli frequentano le scuole della città e lavoriamo come qualsiasi altro abitante». Le famiglie hanno anche proposto ai residenti interessati di visitare l’attuale campo per favorire un momento di confronto diretto.