L’ascesa inarrestabile dei discount non-food: perché corrono mentre il resto del retail rallenta
Tra prezzi bassi, format essenziali e un’espansione aggressiva, le catene europee del low cost conquistano milioni di clienti e accelerano la crescita, soprattutto in Italia e Spagna.

Osservando i dati di vendita e il ritmo con cui continuano le nuove aperture, emerge chiaramente che il comparto dei discount non alimentari è tra i pochi settori del commercio a non mostrare segni di affaticamento.
Il modello è quello ormai consolidato: punti vendita essenziali, assortimenti vasti e trasversali, e soprattutto prezzi molto competitivi.
A guidare il mercato europeo è la catena olandese Action, che ha diffuso i risultati dei primi nove mesi dell’anno. Il fatturato ha toccato 11,2 miliardi di euro, con un incremento del 17,4% rispetto allo stesso periodo del 2024: un livello da gigante del retail, paragonabile ai ricavi annuali di Primark e superiore a quelli di Esselunga.
La crescita deriva anche dall’aumento della rete, ma il dato a parità di negozi è comunque significativo: +6,3%, una performance brillante rispetto ad altri segmenti commerciali.
“Abbiamo registrato un forte aumento dei clienti, con risultati particolarmente positivi in Italia e Spagna”, sottolinea l’azienda. E non sorprende: nei mercati in cui il potere d’acquisto è più contenuto, il discount trova terreno fertile.
Action dichiara di servire 20,6 milioni di clienti ogni settimana in Europa. Nei primi nove mesi del 2025 ha inaugurato 221 nuovi punti vendita nei 14 Paesi in cui è presente e prevede di arrivare a circa 380 aperture complessive entro fine anno.
In Italia il gruppo è arrivato nel 2021 con l’apertura a Vanzaghello, nell’hinterland milanese. Oggi è vicino ai 200 negozi, distribuiti soprattutto nelle province e nelle grandi città minori. Le aperture più recenti riguardano Aosta, Ascoli Piceno, Costa Volpino, Voghera, Caleppio di Settala e Sava, con un ritmo che continua a crescere.
Il punto di forza? Un assortimento che cambia ogni settimana, con 150 nuovi prodotti e oltre due terzi dell’offerta sotto i 2 euro.
Ma Action non è sola.
Anche la tedesca Tedi sta accelerando. Con un format ancora più essenziale, registra vendite annue pari a 3 miliardi di euro, il suo massimo storico. Gestisce circa 2.000 punti vendita in Germania, 320 in Spagna, 150 in Italia, 100 in Croazia e punta a quota 5.000 negozi entro il 2029. La promessa commerciale è aggressiva: “fino a 5.000 prodotti sotto 1 euro”.
C’è poi KIK, un’altra catena tedesca con circa 150 punti vendita in Italia, ma attualmente in una fase più complessa. L’azienda è alle prese con una riorganizzazione sul mercato domestico e negli ultimi mesi sono circolate notizie — non smentite — su un piano di chiusura di circa 400 negozi non redditizi in Germania, pari a un sesto della sua rete nazionale. Un segnale che anche nel mondo del super–low cost il mercato può saturarsi e non tutti riescono a mantenere il passo.

