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Ponte di barche di Bereguardo, la riqualificazione procede a rilento

Quattro chiatte già restaurate, ma restano ancora 24 imbarcazioni da recuperare. Il Comitato Ticino 2000 teme un nuovo slittamento della riapertura e denuncia pesanti ripercussioni su cittadini e attività economiche

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Sono salite a quattro le chiatte trasferite e sottoposte a interventi di recupero nel cantiere navale di Travacò. Dopo le tre imbarcazioni portate nella struttura nel mese di luglio, nei giorni scorsi è stata trasferita una quarta barca, collocata sul versante di Bereguardo, dove si trovano anche altri elementi del ponte ancora in attesa di essere sistemati.

Il piano di riqualificazione, finanziato dalla Provincia con un investimento di circa 3,2 milioni di euro, prevede il recupero complessivo di 28 chiatte. Al momento, quindi, sono ancora 24 quelle che devono essere interessate dai lavori.

Il cantiere accumula ritardi

L'intervento era partito lo scorso dicembre e aveva previsto successivamente lo smontaggio e il trasferimento delle chiatte. A maggio dieci barconi erano stati trasportati a Travacò per consentire l'avvio delle operazioni di recupero.

Il cronoprogramma originario fissava la conclusione dei lavori al 21 luglio. Successivamente la scadenza era stata rinviata al 24 ottobre, ma anche questo termine viene ora considerato con preoccupazione dal Comitato Ticino 2000.

A manifestare i timori è il presidente Carlo Maiocchi, che da anni segue le vicende legate al ponte di barche e alle sue condizioni. Secondo Maiocchi, il ritmo con cui stanno procedendo i trasferimenti non sarebbe sufficiente a garantire il rispetto della nuova scadenza.

Nei giorni scorsi, infatti, erano attese due chiatte, ma soltanto una è stata effettivamente portata nel cantiere. Una situazione che alimenta i dubbi sulla possibilità di completare l'intervento entro il 24 ottobre.

Disagi pesanti per residenti e imprese

La prolungata chiusura del ponte continua ad avere conseguenze significative sul territorio. Residenti, lavoratori pendolari, commercianti e operatori delle strutture sportive e ricreative devono fare i conti da mesi con percorsi alternativi e maggiori costi.

Il Comitato Ticino 2000 segnala inoltre le difficoltà registrate dalle attività economiche della zona. In alcuni casi, secondo quanto riferito, il calo del giro d'affari avrebbe raggiunto il 40%. Anche il bar situato nelle vicinanze del ponte, sul lato di Bereguardo, risulta chiuso da tempo.

Per chi deve spostarsi quotidianamente, la chiusura significa invece affrontare itinerari più lunghi, spesso lungo strade strette e caratterizzate dalla presenza di buche che necessiterebbero di interventi di manutenzione. In alternativa, rimane la possibilità di utilizzare l'autostrada, sostenendo però i relativi costi di pedaggio.

Un collegamento strategico tra più territori

Il ponte di barche riveste un ruolo importante per la mobilità dell'area, collegando in modo diretto la Lomellina con il Pavese e l'area milanese. Proprio per questo la durata della chiusura rappresenta una questione particolarmente delicata per chi vive e lavora nei comuni interessati.

Il recupero delle chiatte è un'operazione articolata. Il progetto prevede innanzitutto la rimozione delle vecchie tavole in legno che costituiscono il piano di transito dei barconi, ormai deteriorate dopo anni di utilizzo.

Successivamente vengono effettuati il ripristino e il consolidamento degli impalcati e delle parti metalliche. Il progetto comprende inoltre l'inserimento di nuove travi in acciaio e di una lamiera grecata zincata, sulla quale verrà realizzato uno strato di cemento alleggerito.

La superficie sarà poi completata con una finitura dall'aspetto simile al legno, ma progettata per garantire una maggiore durata e una manutenzione più contenuta rispetto alla soluzione precedente.

Tra gli altri interventi previsti figurano anche la sistemazione del piano sul quale poggiano le chiatte e l'installazione di nuovi giunti di dilatazione.

Il nodo principale resta ora quello dei tempi. Con 24 barche ancora da riqualificare e il trasferimento che procede più lentamente rispetto alle attese, cresce l'incertezza sulla possibilità di restituire il ponte alla circolazione entro la nuova scadenza fissata.