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Le Torri

Le Torri - Spendiamo a Pavia

Le Torri a Pavia: Simboli di Storia e Tradizione

“Pavia - scriveva il Petrarca – si innalza tra numerose torri, in una veduta aperta in ogni parte”; e gli antichi storici chiamavano pavia “Città delle torri, Città delle cento torri”. Centosessanta torri attribuisce il Breventano a Pavia; Lo Zugarelli ne conta settantasei. Molte erano rovinate già ai tempi dell’Anonimo Ticinese (1320 circa); né i primi anni del Cinquecento ne sopravvivevano una cinquantina, che tante se ne vedono nella pianta di Pavia del 1525 affrescata nella basilica di S. Teodoro. Parecchie se ne vedono ancora oggi, mozze e convertite in case; sopravvivono intere le tre dell’Ospedale; quella di piazza del Collegio Borromeo, e le due di via Luigi Porta, vale a dire la torre di S. Dalmazio e quella della Mostiola.

Quella che prospetta l’Ospedale, minacciata di distruzione, ha vicino un muro con tracce di un antico palazzo e parecchi archi di terracotta a pieno centro. Sono costruite, per dirla col Carducci, “ di fosco vermiglio mattone”, quadrate, alte e strette, fornite di poche piccole aperture, tronche in cima: erano situate agli angoli delle vie, fiancheggiate alla base da un voltone e da case.

Lo Zuradelli  le crede anteriori al Mille e destinate, in gran parte, alla difesa.  Ma noi sappiamo dal Muratori che dopo il 1100 infierì il “furor delle torri”. Allora la maggior parte dei nobili e dei facoltosi cittadini intrapresero a fabbricar torri presso le loro case non solo per la difesa,ma altresì per ornamento  e a testimonio di lusso e di potenza; e la gara giunse a tale che nel secoli XII e XIIi Comuni emanarono leggi per impedire la costruzione di nuove torri, e pre prescrivere un termine alla loro altezza.

Dobbiamo dire due parole delle due più famose torri di Pavia.

Nel 1584 rovinò una magnifica torre rotonda, adorna di figure, detta di Boezio, perché si riteneva fosse stato in essa rinchiuso, per ordine del re Teodorico.Severino Boezio. Nel 1715 fu abbattuta una strana torre, unica nel  suo genere, costruita a guisa d’una piramide rovesciata , il cui vertice formava la base della torre, detta perciò dal popolo Del pizzo in giù. L’aveva fatta costruire nel 1494 il famoso umanista e giureconsulto Giasone del Maino a fianco del suo palazzo, che sorgeva sull'area del palazzo ora Bellisomi.

Fonte: Pavia e i suoi monumenti

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