Nidi Gratis Plus 2026/2027, aperte le domande: 20 milioni per sostenere le famiglie lombarde
Regione Lombardia rinnova l'agevolazione per abbattere le rette degli asili nido. Possono partecipare le famiglie con ISEE fino a 25mila euro. Scadenza il 19 novembre.

PAVIA – Sono aperte anche per le famiglie della provincia di Pavia le domande per la misura Nidi Gratis Plus 2026/2027, il contributo di Regione Lombardia destinato a ridurre le spese sostenute per la frequenza degli asili nido.
La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 20 milioni di euro e integra il sostegno nazionale previsto dal bonus asilo nido INPS.
Le candidature possono essere presentate dalle ore 12 di martedì 27 ottobre fino alle ore 12 di giovedì 19 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Chi può richiedere il contributo
Possono presentare domanda i genitori, compresi quelli adottivi e affidatari, che rispettano i requisiti stabiliti dal bando.
È necessario avere un ISEE valido non superiore a 25.000 euro e un figlio iscritto a un nido o micronido ammesso alla misura regionale.
Non tutte le strutture sono automaticamente incluse: occorre verificare la presenza dell'asilo nell'elenco ufficiale.
Il contributo regionale interviene sulla quota della retta secondo le fasce ISEE e le regole previste dal programma, integrando il beneficio INPS.
Come presentare domanda
La richiesta deve essere inoltrata esclusivamente online attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
Per accedere sono disponibili SPID, Carta d'Identità Elettronica o gli altri strumenti di identificazione digitale ammessi.
Le domande vengono gestite con procedura a sportello, secondo l'ordine cronologico di protocollazione.
Dopo l'invio, il Comune competente effettua le verifiche necessarie relative all'iscrizione del bambino, alla retta e agli altri requisiti.
Un aiuto per conciliare famiglia e lavoro
La spesa per l'asilo nido rappresenta una voce importante nel bilancio di molte famiglie.
L'agevolazione regionale punta a ridurre il costo dei servizi educativi e a favorire la conciliazione tra vita familiare e occupazione.
Per questo la misura può interessare direttamente anche lavoratori e lavoratrici delle attività commerciali, artigianali e produttive della provincia.
