Il Collegio Castiglioni

Esplora il Collegio Castiglioni a Pavia: Un Patrimonio Storico
La casa in via S. Martino, del prof. Luigi Brugnatelli, nella quale di vedono qua e là tracce dell’antica costruzione , è l’edificio del collegio fondato nel 1426 per ventiquattro studenti poveri dal cardinale Branda Castiglioni: da quello stesso cardinale che creò, si può dire, Castiglione d’Olona , dove narrano la sua gloria gli affreschi di Masolino da Panicale.
L’oratorio di questo collegio, affrescato per l’ordine del cardinal Branda Castiglioni juniore (1415 – 1486), nei primi anni del secolo XIX fu trasformato in portineria; e la metà superiore della cappella divenne , ed è tuttora, la camera da letto della numerosa famiglia del portinaio di casa Brugnatelli.
Nella parte inferiore è scomparsa ogni traccia di pitture; la volta e le quattro pareti della parte superiore sono ancora adorne di mirabili affreschi, che sono il più cospicuo saggio di pittura del Quattrocento che possegga Pavia, e uno dei più cospicui di pittura lombarda pre leonardesca.
Nei quattro spicchi della volta, entro corone di foglie e frutti, sono rappresentati il leone, il bue, l’aquila, l’angelo, i simboli insomma dei quattro evangelisti.
Le cordonature sono rivestite di foglie verdi e di melagrane, che spiccano bellamente sul fondo rosso cupo della volta: unico saggio quasi intatto di volta decorata nella seconda metà del Quattrocento in Lombardia.
Ma più che della volta brillante, la quale è , soprattutto, una meravigliosa opera d’arte decorativa, l’occhio dello spettatore è attratto dal grande affresco che copre la parete settentrionale rappresentante la Resurrezione. Il Redentore (forte e sereno quale piacque al gusto del Rinascimento, spregiatore d’ogni mortificante ascetismo) è uscito dal sepolcro, e poggia su un’alta rupe, con la destra in atto di benedire, col vessillo della redenzione nella sinistra; avvolto nel funebre lenzuolo, quattro guardie cadute o fuggenti per lo spavento. Sotto l'iscrizione con data (1475) di questo affresco, un’immagine del Padreterno.
Sulla parete di levante si vede , in alto, una vigorosa figura del Padreterno, sorretta da una gloria di cherubini, sotto, colli con casette, alberi, un levriere. Pochi frammenti restano degli affreschi della parete di ponente.
Questi affreschi , che furono già attribuiti al Foppa, sono di vario pregio e di varie mani: è molto probabile che alcuni di essi siano stati eseguiti da collaboratori del Foppa, che in quel tempo lavorava nel castello di Pavia. Su disegno del maestro. Proprio nel 1475 quattro pittori associati al Foppa a Pavia, B. Bemboz. Bugato, Costantino da Vaprio e Giacomo Vismara, che con lui dovevano attendere, come abbiamo detto, all’ ancona per la cappella del castello, abitavano una casa presso il collegio Castiglioni. Questi artisti furono probabilmente , ispiratore il Foppa, i decoratori di questa cappella.
Fonte: Pavia e i suoi monumenti
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