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Carburanti, il governo interviene: taglio dei prezzi e misure anti-speculazione

Riduzione temporanea di circa 25 centesimi al litro e sostegni a trasportatori e pescatori per contrastare gli effetti della crisi energetica internazionale

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Il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un decreto urgente per contenere l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, in risposta alle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, aggravate dagli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro Iran.

Il provvedimento, approvato durante una riunione serale a Palazzo Chigi, avrà una durata limitata di venti giorni e mira a proteggere cittadini e imprese in una fase di forte incertezza sui mercati energetici.

Nel corso della giornata precedente al Consiglio dei ministri, la premier ha avuto confronti con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e con il responsabile dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Parallelamente, il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato a Milano rappresentanti delle principali compagnie petrolifere.

Le misure principali del decreto sono tre. In primo luogo, è previsto un abbassamento del prezzo dei carburanti di circa 25 centesimi al litro per tutti i consumatori. In secondo luogo, viene introdotto un credito d’imposta destinato agli autotrasportatori, per compensare l’aumento dei costi del carburante, misura estesa anche al settore della pesca. Infine, viene istituito un sistema di controllo per evitare speculazioni: i prezzi alla pompa dovranno riflettere in modo diretto l’andamento del greggio sui mercati internazionali.

Secondo la presidente del Consiglio, l’intervento rappresenta un passo ulteriore rispetto alle azioni già avviate, come i controlli affidati a Guardia di Finanza e Antitrust per individuare rincari ingiustificati. L’obiettivo dichiarato è evitare che la crisi internazionale si traduca in un peso eccessivo per famiglie e imprese italiane.