Smog fuori controllo: Pavia tra le città più inquinate Lombarde
Il dossier Mal’Aria 2026 di Legambiente lancia l’allarme su PM10 e PM2.5: servono tagli drastici alle emissioni entro il 2030
Pavia rientra tra i centri più inquinati del territorio secondo il dossier Mal’Aria 2026 di Legambiente, che analizza lo stato della qualità dell’aria in Italia. In base al rapporto, la città si colloca al dodicesimo posto nazionale per concentrazione media annua di PM10, pari a 28 microgrammi per metro cubo, un valore che richiederà una riduzione del 28% entro il 2030 per adeguarsi ai nuovi limiti europei. Più allarmante il dato sulle polveri PM2.5: con 20 microgrammi per metro cubo, Pavia è quarta in Italia, con la necessità di dimezzare le emissioni.
Il quadro lombardo, evidenzia Legambiente, è profondamente cambiato. L’inquinamento non riguarda più soltanto le grandi città, ma interessa sempre più le aree rurali. Un esempio è Soresina, nel Cremonese, che nel 2025 ha registrato le concentrazioni di PM10 più elevate tra le località monitorate, superando anche Milano e contando 67 giorni oltre la soglia consentita.
Alla base del fenomeno c’è soprattutto la diffusione degli allevamenti intensivi, che attraverso le emissioni di ammoniaca contribuiscono alla formazione delle polveri sottili. Un problema che coinvolge ampie aree della pianura lombarda, dove si concentra una parte rilevante della produzione zootecnica nazionale.
Accanto a queste criticità diffuse, il dossier segnala situazioni locali legate a specifiche attività produttive, come le cave di marmo nel Bresciano o il distretto del mobile in Brianza. Secondo Legambiente, migliorare la qualità dell’aria richiederà interventi mirati e una revisione più ampia dei modelli produttivi, per coniugare tutela ambientale e futuro economico del territorio.

