Emergenza Oss a Voghera: reparti in tilt e personale al limite
Ospedale sull’orlo del collasso: mancano decine di operatori socio-sanitari, straordinari e stress al massimo.
VOGHERA – Una carenza che non è più episodica, ma sistemica. All’ospedale di Voghera la presenza degli operatori socio-sanitari è scesa sotto la soglia di sicurezza, con ripercussioni evidenti sull’organizzazione dei reparti e sulle condizioni di lavoro del personale. A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali, che nei giorni scorsi hanno formalmente sollecitato Asst Pavia a intervenire con urgenza.
Secondo le stime, mancherebbero all’appello almeno una ventina di Oss. Le situazioni più critiche si registrano nei reparti di medicina e chirurgia, caratterizzati da un’elevata complessità assistenziale. In chirurgia, in particolare, il numero di operatori in servizio si è drasticamente ridotto: in alcuni turni restano soltanto tre Oss. Un quadro che costringe la direzione a continui aggiustamenti, con spostamenti di personale da altri reparti, senza però riuscire a colmare davvero i vuoti.
Dietro le quinte, il malcontento è palpabile. «I ritmi non sono più sostenibili – raccontano alcuni operatori – le ore di straordinario sono diventate una prassi e il rischio di errori aumenta». A confermare il disagio sono anche le numerose domande di mobilità in uscita, soprattutto dal reparto di medicina. A peggiorare il quadro contribuiscono le assenze non rimpiazzate per maternità, lunghe malattie e periodi di aspettativa.
Un primo intervento tampone è stato attivato: dopo le pressioni della Cgil, l’azienda sanitaria ha autorizzato l’ingresso temporaneo di personale tramite agenzia interinale, con contratti di tre mesi, in attesa dell’esito di un concorso bandito a novembre. Una misura che, tuttavia, viene giudicata insufficiente a fronte di una crisi di lungo periodo.
Una criticità che si trascina da anni
«Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a una mancanza strutturale», sottolinea Patrizia Sturini della segreteria Cgil Funzione Pubblica. «Il problema degli Oss in Asst Pavia si ripete da almeno due diverse direzioni aziendali. Alla base c’è una cronica insufficienza di risorse regionali destinate a queste figure professionali, che nel tempo sono state sottovalutate».
Nella lettera inviata all’azienda, il sindacato parla di una situazione che incide pesantemente sia sul benessere dei lavoratori sia sulla qualità dell’assistenza ai pazienti. Carichi eccessivi, turnazioni forzate e rinunce alle pause previste dalle norme stanno diventando frequenti. «Affidarsi continuamente a straordinari e soluzioni emergenziali non può rappresentare una risposta duratura e aumenta il rischio di stress, infortuni ed errori assistenziali».
Da qui la richiesta esplicita di un rafforzamento immediato degli organici negli ospedali di Voghera e Vigevano, attraverso nuove assunzioni, sia a tempo indeterminato sia con contratti a termine.
La posizione di Asst Pavia
L’azienda sanitaria ha replicato assicurando di operare entro i limiti fissati dalla Regione Lombardia. «Asst Pavia ha sempre mantenuto la dotazione di Oss al massimo consentito, utilizzando tutte le modalità assunzionali disponibili». Nel secondo semestre del 2025 è stato effettuato lo scorrimento della precedente graduatoria concorsuale per coprire il turnover previsto, mentre è in corso una nuova selezione pubblica, con prova fissata per il 2 febbraio.
Nel frattempo, a fronte dell’aumento delle assenze stagionali, sono stati prorogati i contratti esistenti e ne sono stati attivati di nuovi. Misure che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbero garantire una parziale tenuta del servizio in attesa dell’ingresso dei nuovi assunti.
Resta però aperta una domanda cruciale: basteranno questi interventi a invertire una tendenza che da anni mette sotto pressione uno dei presidi sanitari più importanti dell’Oltrepò pavese?

