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Malavica, il thriller che nasce dalla lava di Catania – Intervista all’autore

Paolo Sidoti racconta il suo romanzo tra storia, mito e contemporaneità, in un viaggio narrativo ai piedi dell’Etna.

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Con Malavica, romanzo di cui è appena uscita la seconda edizione, Paolo Sidoti consegna ai lettori un’opera che va oltre i confini del thriller tradizionale. Il libro è un viaggio stratificato tra storia, arte, mito e contemporaneità, ambientato in una Catania viva, inquieta, dominata dalla presenza simbolica dell’Etna. Ne nasce un racconto denso di suspense, ma anche una profonda riflessione sull’identità, sulla memoria e sul destino collettivo.

Un cenno su questo tuo ultimo romanzo?

Malavica è ambientato principalmente a Catania, ai piedi dell’Etna. Il romanzo si snoda tra l’intrigo e la ricerca di un’antica reliquia, costruendo un vero e proprio labirinto narrativo che intreccia passato e presente, sacro e profano, storia e contemporaneità.

Un accenno sulla trama?

Il protagonista è Giuseppe Nicotra, un giornalista accusato ingiustamente di omicidio. Per dimostrare la propria innocenza dovrà ritrovare un’antica reliquia e ripercorrere diciotto secoli di storia della città di Catania.
Numerosi personaggi tenteranno di ostacolarlo, ma sarà un altro protagonista, guidato anche da una misteriosa profezia, a portare a termine l’impresa. Il suo viaggio lo condurrà in diverse parti del mondo, tra luci e ombre, in una lotta costante tra bene e male che lo porterà a scoprire la sua vera essenza e il destino stesso della città.

Quindi non ti limiti a raccontare una storia avvincente, ma un vero e proprio mosaico di temi e argomenti.

Il romanzo spazia dall’archeologia alla religione, dalla scienza alla filosofia. Ogni capitolo è sostenuto da una narrazione orizzontale che lega i personaggi a una Catania pulsante e viva, dove chiese barocche e reliquie medievali diventano teatro di una lotta ancestrale tra bene e male, mentre misteri oscuri si celano sotto la superficie della città.

La tua scrittura è fluida ed evocativa e affronta temi complessi. È una scelta precisa?

Sì. La narrazione è arricchita da frequenti flashback e flashforward, che permettono di immergersi nelle vite stratificate dei personaggi. Malavica è un romanzo corale: ogni protagonista agisce spinto da un passato che continua a riverberarsi nel presente.

Esplori con grande attenzione la psicologia dei personaggi.

Attraverso una caratterizzazione profonda cerco di rendere i personaggi veri e credibili. Questa dimensione umana arricchisce una trama già densa di eventi, rendendo il lettore partecipe dei conflitti interiori e delle scelte morali dei protagonisti.

La forza di Malavica non risiede solo nella suspense.

Il romanzo è anche un omaggio alla Sicilia, alle sue bellezze e alle sue contraddizioni.
Catania, con i suoi diciotto secoli di storia, emerge come simbolo di un passato che non vuole abbandonare il presente. L’Etna diventa metafora del male che corrode le coscienze, ma anche della madre terra che distrugge e rigenera.

Perché questo titolo?

Malavica è un neologismo che fonde tre concetti: madre, male e lava. Un termine dal suono quasi onomatopeico, che esprime una tensione profonda e inarrestabile, presente in tutta la narrazione.

Colpisce anche l’attenzione nella descrizione dei luoghi.

La narrazione assume una dimensione cinematografica. Roma, Catania, Beirut, Buenos Aires e altre città emergono con grande nitidezza visiva. Ogni ambientazione è costruita con una precisione quasi documentaristica, capace di conferire autenticità e fascino al racconto.

Il tuo stile sembra difficilmente riconducibile a un solo genere.

In Malavica convivono più generi:
il thriller si intreccia con il romanzo storico, il dramma esistenziale con la riflessione filosofica, l’avventura con la dimensione sociale. Temi attuali come identità, immigrazione, ecologia e criminalità dialogano con enigmi antichi e reliquie cariche di mistero.

Conclusione

Con Malavica, Paolo Sidoti dimostra la sua capacità di spingere il genere thriller verso territori narrativi profondi e originali. Il romanzo non è soltanto un intrattenimento avvincente, ma una riflessione sulle ombre e le luci della nostra società, sulla memoria e sull’identità collettiva.
Un’opera da leggere con attenzione, lasciandosi trascinare dal vulcano narrativo che pulsa sotto le sue pagine.

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Paolo Sidoti – Profilo biografico

Paolo Sidoti è uno scrittore catanese noto per romanzi che esplorano tematiche sociali, storiche e identitarie, non solo legate alla Sicilia.

Negli anni ’80 vive a Parigi, dove approfondisce gli studi di mimo e danza contemporanea, partecipando a numerosi spettacoli e performance. La passione per l’arte visiva lo conduce alla realizzazione di documentari e videoclip, consolidando un’importante esperienza nel settore audiovisivo.

Nel 2011 il cortometraggio Fiori di Vino vince il premio Etnacorti.
Nel 2014 pubblica il romanzo Pietra Lavica, che ottiene il premio Akadèmon.
Seguono numerosi riconoscimenti:

  • L’Abito della Sposa (2015) – Premio Thrinakia
  • Scimmietta (2017), incluso in Racconti Siciliani
  • Vento di Mare (2018), sul tema della legalità
  • Domani (2019), Premio Stesicoro
  • Figlio della notte (2020), Premio della critica Etnabook
  • Voci nel Silenzio (2021), con il racconto Mediterraneo pluripremiato
  • Canto di Primavera (2022)

Nel 2023 pubblica Malavica, rielaborazione e riscrittura dei thriller Pietra Lavica e Domani, confermando una scrittura fluida, evocativa e fortemente cinematografica.

Intervista a cura di Manuela Montemezzani

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