Cineforum sospeso a Bressana Bottarone: il film divide e accende il dibattito culturale
La mancata autorizzazione comunale alla proiezione di un thriller sudcoreano trasforma una serata di cinema in un confronto pubblico su libertà artistica, responsabilità istituzionale e uso delle risorse condivise.

A Bressana Bottarone una normale serata di cineforum si è trasformata in un caso che ha coinvolto amministrazione comunale, associazioni culturali e cittadini. Sabato, al cineteatro comunale, era in programma la proiezione di The Chaser, un film sudcoreano dal forte impatto emotivo, scelto dal comitato Bressana Nouvelle Vague per una rassegna dedicata al cinema d’autore. La pellicola, caratterizzata da toni cupi e scene intense, è consigliata a un pubblico adulto.
L’evento, tuttavia, non ha potuto svolgersi come previsto. Il Comune ha infatti deciso di non autorizzare l’utilizzo della cosiddetta “licenza ombrello”, lo strumento che consente alle associazioni di proiettare film negli spazi pubblici senza richiedere ogni volta permessi specifici. Questa scelta ha portato gli organizzatori a rinunciare alla proiezione e a trasformare l’incontro in un momento di discussione aperto alla cittadinanza.
Il comitato, che da oltre un anno promuove iniziative cinematografiche negli spazi comunali, ha espresso perplessità sulla decisione. Secondo gli organizzatori, il film rientrava pienamente nel catalogo coperto dalla licenza e la visione era chiaramente indicata come destinata a un pubblico adulto. A loro avviso, l’uso di uno strumento finanziato con fondi pubblici dovrebbe restare accessibile a tutte le realtà associative che operano nel campo culturale.
Diversa la posizione dell’amministrazione. Il sindaco ha precisato che non si è trattato di un divieto, ma di una scelta di non sostenere economicamente l’iniziativa. Pur riconoscendo il valore artistico dell’opera, il Comune ha ritenuto il film non in linea con le finalità culturali dell’ente, soprattutto per la presenza di contenuti giudicati particolarmente violenti. Rimane comunque la possibilità, per gli organizzatori, di utilizzare la sala comunale alle condizioni ordinarie, senza agevolazioni e senza il patrocinio.
La serata si è così trasformata in un confronto pubblico, con interventi di esperti del settore culturale ed educativo. Al centro del dibattito, il delicato equilibrio tra libertà di espressione, responsabilità delle istituzioni e diritto dei cittadini a scegliere consapevolmente cosa vedere. Un dialogo che ha messo in luce l’importanza del confronto costante tra amministrazioni e associazioni per costruire proposte culturali condivise e inclusive.
