“Il karate non è solo combattimento: è scuola di vita” – Intervista esclusiva a Maurizio Ghiringhelli
Dal 1992, l’ASD Gorin Karate-Do Pavia forma bambini, ragazzi e adulti: «Prima si è allievi, poi – forse – atleti. Qui crescono persone, non solo campioni»

In occasione dei Giorni del Karate, incontriamo una delle realtà storiche e più attive del territorio pavese: l’ASD Gorin Karate-Do Pavia, associazione sportiva dilettantistica che dal 1992 promuove la pratica del karate come disciplina sportiva, educativa e formativa.
Un progetto che va oltre la palestra, coinvolgendo bambini dai 3 anni, adulti e senior fino ai 75 anni e oltre, con percorsi studiati per ogni età e livello.
Centro CONI Avviamento allo Sport e affiliata FIJLKAM, unica Federazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla WKF, l’associazione rappresenta un punto di riferimento per la formazione tecnica, atletica ed educativa sul territorio.
A guidare questa realtà c’è Maurizio Ghiringhelli, direttore tecnico, che ci racconta valori, obiettivi e visione di uno sport che va molto oltre il semplice combattimento.

Intervista a Maurizio Ghiringhelli
Direttore Tecnico – ASD Gorin Karate-Do Pavia
D: Maestro Ghiringhelli, partiamo dalla difesa personale: cos’è il Metodo Globale Autodifesa (MGA) e perché è così importante?
R: L’MGA è un vero e proprio “parto” dei tecnici d’élite della nostra Federazione. Anche se noi abbiamo praticamente tutti gli sport da combattimento, per insegnare la difesa personale dobbiamo seguire un corso aggiuntivo con professionisti specializzati, perché si tratta di una modalità completamente diversa di insegnamento. Il target, gli obiettivi e l’impegno richiesto sono differenti. La difesa personale si rivolge a tutte quelle persone che vogliono sentirsi più sicure, senza dover per forza diventare atletiche. È il metodo con cui vengono formate anche le forze dell’ordine e oggi viene utilizzato persino nel settore sanitario, soprattutto nei pronto soccorso, dove purtroppo accadono episodi che non dovrebbero verificarsi.Dopo circa 15 anni siamo tornati su Pavia da circa un anno con la proposta di nuovi corsi di difesa personale per tutti: studenti, lavoratori, uomini e donne
D: Qual è la differenza tra essere allievo ed essere atleta?
R: Io dico sempre ai miei ragazzi che prima si è allievi e solo col tempo alcuni possono diventare atleti. L’allievo è colui che vuole sapere, l’atleta invece deve puntare alle medaglie. Per me l’allievo è fondamentale. Noi lavoriamo molto sulla motivazione e stimoliamo continuamente i ragazzi.I nostri tecnici sono formati dal comitato regionale FIJLKAM per la prima qualifica (allenatore di base) mentre, per le altre qualifiche (allenatore, istruttore e maestro), la formazione si concretizza presso il centro olimpico di Ostia, sede della direzione federale e sede di allenamento degli azzurri, tutto il lavoro formativo si articola a 360 gradi. con competenze teoriche, pratiche e psicologiche. Quest’anno, ad esempio, abbiamo formato due nuove tecniche di base, entrambe ragazze: una grande soddisfazione.
D: Che tipo di attività agonistica portate avanti?
R: Il calendario è intenso: il primo marzo avremo i provinciali, ad aprile le regionali e a giugno, il 6, i nazionali a Lecco, organizzati dal CSI - centro sportivo italiano (Ente di promozione sportiva) . Nel frattempo perteciperemo anche una gara federale dedicata ai bambini, il Karate Kids. Per loro questi eventi sono entusiasmanti e rappresentano un’esperienza unica.
D: Lei ha spesso espresso una riflessione critica sul sistema scolastico. Perché?
R: Negli anni ho notato un grande cambiamento nei ragazzi, soprattutto nella motivazione e nella capacità di concentrazione. Sembrano sempre più stanchi e la soglia di attenzione è calata. Noi cerchiamo di lavorare anche sulla teoria: facciamo scrivere tesine ed esami, perché imparare significa anche sbagliare. Oggi si tende troppo a cercare scorciatoie, copiando da internet o facendosi suggerire le risposte. Questo, secondo me, è un limite enorme per la crescita personale.
D: In che modo il karate aiuta lo sviluppo dei bambini?
R: Il karate è straordinario per lo sviluppo motorio, posturale e mentale. Funziona da calmiere per i bambini iperattivi e da stimolo per quelli timidi. Crescendo, aggiungiamo obiettivi: gare, specialità, responsabilità. A un certo punto li spingo anche verso il percorso di tecnico federale, creando nuove prospettive. Il combattimento rappresenta solo il 5% del karate: per praticarlo davvero serve una grande cultura sportiva, storica e scientifica.
D: Qual è la filosofia che guida l’ASD Gorin Karate-Do Pavia?
R: Noi siamo karate tradizionale, ma abbiamo ampliato l’insegnamento inserendo anche aspetti scientifici. Insegniamo una disciplina a 360 gradi, dai 3 ai 75 anni. La nostra associazione non è un semplice luogo dove allenarsi: siamo una famiglia. C’è frequentazione anche fuori dalla palestra, c’è ascolto, supporto, amicizia. Siamo un po’ tecnici, un po’ psicologi e un po’ amici. Questo crea un ambiente unico, basato su stima e affetto reciproco.
L’ASD Gorin Karate-Do Pavia rappresenta oggi un modello virtuoso di sport, educazione e inclusione. Un luogo dove la disciplina diventa crescita personale, il rispetto si trasforma in valore quotidiano e ogni allievo viene accompagnato in un percorso di sviluppo completo.
Un esempio concreto di come lo sport possa davvero cambiare la vita.
Intervista a cura di Matteo Filippi