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Il book club che sta conquistando tutti: l’idea nata a Pavia che crea nuove connessioni

Dai libri alle connessioni reali: il progetto di Flavia Calabrese che trasforma semplici incontri in nuove amicizie e esperienze condivise

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In un mondo sempre più dominato dalle interazioni digitali, nasce a Pavia un’iniziativa che rimette al centro le relazioni autentiche. Si chiama Book Club Pavia ed è molto più di un semplice gruppo di lettura: è uno spazio di incontro, confronto e condivisione. Abbiamo intervistato Flavia Calabrese per farci raccontare come è nato questo progetto e dove sta andando.

Com’è nata l’idea del Book Club Pavia?

Nasce tutto dall’idea di unire la mia passione per i libri e il desiderio di conoscere persone nel mondo reale in un mondo sempre più connesso solo online.

Come si è sviluppato il progetto?

All’inizio era solo una mia idea. In autunno ho deciso di aprire una pagina Instagram… e da lì è successo qualcosa di inaspettato: è letteralmente esplosa.

Già al primo incontro eravamo in undici: undici sconosciuti che si incontrano, proprio come nelle trame di un libro, per parlare di due libri. C’era un po’ di imbarazzo iniziale, ma è durato pochissimo. Si è trasformato subito in un incontro bellissimo e riuscitissimo.

 

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Come funzionano gli incontri?

Ogni mese scegliamo un libro. La selezione avviene in modo democratico: prima tramite le storie Instagram, poi con un sondaggio nella community WhatsApp, così chi partecipa può davvero decidere.

Ci incontriamo una volta al mese in un locale sempre diverso a Pavia. Chiunque può partecipare: al momento abbiamo un range di età molto ampio, dai 20 ai 60 anni.

L’accoglienza è fondamentale: gentilezza, ascolto e voglia di conoscersi.

Gli incontri sono strutturati così:

  • una prima ora di discussione guidata, con un mediatore, per dare spazio a tutti
  • una mezz’ora finale più libera, dedicata alla conoscenza e alla nascita di nuove amicizie

È prevista una piccola quota che prevede 2€ fondo cassa Club e  3€ anticipo alla consumazione

Hai parlato anche di un “extra bookclub”: di cosa si tratta?

Sì, è una delle cose più belle nate spontaneamente.

L’“extra bookclub” è un sottogruppo WhatsApp creato direttamente dai membri della community. Qui ognuno può proporre attività: cinema, teatro, letture all’aperto…

È la dimostrazione più concreta che il progetto funziona: le persone non si incontrano solo per i libri, ma iniziano a creare legami anche fuori dagli incontri ufficiali.

Oggi sei ancora sola a portare avanti il progetto?

No, e questa è un’altra evoluzione importantissima.

All’inizio ero sola, ma adesso ci sono dei ragazzi che hanno deciso di darmi una mano. Abbiamo creato una squadra bellissima, e questo rende tutto ancora più speciale e sostenibile.

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Che impatto pensi abbia sulla città?

Credo abbia un impatto culturale molto forte.

Ho scoperto che ci sono tantissime persone interessate alla lettura e al confronto reale, non mediato dai social. Le tematiche per ora sono state principalmente di narrativa contemporanea, per mettere tutti d’accordo, ma l’obiettivo è ampliare:

  • grandi classici
  • autori stranieri
  • poesia
  • incontri con autori
  • temi come guerra, femminismo e attualità

Mi piacerebbe anche invitare ospiti per approfondire meglio queste tematiche.

Ti aspettavi una crescita così veloce?

Assolutamente no.

Mi sembra già assurdo essere arrivati al quinto incontro con così tante persone e richieste. Era un’idea personale, senza un vero progetto a lungo termine… e invece è diventata qualcosa di grande.

Faccio fatica a immaginare dove saremo tra un anno. Preferisco vedere come evolve, passo dopo passo, decidendo insieme alla community.

Qual è il vero obiettivo del Book Club Pavia?

Più che la crescita numerica, mi interessa la qualità delle relazioni.

L’obiettivo è far crescere la conoscenza tra le persone. Tutto il resto arriva di conseguenza. La forza del progetto sta proprio nella spontaneità: non ci sono secondi fini, niente di costruito.

Anche i piccoli gadget che prepariamo per i membri nascono da un gesto di cura e gentilezza verso gli altri. Sono cose semplici, ma che oggi stanno scomparendo e che invece possono fare davvero bene.

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Ci sono sviluppi futuri?

Stiamo iniziando a muoverci anche sul fronte delle collaborazioni, ma per scaramanzia non anticipo troppo.

Stiamo parlando anche con alcune librerie e speriamo che il progetto venga apprezzato anche da loro.

Cosa diresti a chi è indeciso a partecipare?

Direi che venire al primo incontro è un atto di coraggio.

Ma non bisogna preoccuparsi: è un ambiente tranquillo, accogliente, pensato per chiacchierare, divertirsi davanti a una bevanda e creare nuove connessioni reali.

E alla fine, è proprio questo il cuore di tutto: incontrarsi davvero.

 

Articolo a cura di Matteo Filippi