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8 marzo a tavola: a Pavia la festa delle donne si celebra con i sapori autentici della tradizione emiliana

Pasta fatta in casa, ricette di famiglia e piatti tipici piacentini: un menù speciale per una serata conviviale dedicata alla Giornata Internazionale della Donna

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In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo si trasforma anche in un momento conviviale da vivere a tavola. Per la serata dedicata alle donne, lo staff di Sgagnabrodo propone un percorso gastronomico che richiama le radici della cucina emiliana più autentica, con piatti della tradizione piacentina e pasta rigorosamente fatta in casa.

L’idea è quella di una cena conviviale, semplice ma ricca di sapori genuini, dove ogni portata racconta una storia di famiglia e di territorio.

Tradizione contadina e ricette di famiglia

Il menù parte con alcune specialità che richiamano la cucina popolare dell’Emilia. Tra queste la schita (o bortellina), una frittatina croccante di farina e acqua servita con i salumi tipici piacentini — coppa, pancetta e salame — accompagnati da giardiniera artigianale. Una proposta che richiama la cucina contadina e la tradizione delle tavole condivise.

Non mancano i grandi classici della pasta fresca: i pisarei e fasò, gnocchetti di pane con sugo di pomodoro e fagioli, e i tortelli con la coda, intrecciati a mano e farciti con ricotta e spinaci, serviti con burro e salvia oppure con sugo di funghi. Tutta la pasta, come sottolineato nel menù, viene preparata in casa secondo ricette tramandate nel tempo.

Tra le proposte più ricche spicca anche il risotto alla Primogenita, un omaggio storico a Piacenza: risotto allo zafferano arricchito da un ragù speciale con funghi e tre tipi di carne.

Secondi della tradizione emiliana

La cucina continua con piatti robusti e ricchi di carattere. Tra questi la piccula ad cavall, ragù di carne di cavallo servito con polenta, e lo stracotto d’asino marinato nel vino rosso e cotto lentamente, entrambi esempi della cucina emiliana più autentica e sostanziosa.

Per chi ama i sapori della tradizione non mancano neppure le polpette di cavallo in umido e la trippa, piatti che raccontano la cultura gastronomica del territorio e la filosofia del “non si butta nulla”, tipica delle cucine di una volta.

Il finale dolce

La cena si chiude con dessert classici preparati secondo ricette familiari: dal tiramisù alla crostata della Raffaella, fino alla crema di zabaione con frutti rossi o al tradizionale salame di cioccolato, dolci semplici ma intramontabili.

Il menù dell’8 marzo punta quindi sulla cucina fatta in casa, sulla tradizione e sui sapori autentici. Un’occasione per festeggiare la giornata dedicata alle donne con una cena informale ma ricca di identità gastronomica, dove ogni piatto porta con sé una storia di famiglia e di territorio.

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