Bollette, a Pavia aumenti del 38,6%. Cavalloni: «La vera tutela è diventare indipendenti»
Tra geopolitica, speculazione e offerte dei fornitori, famiglie e imprese si preparano ad affrontare un autunno di rincari. Il consulente energetico Luca Cavalloni: «Non bisogna farsi guidare dalla paura: prima di cambiare contratto è fondamentale conoscere i propri consumi e tutti i costi dell'offerta»

Tra settembre e dicembre le famiglie pavesi spenderanno il 38,6 per cento in più per le bollette di luce e gas rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Calcolatrice alla mano, l'esborso complessivo medio sarà di circa 1.100 euro. Una situazione che si inserisce in un quadro regionale altrettanto preoccupante: in Lombardia l'incremento medio previsto nell'ultimo quadrimestre dell'anno è del 38,47 per cento.
A pesare, secondo le stime, sono anche le tensioni geopolitiche internazionali, dal conflitto in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, che possono avere ripercussioni sui mercati energetici e alimentare nuove oscillazioni dei prezzi.
Ma come devono comportarsi concretamente famiglie e imprese davanti a questo scenario? Ne abbiamo parlato con Luca Cavalloni, consulente nel settore energetico e fotovoltaico da oltre dieci anni.
«Innanzitutto c'è un problema geopolitico. Quando ci sono situazioni di questo tipo arriva anche la speculazione. Noi consumatori siamo una parte passiva di questo mercato, un po' come accade con il mercato della benzina».
Nel settore energetico, spiega Cavalloni, il consumatore si trova quindi a subire le dinamiche di un mercato molto più grande. «Il prezzo viene determinato a livello di mercato dai grandi operatori e arriva poi al consumatore finale sulla base del contratto che ha sottoscritto con il proprio gestore, che può essere a prezzo fisso oppure variabile».
Il problema non riguarda soltanto le famiglie
Gli aumenti delle bollette non interessano però soltanto le utenze domestiche. Per le imprese, anche variazioni apparentemente contenute possono avere conseguenze molto più pesanti.
«Oltre alla famiglia c'è il problema delle aziende. Per le famiglie le oscillazioni possono essere anche di pochi centesimi, ma per un'azienda quegli stessi pochi centesimi possono trasformarsi in migliaia di euro al mese. Per questo bisogna stare molto attenti».
La dimensione dei consumi, quindi, diventa fondamentale quando si valuta l'impatto di un aumento. Un piccolo incremento del costo dell'energia, moltiplicato per consumi elevati, può incidere significativamente sui bilanci aziendali.
Quando la geopolitica pesa sul prezzo dell'energia
Secondo Cavalloni, il quadro potrebbe essere diverso in presenza di una maggiore stabilità internazionale.
«Quando la situazione geopolitica è tranquilla, il trend va verso il ribasso, perché comunque si sta andando verso un'energia sempre più rinnovabile e, di conseguenza, verso una riduzione dei costi. Il problema nasce quando la situazione geopolitica, come in questi anni, non è delle migliori: in quel caso inizia la speculazione e il prezzo sale».
Un andamento che rende ancora più importante, secondo il consulente, non limitarsi a guardare il prezzo proposto dal fornitore, ma analizzare nel dettaglio la struttura della propria bolletta e del contratto.
Attenzione alle offerte troppo convenienti
In un mercato caratterizzato da forti oscillazioni, i gestori più piccoli possono trovarsi in una posizione particolarmente delicata.
«I gestori più piccoli soffrono il mercato, perché devono confrontarsi con dinamiche e operatori di dimensioni molto maggiori. Allo stesso tempo, ci sono gestori che hanno scelto di guardare al futuro con occhi diversi e di distinguersi dagli altri, introducendo nell'offerta anche servizi aggiuntivi, come buoni benzina o buoni spesa».
Si tratta, secondo Cavalloni, di una strategia che può rappresentare un elemento di innovazione e differenziazione rispetto alla concorrenza, ma che deve comunque essere valutata con attenzione.
«Quando un gestore aggiunge servizi, bisogna analizzare la strategia che c'è dietro e soprattutto l'offerta nel suo complesso. Il servizio aggiuntivo può essere interessante, ma non deve far perdere di vista il vero costo dell'energia e le condizioni del contratto».
Il rischio, quindi, è concentrarsi esclusivamente sul vantaggio immediato di un omaggio o di un servizio senza considerare la struttura complessiva dell'offerta.
Il rischio maggiore, però, arriva quando il consumatore prende una decisione spinto dalla paura.
«Gli errori che commettono le famiglie arrivano soprattutto dalla paura. In questo momento la televisione parla di rincari e il consumatore pensa: "Mi arriverà una bolletta altissima". Così, alla prima telefonata di un call center che propone un prezzo più basso, accetta».
Il problema, spiega il consulente, è che il prezzo pubblicizzato non sempre racconta l'intera struttura dell'offerta.
«Non vengono considerati tutti i costi accessori. Ci sono aziende molto furbe che cavalcano la paura del consumatore e utilizzano questo momento per proporre un cambio di contratto».
Leggere la bolletta prima di cambiare gestore
Per Cavalloni, quindi, prima di accettare una nuova offerta è fondamentale conoscere esattamente cosa si sta pagando.
«Bisognerebbe sempre farsi consigliare da un professionista che conosce il mercato e i dettagli della bolletta: dallo scontrino dell'energia al costo di commercializzazione, fino al box dell'offerta».
Il consiglio è quindi quello di non fermarsi al semplice confronto tra due prezzi, ma di verificare tutte le componenti che determinano il costo finale.
«Non bisogna guardare soltanto il prezzo della materia energia. Bisogna capire come è costruita l'offerta e quali sono i costi che vengono applicati».
La vera soluzione? Produrre la propria energia
Se la scelta del contratto può consentire di contenere la spesa nel breve periodo, per Cavalloni la vera strategia di lungo termine è un'altra: ridurre la propria dipendenza dal mercato.
«L'unico modo per tutelarsi è essere indipendenti, cioè uscire dal mercato producendo la propria energia».
Il primo strumento indicato dal consulente è il fotovoltaico.
«L'impianto fotovoltaico è come un cavallo che produce la tua energia. I finimenti del cavallo, come la sella e la briglia, possono essere paragonati a tutti quei sistemi che permettono di utilizzare al meglio l'energia prodotta, come le pompe di calore e altre tecnologie».
L'obiettivo è aumentare l'autoconsumo e utilizzare direttamente l'energia prodotta, riducendo il più possibile quella acquistata dalla rete.
Ma cosa può fare chi non dispone di un tetto o di uno spazio adeguato per installare un impianto?
«Esistono aziende che vendono impianti in cloud. In questo caso gli impianti si trovano fisicamente a distanza, ma il cliente può diventare proprietario di una quota dell'impianto e beneficiare della produzione secondo la formula prevista dal contratto. In alcuni casi viene riconosciuta anche una rendita».
Riqualificazione energetica: un investimento da valutare
Per Cavalloni, quindi, davanti alla prospettiva di nuovi aumenti non bisogna limitarsi a cercare l'offerta più economica, ma ragionare sul proprio fabbisogno energetico e sulla possibilità di intervenire strutturalmente.
«Consiglio sempre di valutare la riqualificazione energetica. Bisogna almeno iniziare a capire che tipo di investimento può essere fatto sulla propria abitazione o sulla propria azienda».
L'invito, soprattutto in un momento caratterizzato dall'incertezza, è a non prendere decisioni affrettate.
«Non bisogna cadere nella trappola della paura degli aumenti e nelle offerte dei call center, perché non tutti sono trasparenti».
E per chi non ha le competenze per orientarsi tra offerte, costi e tecnologie, il suggerimento finale è rivolgersi a un professionista.
«Chiedere una consulenza non costa nulla e permette di capire quanto si potrebbe risparmiare, ma soprattutto di comprendere la complessità del settore energetico. Prima di cambiare contratto o fare un investimento è importante sapere cosa si sta acquistando».
