Pavia perde imprese nel 2026: artigianato in difficoltà, tengono i servizi innovativi
Calano le aziende registrate nel Pavese nel primo trimestre, con l’artigianato tra i comparti più colpiti. Crescono però le imprese attive e avanzano società di capitali, attività professionali e servizi finanziari.

Nel primo trimestre del 2026 il sistema imprenditoriale della provincia di Pavia mostra segnali contrastanti. Da una parte diminuisce il numero complessivo delle imprese registrate, dall’altra emergono indicatori di stabilità legati alle attività realmente operative e ai settori più innovativi dell’economia locale.
Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, il territorio pavese chiude i primi tre mesi dell’anno con un saldo negativo di 110 imprese tra nuove aperture e cessazioni. Il tasso di crescita si ferma così al -0,2%, portando il totale delle aziende registrate a 44.722 unità.
Il quadro cambia osservando invece le sole imprese attive, che raggiungono quota 39.771 con un incremento annuo dello 0,5%. Un segnale che evidenzia la resistenza di molte realtà produttive nonostante il rallentamento generale.
Tra le forme societarie si rafforza il peso delle società di capitali, in aumento dello 0,7%, mentre arretrano ditte individuali, società di persone, cooperative e consorzi. Una trasformazione che indica una progressiva ricerca di strutture aziendali più solide e organizzate.
Le difficoltà maggiori interessano i comparti tradizionali. L’agricoltura registra la flessione più consistente con un calo dell’1,8%. In diminuzione anche commercio, trasporti, turismo, ristorazione e servizi alla persona. Segni negativi pure per manifattura, costruzioni e attività immobiliari.
In controtendenza crescono invece i servizi ad alto valore aggiunto. Le attività professionali, scientifiche e tecniche aumentano dello 0,9%, mentre il settore finanziario e assicurativo sale dello 0,3%.
Particolarmente delicata la situazione dell’artigianato pavese, che chiude il trimestre con un tasso negativo del -0,5% e 67 imprese in meno. Il totale delle aziende artigiane si attesta così a 13.075 unità.
Le criticità più forti riguardano le attività professionali artigiane e il commercio, mentre edilizia, manifattura e trasporti mostrano cali più contenuti. Alcuni comparti riescono però a mantenere stabilità o crescita, come agricoltura artigiana e servizi di supporto alle imprese.
Secondo il presidente della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio, il contesto richiede interventi mirati per sostenere soprattutto il comparto artigiano attraverso innovazione, digitalizzazione, accesso al credito e formazione professionale, favorendo al tempo stesso competitività e sviluppo del territorio.
