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Oltrepò Pavese, gli uliveti crescono da 17 a 100 ettari: i produttori pensano a una cooperativa

L'olivicoltura conquista nuovo spazio sulle colline pavesi. A Riccagioia confronto tra istituzioni, università e aziende sulle prospettive di una filiera dell'olio locale.

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TORRAZZA COSTE – L'Oltrepò Pavese non è soltanto terra di vino. Negli ultimi cinque anni la coltivazione degli ulivi ha registrato una crescita significativa, passando dai 17 ettari del 2021 ai circa 100 ettari attuali.

Una trasformazione che testimonia il crescente interesse delle aziende agricole per una produzione complementare alla viticoltura e che potrebbe aprire nuove prospettive economiche per il territorio.

I dati sono stati presentati alla Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste durante Evo in Oltrepò, iniziativa organizzata nell'ambito del progetto Demo-Oliop, promosso dalle Università di Pavia e Cattolica di Piacenza insieme alla società Eco.

Verso una cooperativa dei produttori

Durante l'incontro si è discusso della possibile costituzione di una cooperativa per mettere in rete aziende agricole e operatori interessati all'olivicoltura.

Una struttura condivisa potrebbe favorire l'utilizzo di attrezzature, l'organizzazione della trasformazione e la commercializzazione dell'olio, consentendo alle aziende di affrontare insieme alcuni costi produttivi.

La giornata ha previsto anche dimostrazioni dedicate alla raccolta meccanizzata delle olive e un approfondimento sulle tecniche di coltivazione.

Nuove opportunità per l'economia locale

Lo sviluppo dell'olivicoltura potrebbe creare nuove possibilità per negozi di prodotti tipici, ristoranti, agriturismi e attività legate al turismo enogastronomico.

Per trasformare questa crescita agricola in una filiera strutturata saranno però necessari investimenti, collaborazione tra produttori e una strategia commerciale condivisa.