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Quando il corpo dice basta: la rinascita di Antonella Renne

Dall’ansia al coraggio di fermarsi: una storia di fragilità, mindfulness, ascolto di sé e rinascita quotidiana

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Ci sono momenti in cui il corpo parla perché l’anima non riesce più a farlo. Per Antonella Renne quel momento è arrivato dopo anni trascorsi a mettere il dovere davanti a tutto, a indossare un’armatura e a ingoiare emozioni.

Un crollo improvviso l’ha portata a pesare appena 38 chili e a vivere con paura, ansia e una profonda sensazione di incomprensione. È da quella fragilità che prende forma una storia di rinascita, lontana dalle facili promesse di una guarigione miracolosa.

In Una come noi, Antonella racconta con coraggio il proprio percorso: quello di una donna, di una mamma e di un’educatrice che ha dovuto imparare, passo dopo passo, a fermarsi, ascoltarsi e perdonarsi.

Tra le pagine emerge il valore della mindfulness, dell’ascolto interiore e della capacità di chiedere aiuto. Ma emerge soprattutto una verità semplice e potente: la fragilità non è una sconfitta. Può diventare il punto da cui ricominciare.

Nel racconto trova un posto speciale anche l’amore per il suo “bambino del cuore”, presenza capace di restituire senso, tenerezza e forza nei momenti più difficili.

Antonella Renne nasce a Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, e vive a Milano da tredici anni. Educatrice e pedagogista, da oltre un decennio dedica il proprio percorso professionale al sostegno e all’accompagnamento di persone con disabilità fisica e psichica.

La sua esperienza diventa così una testimonianza per chi si sente sopraffatto dall’ansia, per chi ha dimenticato di ascoltare i propri bisogni e per chi continua a vivere secondo il mantra “prima il dovere”.

Questo libro parla a chi ha resistito troppo a lungo. A chi ha nascosto le proprie cicatrici. A chi crede di dover essere forte sempre.

Perché fermarsi non significa arrendersi. Significa, a volte, scegliere finalmente se stessi.

E cadere può fare male, ma ricostruirsi, un giorno alla volta, può diventare il proprio più grande capolavoro.