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Shrinkflation: paghi di più e ricevi di meno. L’inflazione nascosta nel carrello della spesa

Confezioni quasi identiche, prezzi più alti e quantità ridotte: così la shrinkflation sta cambiando i consumi delle famiglie senza che molti se ne accorgano.

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Shrinkflation: l’aumento dei prezzi che non si vede

Paghi di più, ma mangi di meno. È questa la realtà sempre più diffusa nel carrello della spesa ed è il cuore del fenomeno chiamato shrinkflation, termine nato dall’unione delle parole inglesi shrink (restringere) e inflation(inflazione). Si tratta di una strategia sempre più utilizzata dalle aziende: ridurre la quantità dei prodotti mantenendo invariato il prezzo o addirittura aumentandolo.

Il risultato è un aumento reale del costo per i consumatori, spesso difficile da percepire a prima vista.

Meno prodotto, prezzo più alto

Un esempio concreto aiuta a capire il fenomeno. Nel 2019 un gelato veniva venduto a 1,80 euro per 86 grammi. Oggi, nel 2025, lo stesso prodotto costa 3 euro, ma la confezione contiene solo 70 grammi.

A prima vista il cambiamento può sembrare minimo. Tuttavia, se si analizza il prezzo in rapporto alla quantità, il costo reale per grammo è aumentato in modo significativo.

Quando questo meccanismo si ripete su centinaia di prodotti e coinvolge milioni di consumatori, l’impatto economico diventa molto rilevante per i bilanci delle famiglie.

Una strategia silenziosa

La shrinkflation è una strategia commerciale sottile ma efficace. Le confezioni restano quasi identiche, il packaging cambia poco e talvolta i marchi giustificano le modifiche parlando di “nuove ricette”, “ingredienti migliorati” o “formati ottimizzati”.

In realtà, nella maggior parte dei casi, il consumatore si ritrova semplicemente con meno prodotto a un prezzo più alto.

Per le aziende è un modo per proteggere i margini di profitto senza applicare aumenti di prezzo troppo evidenti, che potrebbero scoraggiare gli acquisti.

Consumatori più attenti

Il vero prezzo della shrinkflation viene pagato da chi fa la spesa ogni giorno. Spesso infatti i clienti non si accorgono immediatamente della riduzione delle quantità, perché il cambiamento è graduale e poco visibile.

Per questo motivo diventa sempre più importante sviluppare un consumo consapevole: controllare il peso dei prodotti, confrontare il prezzo al chilo o al litro e leggere con attenzione le etichette.

Solo con maggiore informazione e attenzione i consumatori possono difendersi da quella che molti definiscono un’inflazione nascosta nel carrello della spesa.