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Pavia valuta la revoca del San Siro all’ex ufficiale Pappalardo: l’istruttoria è quasi conclusa

L’amministrazione Lissia pronta a portare in Consiglio la proposta di ritiro dell’onorificenza, tra esigenze di opportunità e divisioni nella maggioranza.

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A Pavia l’amministrazione comunale sta ultimando la procedura che potrebbe portare al ritiro della benemerenza di San Siro conferita a Maurizio Pappalardo, ex maggiore dei carabinieri oggi sotto processo per corruzione, peculato e stalking. Il sindaco Michele Lissia ha dato l’indirizzo politico per procedere, e gli uffici stanno chiudendo l’istruttoria necessaria.

Sebbene Pappalardo, secondo la normativa italiana, sia da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva, l’amministrazione ritiene che vi siano elementi di opportunità che impongono una valutazione politica. Non tanto per le accuse relative ai reati contro la pubblica amministrazione, quanto per l’ipotesi — formulata dagli inquirenti — che l’ex maggiore abbia utilizzato strumenti e prerogative del proprio ruolo per perseguitare una donna dopo la fine della loro relazione.

La benemerenza era stata attribuita il 9 dicembre 2022 dalla giunta di centrodestra del sindaco Fabrizio Fracassi, sulla base di una candidatura avanzata dalla deputata Paola Chiesa e sostenuta da esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega. Anni prima, nel 2018, una proposta analoga era arrivata da due consiglieri del Partito democratico. Il riconoscimento si fondava sulle qualità professionali e umane attribuite a Pappalardo, che aveva preso parte a missioni internazionali dei carabinieri in Kosovo, Macedonia e Albania.

Negli ultimi vent’anni il Comune non ha mai ritirato una benemerenza, ma il regolamento lo consente: l’articolo 7 prevede che il titolo possa essere revocato qualora il destinatario non sia più ritenuto degno. La decisione deve essere assunta dal Consiglio comunale, con la stessa maggioranza qualificata richiesta per l’assegnazione.

A sollevare la questione, a metà novembre, era stato il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Daniele De Chiara, sostenuto dal capogruppo Luca Testoni. De Chiara aveva spiegato che, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, la situazione impone un segnale politico chiaro.

Nella maggioranza non tutti sposano questa linea. Il consigliere Roberto Rizzardi (Cittadini per Pavia) aveva invitato a maggiore prudenza, ricordando che criteri troppo rigidi porterebbero a rimettere in discussione anche altri riconoscimenti, come quello assegnato nel 2015 ai fondatori di FacilityLive, oggi coinvolti in una vicenda legata al presunto mancato versamento di contributi ai dipendenti.