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Pavia Internazionale 2026, i giovani al centro del dibattito sui grandi temi del presente

Dal 10 al 17 ottobre torna il festival promosso dalla Consulta giovanile: economia, intelligenza artificiale, diritti, guerra, agricoltura e lavoro tra gli argomenti affrontati da ospiti e protagonisti del mondo dell’informazione e della cultura.

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PAVIA – Dare spazio alle nuove generazioni e offrire loro l’opportunità di confrontarsi direttamente con personalità provenienti da mondi diversi. È questo l’obiettivo della seconda edizione di “Pavia Internazionale”, manifestazione ideata dalla Consulta giovanile e realizzata con il patrocinio dell’Università di Pavia, del Comune e di Edisu.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Il coraggio di andare oltre”, un invito a superare confini, convinzioni consolidate e schemi precostituiti per interrogarsi sui cambiamenti che stanno trasformando la società.

Il festival partirà giovedì 10 ottobre alla Sala dell’Annunciata di piazza Petrarca, per poi proseguire venerdì 16 e sabato 17 ottobre nel Cortile Teresiano dell’Università centrale.

L’appuntamento inaugurale sarà affidato al podcast live di Will Media “Qui si fa l’Italia”. Sabato 10 ottobre, alle 19, Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Baravalle affronteranno il tema della legge Basaglia e della salute mentale con l’incontro “La Repubblica dei Pazzi e la legge Basaglia”, in programma in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.

Il calendario proseguirà venerdì 16 ottobre con una serie di incontri dedicati a questioni che spaziano dall’innovazione alla società. Ad aprire il pomeriggio sarà Deborah Piovan, imprenditrice agricola e divulgatrice scientifica, chiamata a parlare delle prospettive dell’agricoltura tra tecnologia, sostenibilità e innovazione.

Spazio quindi al tema dell’emancipazione femminile con la giornalista Marianna Aprile, mentre Alessandro Ferrari, fondatore e amministratore delegato della startup ArgoVision, discuterà dell'evoluzione dell’intelligenza artificiale e dei cambiamenti intervenuti nel settore.

Particolare attenzione sarà dedicata anche agli scenari internazionali. La giornalista e inviata del Tg3 Lucia Goracciporterà a Pavia la propria esperienza sui principali fronti di guerra del mondo, attraverso un racconto costruito tra immagini, testimonianze e reportage.

La giornata di sabato 17 ottobre sarà invece caratterizzata da economia, lavoro e intrattenimento. Tra gli ospiti figura l’economista Carlo Cottarelli, protagonista dell’incontro “L’economia facile: risposte per capire il mondo”, pensato per affrontare i principali meccanismi economici attraverso un linguaggio accessibile.

A seguire sarà Valentina Nappi a confrontarsi sul rapporto tra lavoro, valori e responsabilità nell’appuntamento “Il lavoro alla prova della morale: la tassa etica”.

A chiudere il programma sarà il comico Nathan Kiboba, con la stand up comedy “Basta con la solita storia!”, momento dedicato all’ironia e all’intrattenimento.

L’iniziativa è sostenuta economicamente da Fondazione Monte Lombardia e Fondazione Magnani, mentre tra gli sponsor figurano SeaVision, ArgoVision, Confagricoltura e Decathlon.

Durante la presentazione dell'edizione 2026, il sindaco Michele Lissia ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione della città, mentre l’assessora alle Politiche giovanili Angela Gregorini ha richiamato il valore della partecipazione diretta dei ragazzi alle politiche cittadine.

Il progetto nasce infatti con l’intento di lasciare ai giovani un ruolo centrale nella scelta degli argomenti da portare nel dibattito pubblico. È questo, secondo il consigliere comunale delegato alla Consulta Tommaso Bernini, uno degli elementi distintivi della manifestazione.

Sulla stessa linea la presidente della Consulta Helena Memeo, che evidenzia come il festival sia stato ideato e costruito direttamente dai giovani che fanno parte dell’organismo.

“Pavia Internazionale” si propone così come uno spazio di confronto tra generazioni, professioni e punti di vista differenti, mettendo al centro questioni che riguardano il presente e soprattutto il futuro.