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![Chiesa di S. Maria Corte Cremona - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20chiesa%20in%20S.%20M.%20in%20corte%20cremona/Banner.jpg)

## [ Chiesa di S. Maria Corte Cremona ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-s-maria-corte-cremona)

## Esplora la Chiesa di S. Maria Corte Cremona a Pavia

In via Alboino si possono vedere gli avanzi dell’antica chiesa lombarda, originariamente a tre navi, così chiamata perché parte della curtis che qui teneva il vescovo di Cremona. La chiesa fu manomessa nel Quattrocento, imbastardita dal Seicento e ridotta a una sola nave.

Nel timpano del coro, a eleganti vele, una Incoronazione della Vergine, della seconda metà del secolo XV. A destra una cappella della Madonna con stucchi e pitture barocche. La chiesa, restituita al culto nel 1924, fa parte dell’oratorio ricreativo di S. Michele.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa dei Santi Primo e Feliciano - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20dei%20Santi%20Primo%20e%20Feliciano/Banner.jpg)

## [ Chiesa dei Santi Primo e Feliciano ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-dei-santi-primo-e-feliciano)

## Chiesa dei Santi Primo e Feliciano: Storia e Architettura a Pavia

Secondo il Robolini, questa chiesa, della cui primitiva costruzione non rimane che la facciata, anch'essa deturpata, deve risalire alla seconda metà del secolo XII. Nel primo campo della navata chiusa di destra, si vede, coperto in parte dagli oggetti ingombranti il luogo, che serve di ripostiglio, un affresco d'ignoto auto-re, datato 1496, rappresentante inferiormente il Purga-torio, dal quale escono le anime purificate, le quali, trattene dalla Vergine e rivestite di veste candida e di corona, vengono dagli angeli introdotte in Paradiso; superiormente, il Redentore, in una mandorla, tra gli Apostoli.

Nel primo altare a sinistra si ammira l'ancona a tre scompartimenti di Agostino da Vaprio, Firmata e datata 1498: nel mezzo, la Vergine col Bambino; a destra, san Filippo di Faenza; a sinistra, san Giovanni Battista; in alto, il Padre Eterno. È questa una delle più notevoli opere della pittura pavese del Quattrocento, rinnovata dal Foppa, e l'unica superstite della scuola di fra Giovanni da Vaprio, di cui Agostino fu figlio. L'altare che segue si adorna di un'antica statua di san Biagio (secolo XIV?), simile a quella di san Teodoro. Sulla parete inter: una della facciata, a sinistra, un bell'affresco, chiuso di cornice, con una Madonna col Bambino, peruginesca.

Non dimenticheremo alcuni quadri: il martirio di san Lorenzo di M. A. Pellini; la Vergine, san Giuseppe e sarta Apollonia di P. A. Magatti; il Crocifisso del pavese S. badini. Finalmente le due grandi pitture a lato dell': tar maggiore, storie dei santi Primo e Feliciano, sola opera di Paolo Barbotti (1860).

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa di San Lanfranco - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/chiesa%20di%20san%20lanfranco/Banner.jpg)

## [ La Chiesa di San Lanfranco ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-chiesa-di-san-lanfranco)

## Scopri la Chiesa di S. Lanfranco a Pavia: Storia e Arte

Eretta verso il 1090 da alcuni vallombrosani venuti dalla Toscana, col nome di S.Sepolcro, questa chiesa assunse dopo il 1198 il nome di S. Lanfranco a ricordo del vescovo di Pavia Lanfranco Beccari ivi morto e sepolto in quell’anno. La facciata e il campanile sono della prima metà del secolo XIII. La chiesa è una sola navata con transetto. Sul quadrato centrale sorge una cupola con finestre. Il coro, di cui tre finestre conservano gli antichi vetri effigiati, fu ricostruito nel 1509. La facciata è di mattoni, divisa in tre campate verticali, ha il cornicione ornato dei soliti archetti e rifulge qua e là di scodelle iridate.

L'abate Luca Zanachi di Parma diede principio nel 1453 alla ricostruzione dell'annesso monastero, e fece eseguire il bellissimo chiostro adorno di elegantissimi bassorilievi di terracotta, ridotto ora a una miseranda rovina. Su un capitello si legge: Hoc opus f. f. Lucas abbas S. L. a. 1467. Sotto il portico, tracce di affreschi del 1504. Le terrecotte delle arcate poggianti su svelte colonne binate, raffiguranti lunghe teorie di graziosissimi puttini riddanti, somigliano alle più belle dei chiostri della Certosa: non sono opera di un Luca de Alemania, come pensò il Robolini, né, come altri disse, del maestro delle più antiche arcate del chiostro della Certosa, ma fanno pensare, secondo il Meyer, all'arte dell'Amadeo.

Nel 1480 l'abbazia fu data in commenda al marchese Pietro Pallavicini, che fece proseguire i lavori e costruì il chiostro grande dal nobile e grave colonnato di marmo.

Rientrando in chiesa, sull'altare che si trova presso la sacrestia intravediamo, coperto in parte da una brutta statua moderna, un buon fresco del secolo xv, rappresentante la Vergine.

Nel coro si ammira il monumento fatto erigere dal marchese Pallavicini circa l'anno 1498 alla memoria di Lanfranco Beccari. La bellissima arca di marmo bianco, sostenuta da sei snelle colonne, è il capolavoro dell'ultima maniera di G. A. Amadeo, più pura, più tranquilla, più maschia, rispondente a quel momento artistico lombardo in cui trionfa il genio severo di Bramante.

La linea del monumento, con la sua sovrapposizione di parallelepipedi, è alquanto monotona ma i bassorilievi sono, a giudizio del Meyer , i più belli e accurati che l'Amedeo abbia mai scolpiti.

Quelli della fronte del parallelepipedo maggiore rappresentano il santo seduto, in atto di respingere le proposte dei consoli ritti dinanzi a lui, il santo di ritorno a pavia dall'esilio, benedicente i fedeli, il santo in preghiera, e dietro a lui una schiera di vallombrosani; quello del fianco destro, la vestizione di un nuovo monaco; quelli della parte posteriore e del fianco sinistro, alcuni fatti miracolosi che sarebbero avvenuti dopo la morte di san Lanfranco. Dei bassorilievi del secondo parallelepipedo minore, quelli della fronte rappresentano la presentazione di Gesù al tempio, la guarigione di tre infermi; quelli della parte posteriore, la Visitazione di Maria e l'Annunciazione; quelle de lati, la Natività e l'Adorazione di Gesù.

Nelle antiche vetrate del coro sono rappresentati il regista Bernardo papiense, che tenne alto, tra il XII e il XIII secolo, l'onore della scuola giuridica di Pavia, e il beato Tesauro. Sono in corso, diretti dalla Regia Soprintendenza ai Monumenti di Lombardia, e con il concorso del parroco locale, importanti restauri, intesi a ridare alla chiesa l'aspetto primitivo. Si sono scoperte tracce di affreschi del secolo XIII, simili ad alcuni di S. Teodoro.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa di San Marino - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20San%20Marino/Banner.jpg)

## [ Chiesa di San Marino ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-san-marino)

## Chiesa di San Marino a Pavia: Un Gioiello Storico

Fu fondata nel secolo VIII da Astolfo re dei Longobardi. Chiesa benedettina fino al 1321 e poi domenicana, nel 1431 fu ceduta ai Gerolamini, che durante il secolo XVI costruzione originaria, a S. Teodoro: ora non le resta d’ antico che il campanile (secolo XII?).

Sotto la mensa dell’altare di san Sebastiano, si vede un affresco, probabilmente del secolo XIII, che rappresenta L’Ultima Cena del Signore, fiancheggiata da una mezza figura di San Bernardo.

La volta della prima cappella a destra (già Berzio, 1500) conserva la decorazione originaria.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![La Cripta di Sant'eusebio - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20Cripta%20di%20Santeusebio/Banner.jpg)

## [ La Cripta di Sant'eusebio ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-cripta-di-santeusebio)

## Guida alla Cripta di Sant'Eusebio a Pavia: Patrimonio Culturale

E’, a giudizio del Rivoira, uno dei più importanti monumenti pre lombardi.

Sappiamo da Paolo Diacono che la basilica (forse in origine ostrogota) di S. Eusebio esisteva al tempo di Rotari (636-652) ed era dedicata al culto ariano. Solo la cripta s’è salvata dalla ricostruzione eseguita nei primi anni del secolo XVIII.

E’ questa una basilichetta coperta di volte a crociera con archi apparenti (due delle quali volte a costoloni), sostenuti da pilastri parietali, e da sei fusti isolati frammentari di tufo o di marco, e da quattro fusti isolati eseguiti espressamente, i quali hanno tutte le basi sepolte, e il capitelo dalla forma di piramide tronca rovesciata. Ora, tanto sui fusti frammentari, quanto sui capitelli dei fusti eseguiti espressamente, poggiano dei barbari capitelli marmorei, recanti in ciascun angolo e su ciascuna faccia una o due ordini di foglie rosse e dure.

Crede il Rivoira che le volte di questa cripta, le volte a costoloni, siano dovute a una riedificazione seguita al terremoto del 1117, quando in Pavia furono risarcite o fabbricate molte altre chiese: ma che nella riedificazione dovettero essere usufruiti i vecchi pilastri e capitelli, testimonio della barbarie in cui era piombata la scultura, nella prima metà del secolo VII, nei paesi soggetti ai Longobardi. Secondo il Rivoira, questi capitelli sono il più antico esempio di capitello Cubico, o Pre Lombardo.

Nelle pareti della cripta si vedono tracce di affreschi (alcune teste di santi), assai posteriori ai capitelli.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![800px-Pavia_Cripta_di_SantEusebio_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/800px-Pavia_Cripta_di_SantEusebio_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/800px-Pavia_Cripta_di_SantEusebio_original.jpg)

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![La Basilica di S. Gervasio - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20Basilica%20di%20S.%20gervasio/Banner.jpg)

## [ La Basilica di S. Gervasio ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-basilica-di-s-gervasio)

## Basilica di S. Gervasio a Pavia: Architettura e Segreti

Il pensiero ricorre ai primi giorni del cristianesimo a Pavia. E’ tradizione che nel luogo ove sorge la basilica di S. Gervasio, san Siro primo vescovo di Pavia erigesse la prima chiesa del popolo pavese, da lui convertito alla Fede di Cristo. La chiesa fu fondata nell’ agro suburbano, in regione cimiteriale: Domande frequenti avanzi di tombe pagane scavate nei pressi di S. Gervasio ; ma presto ebbe essa stessa il suo cimitero, di cui pure ci restano gli avanzi, come l’avello di San Siro, che nomineremo più giù.

La chiesa fu rifabbricata più volte: nel secolo v, dopo l’incendio del 476 suscitato dalle schiere di Odoacre; nel secolo x, dopo l’invasione del 924 degli Ungheri, che distrussero a Pavia ben quarantatré chiese. Dal 1713 al 1718, minacciando rovina per vetustà, fu completamente trasformata: cosicchè d’antico non restano che pochi avanzi all’esterno e il campanile, che ora fiancheggia la facciata, mentre in antico fiancheggiava il coro.

All’ingresso della cappella di San Siro, la seconda a sinistra di chi entra, si vede un bassorilievo, appartenente, secondo il De Rossi, al x secolo, rappresentante san Siro senza mitra, con libro nella sinistra il pastorale nella destra; e sotto l’altare della stessa cappella si trova l’antichissimo avello di San Siro (primi anni del secolo XVIII), e nel catino del coro una riproduzione ridotta del Magenti, del Sant'ambrogio tra i santi Gervasio e Protasio del Bergognone della Certosa.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![CAPPELLA_SINISTRA_SAN_GERVASIO_original_copy_1](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/CAPPELLA_SINISTRA_SAN_GERVASIO_thumb_copy_1.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/CAPPELLA_SINISTRA_SAN_GERVASIO_original_copy_1.jpg)

[ ![San_gervasio_affreschi_original_copy_1](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/San_gervasio_affreschi_thumb_copy_1.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/San_gervasio_affreschi_original_copy_1.jpg)

[ ![San_gervasio_e_protasio_original_copy_1](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/San_gervasio_e_protasio_thumb_copy_1.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/San_gervasio_e_protasio_original_copy_1.jpg)

[ ![Santi_gervasio_e_protasio_pavia_original_copy_1](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santi_gervasio_e_protasio_pavia_thumb_copy_1.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santi_gervasio_e_protasio_pavia_original_copy_1.jpg)

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![Basilica San Pietro in Ciel D’oro - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Basilica_S._Pietro_in_Ciel_Doro/Banner.jpg)

## [ Basilica San Pietro in Ciel D’oro ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/basilica-san-pietro-in-ciel-doro)

## Scopri i Segreti della Basilica San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia

Sorse al principio del secolo VII: la troviamo menzionata per la prima volta in Paolo Diacono sotto l’anno 604. Liutprando fece poi innalzare, non possiamo in che anno, il monastero benedettino, e trasferire nella basilica le ossa di sant’Agostino. Questo fatto attirò su tutto il mondo cattolico. Carlo Magno provvide (774) all’istituzione di scuole presso questa basilica. La quale va superba del ricordo di Dante (Par., x, 128), del Boccaccio (Dec., x,9), del Petrarca (Sen., v, I), che la chiama devoto e pietoso consorzio di uomini grandi, perché vi furono sepolti, a non dir d’altri, Agostino, Severino Boezio e re Liutprando. Fu ricostruita, secondo il Rivoira, negli anni che corsero tra il terremoto del 1117 e la riconsacrazione della chiesa per opera di Innocenzo II (1132). La volta fu rifatta nel 1487 da Giacomo da Candia.

Dopo il S. Michele, non presenta nuovi elementi, se ne toglie forse l’uso delle colonnine avvicendate con piedritti e contrafforti, uso che si riscontra già nel Duomo di Modena. Di S.Michele, dice il Venturi, S. Pietro in Ciel D’Oro “sviluppa il tipo, con le volte più leggere, a croce allungata rettangolare, nella nave mediana, sopra i pilastri a fascio bene sviluppati, e senza la cupa ornamentazione dell’altra chiesa”. Non mancano, del resto, al S. Pietro fantastiche decorazioni, simili a quelle di S. Michele. La costruzione è in cotto: la sola porta e le parti ornamentali sono di arenaria. Molte scodelle di terracotta policroma e iridata fanno scintillare di riflessi metallici la facciata, alquanto asimmetrica. Bellissima l’ampia cripta spartita in cinque navi da ventiquattro colonne. Pittoresche all’esterno le tre absidi che terminano le tre navate. I restauri di questa chiesa, compiuti dal 1875 al 1899, furono diretti dall’architetto pavese Angelo Savoldi.

![1280px-0312_-_Pavia_-_S._Pietro_-_Facciata_dett._-_Foto_Giovanni_DallOrto_Oct_17_2009.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/1280px-0312_-_Pavia_-_S._Pietro_-_Facciata_dett._-_Foto_Giovanni_DallOrto_Oct_17_2009.jpg)

Insigne è questa basilica anche per le comparazioni religiose che vi fiorirono attorno, semenzajo di teologi, di predicatori, di professori, di miniatori. Alla destra del tempio sorgeva il convento degli Agostiniani (qui stabiliti dal 1327), dove visse Jacopo Bossolaro , il fiero Savonarola di Pavia; alla sinistra il convento dei Lateranensi (1509) ove meditò Ambrogio Teseo degli Albonesi, primo a diffondere in Europa la conoscenza delle lingue orientali. Il convento Lateranense fu ricostruito al principio del secolo XVIII; e il maestoso edificio ora serve all’autorità militare.

Rientriamo in chiesa. Disgraziatamente poco resta delle preziose pitture che la adornavano in antico: nulla del pittore che vi operò verso la fine del Trecento, Michelino da Besozzo o da Pavia, che poi sull’inizio del secolo XV fu celebrato su ogni altro, anche fuori di Lombardia. La Madonna sul trono del Bergognone è oggi insigne ornamento della Pinacoteca Ambrosiana a Milano. Nell’ interno della facciata, a sinistra, notiamo alcune graziose immagini affrescate di santi, che il Malaguzzi attribuisce al pavese Bernardino de’ Rossi. Ma queste pitture, nota il Majocchi, sono del 1525 circa, Bernardino morì nel 1515; si potranno dunque della sua scuola, forse di suo figlio Giovanni Agostino, o di Andrea Marliani. Nella prima campata della nave minore di sinistra si vede una libera imitazione della foppesca Resurrezione del Collegio Castiglioni, che a suo luogo descriveremo.

Nel grande pilone, a destra della cripta, è da notare il sepolcro di re Liutprando,con antica iscrizione metrica latina.

Interessante la cosiddetta Sagrestia Nuova, tornata ai religiosi nel 1920, con volta a vele, dipinta alla fine del secolo XVI, e con un capitello, l’ultimo a sinistra, datato 1561.

L’abside adorna di pitture moderne del Loverini e del Bernardi.

Qui sfoggia l’eburneo candore de’ suoi marmi l’Arca di Sant’ Agostino, il più splendido lavoro dei maestri campionesi che sentirono l’azione di Balduccio da Pisa. Fu lavorata dal 1360 al 1380. Attribuita dal Vasari ad Agostino e Agnolo senesi, dal Cicognara ai Dalle Masegne, dal Sacchi e dal Merzario a Bonino da Campione, dal Calvi e a Matteo da Campione, dal Perkins a Bonino e a Matteo da Campione, dal Majocchi a Balduccio stesso, dev’essere opera di campionesi che vollero imitare l’arca di San Pietro martire in S. Eustorgio di Milano, scolpita da Balduccio, ma, con la loro tecnica troppo lisciata, riuscirono meno sicuri nello scolpire tutto tondo, mentre gareggiarono col maestro nei bassorilievi.

L’arca (che descriviamo seguendo il Venturo) ha pianta rettangolare, tre piani, basamento, tempietto per la salma, cimasa. Il basamento è spartito in riquadri, dove sono figurate a coppie apostoli e santi, da pilastrini, sui quali si addossano le virtù conventuali. Sulla cornice del basamento è la data (1362). Su questo zoccolo giace la statua del santo, entro un tempietto sostenuto da pilastri quadrati, quattro per ogni fascia maggiore, sui quali si volgono ornate arcate: la figura del santo in pontificali paludamenti è attorniata da angeli che sollevano la coltre mortuaria: sopra ogni lato del pilo quadrato s'appoggia santi a tutto tondo, e sui capitelli d’ogni pilastro si assidano altri santi.La volta del tempietto è adorna, nel mezzo, della figura dell’ Eterno e, negli spazi tra i costoloni, da arcangeli, profeti e santi. La cimasa ha un grande fascia o fregio diviso da pilastri in tanti campi figurali con altre statuette di beati sul davanti: in quei campi le storie di sant’ Agostino, che ascolta la predica di Sant’Ambrogio vescovo, o s’inginocchia ai piedi di san Simpliciano, o sogna nel proprio giardino la sua celeste vocazione, o indossa la veste del neofito impostargli da Sant’Ambrogio. Nell’altra faccia maggiore, i funebri di santa Monica,l’ istituzione dell’ordine agostiniano, i grandi effetti dell’opera sacerdotale d’Agostino. Nelle facce minori, a sinistra la predicazione del santo; a destra il trasporto delle sue reliquie dalla Sardegna a Pavia. Nei timpani triangolari del fastigio dell’arca continua il racconto dei fatti della vita di sant’ Agostino: libera un prigioniero, l’accompagna alla sua casa, libera un ossesso, converte un eretico, persuade un altro eretico dai piedi artigliati, muore, guarisce molti storpi, guarisce la gamba del cavaliere d’Ippona; il pellegrinaggio alla sua tomba, la visita d’un papa alla tomba di sant’ Agostino a S. Pietro in Ciel D’Oro. Tra timpano e timpano otto statuette rappresentano i cori angelici, secondo il disegno di Dionigi Areopagita. Mancano i serafini, perché rappresentati intorno al Padre Eterno, come nell’arca di S. Eustorgio.

![0496_-_Pavia_-_S._Pietro_-_Ingresso_cripta_-_Foto_Giovanni_DallOrto_Oct_17_2009.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/0496_-_Pavia_-_S._Pietro_-_Ingresso_cripta_-_Foto_Giovanni_DallOrto_Oct_17_2009.jpg)

Nella cripta, in elegante sarcofago di stile bizantino-ravennate del secolo VI, riposano le ossa di Severino Boezio, qui riportate solennemente, in omaggio a Dante, nell’ aprile 1923, dalla Cattedrale, ove si trovano dal 1799.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 10 Maggio 2024

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