SPECCHIO DELL’ARTE – Alessandro D’Elia, il poeta dello sport che trasforma la pallavolo in versi
Quando lo sport diventa poesia: le partite raccontate in versi
Roma, ma con uno sguardo che arriva ovunque ci sia una partita, un’emozione, un’azione da raccontare. Alessandro D’Elia, nato nella Capitale nel dicembre 1982, è una figura singolare nel panorama letterario contemporaneo: un autore che ha scelto lo sport come materia poetica, trasformando il linguaggio delle competizioni in versi accessibili, immediati e carichi di pathos.
Dopo un’esperienza Erasmus in Spagna, D’Elia consegue la Laurea in Giurisprudenza. La scrittura, però, resta una presenza costante e trova una prima forma compiuta nel 2019 con la pubblicazione della raccolta Casi penali. È solo l’inizio di un percorso originale: nel 2020 dà alle stampe, in self publishing, Poesie mondiali, una raccolta nata durante la visione delle partite dei Mondiali di calcio. La televisione diventa così non solo mezzo di intrattenimento, ma vero e proprio catalizzatore creativo.
La sperimentazione prosegue con la pallavolo. Guardando le partite in TV, D’Elia scrive, annota, trasforma azioni e tensioni in parole. Nel 2021 pubblica Finali di pallavolo con Porto Seguro Editore, un’opera che racconta incontri sportivi vissuti dallo schermo, ma capaci di arrivare al cuore. Dal novembre 2020 lavora come impiegato presso gli uffici della Regione Lazio e continua a scrivere ovunque: mentre segue lo sport, mentre prende l’autobus, mentre dà forma alle immagini che la mente costruisce.
Finali di pallavolo è una raccolta che sublima l’esperienza sportiva in poesia. Le azioni di gioco, i colpi decisivi, le attese e le esplosioni di gioia o delusione diventano versi che cercano di sintetizzare il senso profondo della pallavolo e, più in generale, dello sport. Anche filtrata da uno schermo televisivo, l’emozione riesce a farsi parola, dimostrando come la tecnologia possa diventare veicolo poetico.
Si tratta di un genere nuovo e coinvolgente: poesie dedicate allo sport, scritte durante le partite, capaci di “infiammare” il lettore come un’azione sotto rete. Il linguaggio è semplice, diretto, facilmente comprensibile, ricco di contenuti e adatto anche ai giovani lettori. Un approccio inclusivo che riflette la personalità dell’autore, esperantista dal 2019, convinto sostenitore della parità tra i popoli e della necessità di una lingua neutrale per comunicare.
Alessandro D’Elia è, in definitiva, un autore fuori dagli schemi: una persona semplice che unisce le proprie passioni per dare vita a qualcosa di importante e assolutamente inusuale. Un vero “poeta dello sport”, capace di dimostrare che anche una finale di pallavolo, vista dal divano di casa, può diventare letteratura.
a cura di Manuela Montemezzani

