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title: 'Monumenti Civili - Spendiamo a Pavia'
description: 'Monumenti Civili Pavia, edifici storici Pavia, palazzi storici provincia Pavia, patrimonio civile Pavia, architettura storica Pavia, castelli e ville Pavia, tour monumenti civili Pavia, storia architettonica Pavia, luoghi storici provincia Pavia, visita monumenti civili Pavia.'
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![Il Monumento Alla Famiglia Cairoli - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il%20Monumento%20Alla%20Famiglia%20Cairoli/Banner.jpg)

## [ Il Monumento Alla Famiglia Cairoli ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-monumento-alla-famiglia-cairoli)

## Guida Turistica al Monumento alla Famiglia Cairoli

Il 27 maggio 1910 fu inaugurato questo monumento, il più bello e degno, tra i moderni di Pavia. E’ opera dello scultore Enrico Cassi, nativo di Cuasso al Monte, in provincia di Como, ma pavese di educazione.

Sopra una gradinata di granito si alza un grosso dado, fatto di un sol pezzo di bronzo, rivestito di quattro grandi bassorilievi; e il dado è sormontato da un obelisco piramidale. Il bassorilievo della fronte ritrae il panorama di Pavia col castello e il ponte Ticino. Su questo sfondo spicca il gruppo principale: Adelaide Cairoli che tiene in mano la bandiera nazionale, in atto di consegnarla ai suoi cinque eroici figli, pronti a partire per la guerra contro lo straniero.

Più sopra spicca in un medaglione l'effigie di Carlo Cairoli, padre di quegli eroi, e sopra ancora lo stemma di Pavia. Nelle tre altre facce del dado, sotto gli stemmi di Varese, della Trinacria e di Roma, sono rappresentati con figure a basso ed alto rilievo i più gloriosi episodi della epopea de’ Cairoli: a destra del gruppo centrale La morte di Ernesto a Varese, dietro, l’ingresso di Garibaldi a Palermo, araldi Benedetto ad Enrico, a sinistra, la morte di Enrico tra le braccia di Giovanni ferito, sotto il mandorlo di Villa Glori. La linea generale del monumento rammenta l’obelisco allegorico del Grandi delle Cinque Giornate a Milano: ma l’ opera vigorosa insieme e armoniosa assurge a vera originalità nel gruppo centra-temperato e come purificato da un atto di altissima poesia: la poesia e della partia.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 05 Agosto 2024

![La Cupola Arnaboldi - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/La%20Cupola%20Arnaboldi/Banner.jpg)

## [ La Cupola Arnaboldi ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/la-cupola-arnaboldi)

## Scopri La Cupola Arnaboldi: Un Capolavoro Architettonico nel Cuore di Pavia

E’ un edificio di pianta ottagonale, coperto da un’ampia cupola di ferro e di cristallo: opera dell’architetto Ercole Balossi di Milano (1880 – 1882) donata alla città dal conte Bernardo Arnaboldi Gazzaniga.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![800px-Cupola_arnaboldi5_upscayl_4x_realesrgan-x4plus_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/800px-Cupola_arnaboldi5_upscayl_4x_realesrgan-x4plus_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/800px-Cupola_arnaboldi5_upscayl_4x_realesrgan-x4plus_original.jpg)

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 05 Agosto 2024

![La Porta Milano - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/La%20Porta%20Milano/Banner.jpg)

## [ La Porta Milano ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/la-porta-milano)

## La Porta Milano di Pavia: Un Tesoro Storico

E’ la più maestosa delle porte moderne di Pavia. E’ l’antica porta di S. Vito, che fu riaperta nel 1784 con l’intervento dell'architetto Piermarini.

Porta Milano, che si stava compiendo quando il Malaspina scriveva la sua Guida di Pavia (1819), consta di due grandi torrioni, sormontati dalle statue del Po e leggono delle iscrizioni latine , composte dall’abate Andrea Borda, come quelle dell’arco che da accesso al ponte del Ticino.

I cancelli sono appoggiati a due colonne già appartenute alla mirabile (la parola è di Paolo Diacono) basilica di S. Maria in Pertica, o S. Maria Rotonda, eretta da Rodelinda, moglie di Pertarito (672-688), miseramente distrutta nel 1813.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 05 Agosto 2024

![Il Palazzo Olevano - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il%20Palazzo%20Olevano/Banner.jpg)

## [ Il Palazzo Olevano ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-palazzo-olevano)

## Il Palazzo Olevano: Un Viaggio nel Tempo tra Eleganza e Storia

Il palazzo già del Maino, poi Olevano, poi Bellisomi, ora del comune fu architettato in grandioso stile barocco dal pavese Lorenzo Cassani (1765), che costruì anche (1760) l’ora profanata chiesa del Gesù.

Ha alcune sale adorne di stucchi, di affreschi e stemmi.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 05 Agosto 2024

![I Bastioni - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/I%20Bastioni/banner.jpg)

## [ I Bastioni ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/i-bastioni)

## Storia e Bellezza dei Bastioni di Pavia

Nel secolo XIV, come ci fa sapere l’anonimo ticinese, Pavia aveva tre cinta di mura, di cui l’esterna era munita di robuste porte, che sormontavano il muro stesso.

La cinta che chiude ora Pavia è un avanzo dei poderosi bastioni che fece costruire nel 1547 Francesco Gonzales governatore della Città per Carlo V.

Spesso si fece miserando scempio di queste maestose fortificazioni spagnole, qua abbassandole, là abbattendo; ma ne restano buoni tratti, che vorrebbero essere conservati.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 03 Agosto 2024

![Il Palazzetto Cavagna - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il%20Palazzetto%20Cavagna/Banner.jpg)

## [ Il Palazzetto Cavagna ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-palazzetto-cavagna)

## Palazzetto Cavagna: Il Gioiello Storico di Pavia

Questo palazzetto, che sorge all’angolo delle vie D. Sacchi e L. Spallanzani, è notevole per le sue finestre riccamente adorne di fregi di terracotta del più puro stile del rinascimento lombardo, e per i suoi graffiti.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 03 Agosto 2024

![Il Palazzo del Maino - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il%20Palazzo%20del%20Maino/Banner.jpg)

## [ Il Palazzo del Maino ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-palazzo-del-maino)

## Scopri il Palazzo del Maino a Pavia: Storia e Cultura

Il Palazzo del Maino , già Busca, in via Mentana, è degno di ricordo per la sua porta, che fa pensare all’arte di Bramante. Essa infatti è assai simile a quella di S. Maria delle Grazie a Milano, mentre le colonne rammentano quelle dell’ atrio della bramantesca chiesa di Abbiategrasso . E’ fiancheggiata da statue barocche.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 03 Agosto 2024

![Palazzo Carminali Bottigella - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Palazzo%20Carminali%20Bottigella/Banner.jpg)

## [ Palazzo Carminali Bottigella ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/palazzo-carminali-bottigella)

## Palazzo Carminali Bottigella Pavia - La Tua Guida al Monumento Storico

E’, nonostante i guasti e i depurtamenti, come lo spostamento del tetto e il rifacimento delle finestre del piano superiore, private delle loro decorazioni, uno splendido superiore, private delle loro decorazioni, uno splendido palazzo, maestoso al tempo stesso e armonioso, della fine del secolo XV. Gira intorno a tutto il palazzo una larga fascia con grazioso intreccio di festoni e fogliami, da cui sporgono sirene e putti: danno risalto al palazzo alte candelabre e lesene finemente ornate. E’, a non dubitare , uno dei più splendidi saggi d’arte lombardesca.

Il Moiraghi ne attribuisce il disegno e gli ornati all'Amedeo. Il Meyer, invece, lo considera monumento capitale creato da Bramante. “Nessun altro edificio civile lombardo di quel tempo può far correre sulle labbra il nome di Bramante, quanto questo. Nel suo stato di integrità questa facciata, disposta con le più grandi proporzioni e tuttavia d’un sol piano, smembrata inferiormente per mezzo di pilieri a candelabro, in campi di enorme lunghezza, e avente in basso finestre rettangolari, in alto grandi finestre chiuse a semicerchio, deve aver fatto un’impressione veramente magnifica.” Le decorazioni di terracotta , che non soffocano l'organismo della fabbrica, ma ne accentuano con moderazione le membrature, appartengono, secondo il Meyer, all'Amedeo, forse aiutato dal Battaggio di Lodi.

Il Malaguzzi Valeri, invece, ne dà il piano inferiore al Bramante (massime per capitelli a vimini intrecciati, simili a quelli di un disegno, firmato dal Bramante, del British Museum), mentre crede il piano superiore opera di chi altera il disegno del Bramante, forse lo stesso Amadeo.

Sotto il porticato interno si vedono alcune sculture del secolo XV, tra le quali alcune appartenenti al monumento di Bottigella già nella chiesa di S. Tomaso.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 02 Agosto 2024

![La Torre di Cristoforo Bottigella - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/La%20Torre%20di%20Cristoforo%20Bottigella/Banner.jpg)

## [ La Torre di Cristoforo Bottigella ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/la-torre-di-cristoforo-bottigella)

## Scopri la Torre di Cristoforo Bottigella a Pavia

La torre Bottigella , poi dell’ex monastero del Salvatore, ora casa Dogliani, in corso Cavour, è la torre del palazzo che Cristoforo Bottigella si fece costruire nel 1482 dal maestro costruttore, Giacomo da Candia. La forma degli stemmi angolari , il tipo del medaglione della fronte, la loggetta del finimento, simile a quelle della facciata della Certosa, fanno pensare all'Amedeo. Certo, è questo uno dei più graziosi ed eleganti monumenti del Quattrocento pavese.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 02 Agosto 2024

![Il Palazzo Visconteo - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il%20Palazzo%20Visconteo/Banner.jpg)

## [ Il Castello Visconteo ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-castello-visconteo)

## Storia e Bellezza del Castello Visconteo di Pavia

I Visconti tolsero a Pavia la libertà, ma ne fecero L’Atene di Lombardia. Galeazzo !! Visconti fondò il Castello , che divenne la più splendida dimora principesca d’Italia. “la più nobile – scriveva il Petrarca nella famosa lettera al Boccaccio delle lodi di Pavia --- fra quante sono opere moderne”. Se ne gettarono le fondamenta il 27 marzo 1363;i Visconti cominciarono ad abitarlo nel 1365, ma non era ancora compito nel 1387. Non conosciamo l’architetto della grande mole.Il Morbio dice che il castello fu costruito in cinque anni (1360 – 1365) mediamente l’attività e l’intelligenza degli artefici, che, secondo la testimonianza dell’Azario, furono novaresi. Il Magenta crede che il principale architetto del castello fosse Bartolino da Novara, che nel 1387 soggiornava a Pavia come ingegnere ducale, e che intervenisse nella costruzione del castello Bonino da Campione, che nel 1362 si trovava a Pavia per attendere l’arca di Sant’ Agostino. Ma non è certa neppure la paternità dell’arca. Secondo il Calvi, Bernardo da Venezia, primo architetto della Certosa, avrebbe partecipato alla costruzione del Castello visconteo.

**Il Beltrami scrive**

*“ Chi osservi la mirabile loggia che prospetta sull’ampio cortile quadrato del castello di Pavia, con le colonne, con capitelli e trafori di spiccato carattere veneziano, e rilevi la finezza e l’eleganza delle terrecotte nelle finestre ogivali che, in due dei lati del cortile, hanno sostituito quel loggiato, è indotto a ravvisare l’intervento di Bernardo…”*

Il valore artistico del Castello fu ben visto dal Gailhabaud, che lo descrive così

*“Una costruzione verosimilmente fortificata e costituente il maschio, cioè la dimora del duca, costruita su uno dei lati posteriori; la grande corte fu contornata di archi formano vaste gallerie che danno accesso ai locali distribuiti lungo ciascun lato del perimetro. Le mura sono interrotte da finestre aperte a uguale distanza, e i ponti levatoi si appoggiano su pilastri, costruiti nel fossato, per consentire la comunicazione con l’esterno. Quattro torri squadrate, di forma piramidale, furono poste agli angoli, e la facciata del castello fu sormontata da piombatoi, dai merli aperti, per le genti di armi e i difensori, che contornano tutto l’edificio. Vi fecero merli di due forme, perché alla torre d’angolo, come nella corte, sono in costruzione piena.”*

![1024px-Castello_Sforzesco_2.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/1024px-Castello_Sforzesco_2.jpg)

Il materiale in costruzione, tranne che per le porte, i fusti delle colonne e le mensole delle feritoie, p il laterizio. Conclude il Gailhabaud che il castello visconteo, uno dei più importanti e caratteristici monumenti civili di tutti i tempi e il più importante del secolo XIV, “Costituisce un interessante documento delle condizioni dell’alta società a quell’epoca”. Le torri vi rappresentano ancora lo spirito feudale; ma le muraglie aperte fanno entrare la luce nel castello, la luce della civiltà nuova.

Dai quattro poderosi torrioni di cui era munito il quadrilatero agli angoli, i due posteriori, con l’ intero lato settentrionale, furono distrutti nel 1527 dalle artiglierie francesi sotto il comando di Oder di Foix signore di Lautrec. Il quale saccheggiò la città e trasportò in Francia le cose più preziose. Fu questo il principio dello scadimento di Pavia. Chi voglia farsi un’idea dell’antica magnificenza del castello e del suo parco legga i capitoli terzo e quarto del primo libro del Breventano.

Nella torre a destra di chi entra , si vedeva, dicesi, il famoso orologio di rame e ottone, che segnava tutti i moti degli astri, costato sedici anni di lavoro a Giovanni de’ Dondi, padovani, medico e matematico di Galeazzo e amico del Petrarca. Nella torre a sinistra era allogata, dicesi, la famosa biblioteca di quasi mille codici miniati, istituita da Galeazzo, e accresciuta più tardi dagli Sforza. Per ordine di Luigi XII (1499) la libreria Viscontea – Sforzesca fu trasferita a Blois; e più tardi, sotto Enrico IV, passò a Parigi.

La tradizione, accettata dal Mascheroni, secondo la quale il Petrarca avrebbe vissuto alcun tempo nel palazzo visconteo e vi avrebbe fondato la famosa biblioteca,non ha nessun fondamento. Il Petrarca dimorò in una casa presso la chiesa di San Zeno (1365 – 1369); non fondò la biblioteca, quantunque senza dubbio contribuisce a creare nella corte di Galeazzo un ambiente favorevole al fiorire degli studi letterali.

Un ponte stabile, che sostituisce l’antico levatoio, sulla cui fronte si vede un graffito trecentesco rappresentante L’Annunciazione, dà l’accesso al castello. A destra dell’ingresso principale v’era una cappella tutta dipinta. Si vede ancora (oggi non più) nel sottarco d’una porta di questa cappella un tondo con un bellissimo Cristo benedicente: unico avanzo visibile degli affreschi onde i massimi artisti lombardi del Quattrocento decoravano le sale del castello. Chissà quanti tesori d’arte nasconde l’intonaco soldatesco! Sappiamo che nel castello dipinsero il Foppa, Bonifazio, Bembo, Costantino, da Vaprio, Zanetto Bugatto, i quali nel 1461 compirono gli affreschi della gran sala; che nel 1474 il Foppa tornò a lavorare nel castello col Bugato e col Bembo; e che finalmente, nel 1476, Pietro Marchesi e soci affrescavano la cappella, mentre il Foppa, Giacomino Vismara, Costantino da Vaprio, il Bembo e il Bugato attendevano alla grande ancona per le reliquie di quella cappella.

Nel 1920 il Castello cessò finalmente di essere una caserma. Si ricopersero, in questi anni, i due torrioni con tetto posante sui merli, conforme alla disposizione primitiva; e si sta provvedendo dalla Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia, con il concorso del Comune e di una società di egregi cittadini, a un vasto restauro dell’immenso edificio.

A Mirabello sorgeva un altro castello dei Visconti, congiunto col castello di Pavia mediante un grandissimo delizioso parco, ospite di falconi e girifalchi, daini e orsi, caprioli e cervi, lepri e pernici, struzzi e fagiani, dell’estensione di circa 25 chilometri, entro il quale sorgeva la Certosa. Nel villaggio di Mirabello (fuori di porta Cairoli) si vedono ancora gli avanzi delle eleganti maniero. Qui presso fu combattuta la famosa battaglia di Pavia, nella quale Francesco I restò prigioniero di Carlo V (1525).

Nella piazza Castello fu eretto un monumento a Garibaldi e , di fronte a questo, un piccolo monumento a Felice Cavallotti, di E. Ferrari.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 02 Agosto 2024

![Torre Civica - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Torre%20Civica/Banner.jpg)

## [ Torre Civica ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/torre-civica)

## La Torre Civica di Pavia: Un Tuffo nella Storia

La Torre Maggiore della Città, detta anche il campanile del Duomo, perché sorge al fianco della Cattedrale (e del drammatico ricordo della città l’evento funesto del mattina del 17 marzo 1989 che vide il rovinoso crollo della torre), risalirebbe, secondo lo Zuradelli, al secolo XIII. Noi sappiamo che esisteva già nel 1330.

Quadrata e robusta, è costruita in mattoni; ma alla base è frammentata, fatta di solidi cippi, are votive e sepolcri. La adornavano lesene angolari; fasce rialzate trasversali, col solito giro di archetti al margine inferiore; lesene verticali tra le lesene angolari e le fasce trasverse; agli angoli, riquadri di pietra agglomerati a due o a tre; qua e là, scodelle di terracotta colorata. Pellegrino Pellegrini, detto Tibaldi, nel 1583 la decorò, o deturpare, nella parte superiore, con un pesante ordine di colonne.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 01 Agosto 2024

![Le Torri - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Le%20Torri/Banner.jpg)

## [ Le Torri ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/le-torri)

## Le Torri a Pavia: Simboli di Storia e Tradizione

“Pavia - scriveva il Petrarca – si innalza tra numerose torri, in una veduta aperta in ogni parte”; e gli antichi storici chiamavano pavia “Città delle torri, Città delle cento torri”. Centosessanta torri attribuisce il Breventano a Pavia; Lo Zugarelli ne conta settantasei. Molte erano rovinate già ai tempi dell’Anonimo Ticinese (1320 circa); né i primi anni del Cinquecento ne sopravvivevano una cinquantina, che tante se ne vedono nella pianta di Pavia del 1525 affrescata nella basilica di S. Teodoro. Parecchie se ne vedono ancora oggi, mozze e convertite in case; sopravvivono intere le tre dell’Ospedale; quella di piazza del Collegio Borromeo, e le due di via Luigi Porta, vale a dire la torre di S. Dalmazio e quella della Mostiola.

Quella che prospetta l’Ospedale, minacciata di distruzione, ha vicino un muro con tracce di un antico palazzo e parecchi archi di terracotta a pieno centro. Sono costruite, per dirla col Carducci, “ di fosco vermiglio mattone”, quadrate, alte e strette, fornite di poche piccole aperture, tronche in cima: erano situate agli angoli delle vie, fiancheggiate alla base da un voltone e da case.

Lo Zuradelli le crede anteriori al Mille e destinate, in gran parte, alla difesa. Ma noi sappiamo dal Muratori che dopo il 1100 infierì il “furor delle torri”. Allora la maggior parte dei nobili e dei facoltosi cittadini intrapresero a fabbricar torri presso le loro case non solo per la difesa,ma altresì per ornamento e a testimonio di lusso e di potenza; e la gara giunse a tale che nel secoli XII e XIIi Comuni emanarono leggi per impedire la costruzione di nuove torri, e pre prescrivere un termine alla loro altezza.

Dobbiamo dire due parole delle due più famose torri di Pavia.

Nel 1584 rovinò una magnifica torre rotonda, adorna di figure, detta di Boezio, perché si riteneva fosse stato in essa rinchiuso, per ordine del re Teodorico.Severino Boezio. Nel 1715 fu abbattuta una strana torre, unica nel suo genere, costruita a guisa d’una piramide rovesciata , il cui vertice formava la base della torre, detta perciò dal popolo Del pizzo in giù. L’aveva fatta costruire nel 1494 il famoso umanista e giureconsulto Giasone del Maino a fianco del suo palazzo, che sorgeva sull'area del palazzo ora Bellisomi.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 01 Agosto 2024

![Porta Nuova - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Porta%20Nuova/Banner.jpg)

## [ Porta Nuova ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/porta-nuova)

## Porta Nuova a Pavia: Un Viaggio nel Cuore della Storia

Delle antiche porte di Pavia solo la Porta Nuova del Ticino che risale al secolo XII, è rimasta in piedi intatta in qualche parte. Era un robusto edificio quadrato di terracotta, con qualche ornamento di pietra: poggiava su quattro archi ; e si avanzava verso il Ticino dalla linea delle mura. Il Mella la considera notevole esempio di architettura civile di transizione dallo stile lombardo al gotico.

Sincrona a questa porta deve essere la porta di una casa in via Teodolinda N.1, con arco e ornati simili, dove la tradizione pone la reggia della pia consorte di Agilulfo.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 01 Agosto 2024

![Il Collegio Castiglioni - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Collegio_Castiglioni/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Castiglioni ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-castiglioni)

## **Esplora il Collegio Castiglioni a Pavia: Un Patrimonio Storico**

La casa in via S. Martino, del prof. Luigi Brugnatelli, nella quale di vedono qua e là tracce dell’antica costruzione , è l’edificio del collegio fondato nel 1426 per ventiquattro studenti poveri dal cardinale Branda Castiglioni: da quello stesso cardinale che creò, si può dire, Castiglione d’Olona , dove narrano la sua gloria gli affreschi di Masolino da Panicale.![Collegio_castiglioni_pavia.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Collegio_castiglioni_pavia.jpg)

L’oratorio di questo collegio, affrescato per l’ordine del cardinal Branda Castiglioni juniore (1415 – 1486), nei primi anni del secolo XIX fu trasformato in portineria; e la metà superiore della cappella divenne , ed è tuttora, la camera da letto della numerosa famiglia del portinaio di casa Brugnatelli.

Nella parte inferiore è scomparsa ogni traccia di pitture; la volta e le quattro pareti della parte superiore sono ancora adorne di mirabili affreschi, che sono il più cospicuo saggio di pittura del Quattrocento che possegga Pavia, e uno dei più cospicui di pittura lombarda pre leonardesca.

Nei quattro spicchi della volta, entro corone di foglie e frutti, sono rappresentati il leone, il bue, l’aquila, l’angelo, i simboli insomma dei quattro evangelisti.

Le cordonature sono rivestite di foglie verdi e di melagrane, che spiccano bellamente sul fondo rosso cupo della volta: unico saggio quasi intatto di volta decorata nella seconda metà del Quattrocento in Lombardia.

Ma più che della volta brillante, la quale è , soprattutto, una meravigliosa opera d’arte decorativa, l’occhio dello spettatore è attratto dal grande affresco che copre la parete settentrionale rappresentante la Resurrezione. Il Redentore (forte e sereno quale piacque al gusto del Rinascimento, spregiatore d’ogni mortificante ascetismo) è uscito dal sepolcro, e poggia su un’alta rupe, con la destra in atto di benedire, col vessillo della redenzione nella sinistra; avvolto nel funebre lenzuolo, quattro guardie cadute o fuggenti per lo spavento. Sotto l'iscrizione con data (1475) di questo affresco, un’immagine del Padreterno.

Sulla parete di levante si vede , in alto, una vigorosa figura del Padreterno, sorretta da una gloria di cherubini, sotto, colli con casette, alberi, un levriere. Pochi frammenti restano degli affreschi della parete di ponente.

Questi affreschi , che furono già attribuiti al Foppa, sono di vario pregio e di varie mani: è molto probabile che alcuni di essi siano stati eseguiti da collaboratori del Foppa, che in quel tempo lavorava nel castello di Pavia. Su disegno del maestro. Proprio nel 1475 quattro pittori associati al Foppa a Pavia, B. Bemboz. Bugato, Costantino da Vaprio e Giacomo Vismara, che con lui dovevano attendere, come abbiamo detto, all’ ancona per la cappella del castello, abitavano una casa presso il collegio Castiglioni. Questi artisti furono probabilmente , ispiratore il Foppa, i decoratori di questa cappella.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Il Palazzo Mezzabarba - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Palazzo_Mezzabarba/Banner.jpg)

## [ Il Palazzo Mezzabarba ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-palazzo-mezzabarba)

## **Palazzo Mezzabarba: Il Gioiello Barocco di Pavia**

Il palazzo dei conti Mezzabarba, dalla facciata grandiosamente barocca e dall’ingresso e dall’atrio ricco di colonne, fu architettato dal pavese Giovanni Antonio Veneroni tra il 1728 e il 1730.

Dal 1875 è sede del municipio. Giovanni Angelo Borroni cremonese adornò le pareti del salone (oggi sala del Consiglio) con le favole di Diana e con varie figure mitologiche e chiaroscuro, e la volta con la Virtù trionfante del Vizio. Nella stessa sala si ammira un quadro di Girolamo Induno, Villa Glori. Le altre sale del primo piano e alcune del secondo hanno le pareti o le volte decorate di stucchi , di dorature di prospettive, di affreschi mitologici o di genere, i migliori dei quali furono eseguiti da P Antonio Magatti varesino e da Francesco Bianchi milanese che per queste opere mi paiono degni di essere considerati degli ingegnosi decoratori del Settecento.

A fianco del palazzo il Veneroni eresse un oratorio, dedicato ai santi Quirico e Giulitta, che fu aperto nel 1734. Non vi son più quadri del Sassi e del Malagatti; vi restano due affreschi del Magatti sulle pareti: san Giovanni Battista che appare a san Carlo Borromeo, e l'Immacolata Concezione; un affresco del Bianchi sulla volta, rappresentate i santi titolari.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![Chiesetta_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Chiesetta_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Chiesetta_original.jpg)

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[ ![Palazzo_Mezzabarba_8_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Palazzo_Mezzabarba_8_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Palazzo_Mezzabarba_8_original.jpg)

[ ![Palazzo_Mezzabarba_sala_consigliare_soffitto_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Palazzo_Mezzabarba_sala_consigliare_soffitto_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Palazzo_Mezzabarba_sala_consigliare_soffitto_original.jpg)

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![L’ Ospedale San Matteo - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Ospedale_san_Matteo/Banner.jpg)

## [ L’ Ospedale San Matteo ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/l-ospedale-san-matteo)

## **Ospedale San Matteo Pavia: Punto di Riferimento per la Salute**

L’ardente predicazione del padre Domenico di Catalogna in favore dei poveri infermi (1449) fruttò la fondazione dell’Ospedale Maggiore, detto di S. Matteo, che fu inaugurato il 25 giugno 1456 ed ebbe il più largo incremento nel 1471 per un munificentissimo legato della famiglia Beccaria. Il Magenta ci fa sapere che i pavesi avevano mandato una deputazione a Firenze per avere il disegno dell’ ospedale di quella città. Fu tutto rifabbricato a partire dal 1787; e non conserva d’antico che il secondo cortile dal portico ad archi di tutto sesto, con fregio di terracotta. Dal 1774 al 1783 aveva dato consigli circa i lavori di ricostruzione Giuseppe Piermarini.

Sulla facciata di vede murata una patetica e drammatica Pietà, o Cristo sull’orlo del sepolcro, bassorilievo che il Malaguzzi iscrive all’arte dei Mantegazza, maestri e compagni di lavoro all'Amedeo giovine.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Il Collegio Borromeo - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Collegio_Borromeo/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Borromeo ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-borromeo)

## **Storia e Cultura del Collegio Borromeo a Pavia**

Nel 1559, Carlo Borromeo ricevette la laurea dottorale a Pavia, e concepì l’idea di erigere un collegio per facilitare lo studio ai giovani di scarsi mezzi di fortuna. Della erezione incaricò l’architetto Pellegrino Pellegrini, che gli scrisse “ L’ opera tornerà magnifica, bella e ben composta”; e riuscì infatti uno dei più grandiosi edifici che vanti Pavia, e il più splendido monumento della munificenza del Borromeo. Lo ricorda il Manzoni nel cap. XXII dei Promessi Sposi.

La prima pietra fu collocata dal vescovo di Pavia Ippolito Rossi il 19 giugno 1564. Per governo del collegio, affidato prima ai Somaschi, poi agli Oblati, aveva cominciato già san Carlo a dare qualche regola; ma le costituzioni definitive furono date dal Cardinal Federigo Borromeo.

La parte migliore dell'edificio è l’ampio cortile interno, cinto di portici, in loro semplicità eleganti, a doppio ordine di colonne. Un elegante cancello di ferro battuto chiude il giardino. La facciata del palazzo è grandiosa; ma sovraccarica d’ornamenti comincia a risentire del gusto barocco. Quanto durasse la fabbrica non è ben noto. Sappiamo che l’ 1 febbraio 1578 il fondatore interpellava i nunzi di Francia, Spagna,Germania per conoscere l’indirizzo di collegi consimili, e per avere una copia dei loro regolamenti. Nel 1580 vi erano gia ventiquattro alunni, tra cui Federigo Borromeo. A compiere l’ edifizio mancava parte del lato meridionale: onde nel 1818 fu indegnamente demolita la vetusta basilica di S. Giovanni in Borgo ( la cui facciata somigliava a quelle di S. Michele e S. Pietro in Ciel D’Oro); e il palazzo fu compiuto nel 1820, come rilevo dai disegni dell’ arch. Giuseppe Pollack, che si conservano nella Biblioteca Universitaria.

Ora, saliti gli ampi scaloni alla loggia superiore, entriamo nella vasta sala. Già compiuta nel 1583, adorna di vivaci affreschi , illustranti, per volere di Federigo, le principali gesta del fondatore del collegio. Pochi cenni su questi affreschi, da noi descritti altrove. Essi furono eseguiti da Cesare Nebbia D’ Orvieto e da Federico Zuccari di S. Angelo in Vado: al primo spetta tutta la dipintura della volta , di magnifico effetto decorativo, e il gran quadro della parete minore, che ritrae la peste di Milano; al secondo il quadro dell’altra parete minore. Coloritore più vivace il Nebbia, più corretto disegnatore lo Zuccari; tutti e due grandissimi compositori. Il Nebbia , invitato da Federigo Borromeo, che lo aveva conosciuto a Roma, venne a iniziare i lavori nell’ aprile del 1603, e il 3 luglio 1604 ebbe il saldo di tutta la decorazione della volta, la quale, oltre che di motivi decorativi e di figure allegoriche, è adorna di cinque quadri, rappresentanti la traslazione fatta da San Carlo di reliquie di santi, la visita di San Carlo al santuario di Varallo, la fondazione di alcuni collegi istituiti dal santo, l’accoglienza fatta a san Carlo dai duchi di Savoja, le esequie del santo. Avendo il Nebbia chiesto al cardinale il permesso di interrompere il lavoro per tornare in patria, il cardinale si rivolse allo Zuccari, il cui nome, dopo il marzo 1604, appare nei registri del Collegio sempre unito a quello del Nebbia per i dipinti nel salone. Mentre il Nebbia lavorava all’affresco rappresentante la peste di San Carlo, lo Zuccari dava opera al quadro di riscontro, rappresentante l'imposizione del cappello cardinalizio a san Carlo e i due quadri furono finiti nell’ottobre 1604. Il quadro dello Zuccari è dunque una delle ultime opere di quel ferocissimo e ancor vigoroso ingegno (1609). Disgraziatamente rimasero ignude le pareti maggiori.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Il Collegio Ghislieri - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_collegio_Ghislieri/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Ghislieri ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-ghislieri)

## Esplora la Storia del Collegio Ghislieri a Pavia

Il pontefice Pio V, della famiglia Ghislieri, con bolla del 10 gennaio 1569, istituì questo collegio per i “giovani d’ingegno, virtuosi e timorati di Dio”, che per mancanza di mezzi non potessero frequentare gli studi universitari. La prima pietra per la fabbrica del collegio fu posta il 15 luglio 1571. Il collegio è famoso per la rappresentazione della scapestrata vita dei collegiali del Settecento da Carlo Goldoni nei capitoli V-XIV delle Memorie.

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Il palazzo è maestoso, ma disadorno all’esterno. Vi si accede per una bella gradinata, che mette in un atrio, fiancheggiato da statue simboliche, da cui passa in un ampio cortile quadrato, grandiosamente barocco.

All’ ingresso della scala principale , una vigorosa statua di Pio V, opera del milanese Carlo Francesco Melone (1655).

Nell’ oratorio dedicato a san Girolamo, di questo collegio, si conservano, con due statue allegoriche, alcuni quadri notevoli. La pala dell’altare, la nascita di Cristo con san Girolamo e Pio V, è opera del Moncalvo. Di Luigi Scaramuccia, perugino (1616 – 1680), sono tre dei quadri: un incendio estinto con l’immagine di Pio V, Pio V che bacia il Crocifisso e Pio V ringraziante il Crocifisso per la vittoria di Lepanto. Il quadrone rappresentante questa gran vittoria, che fu la massima gloria del pontificato di quel papa, è opera di Giovan Battista del Sole, milanese (1614-1719). Giovanni Peruzzini d’Ancona dipinse nel 1673, a ventinove anni, san Pio V che libera un’ossessa. Nella sala del consiglio d’amministrazione si vede un ritratto d’ ignoto cinquecentista del cardinal Branda Castiglioni, e un ritratto di Pio V di Scipione Pulzone di Gaeta.

Nel collegio si conserva anche l’urna d’argento (1713) ove sono riposte le reliquie di Pio V.

Nella piazza che si apre dinanzi al collegio , sorge la statua di bronzo di Pio V, opera datata e firmata dello scultore Francesco Nuvoloni di Riva S. Vitale nel Canton Ticino (1692) e del fondatore romano Francesco Ferreri.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il cimitero - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Cimitero/Banner.jpg)

## [ Cimitero Monumentale ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/cimitero-monumentale)

## Il Cimitero Monumentale di Pavia: Storia e Memoria nel Cuore della Città

Il cimitero di Pavia, il più bello ed elegante della regione dopo quello di Milano, si cominciò a fabbricare nel 1880, su disegno degli architetti pavesi Vincenzo Monti e Angelo Savoldi.

L'edificio principale, destinato al Famedio, sormontato da un'elegante tiburio e ricco di guglie, ha un frontone cuspidale, sul cui vertice poggia una statua del milanese Filippo Biganzoli, la Pietà pei Defunti. Nell’interno, dipinto dal milanese Ambrogio Comolli, sono ricordati i nomi degli uomini pavesi e non pavesi, che hanno onorato a Pavia la milizia, la chiesa, il governo, gli studi, le arti, la beneficenza. Il famedio fu inaugurato il 31 ottobre 1897. E’ sperabile che a tanti nomi, non tutti illustri, altri presto se ne aggiungano di grandi uomini pavesi quasi obbligati a Pavia: nomino, per esempio, Cherubino Cornienti e Tranquillo Cremona, pittori che onorano, massime il secondo, non Pavia sola, ma Italia tutta, e quel conoscitore di ogni segreto della natura che fu Paolo Gorini.

![cimitero.JPG](https://spendiamo-a-pavia.it/images/cimitero.JPG)

I porticati del cimitero contengono cappelle affrescate dai pittori pavesi, o vissuti o viventi a Pavia, A. Savoja, C. Sara, P. Buzio, P. Michis, E. Acerbi, A. Oberto, R. Borgognoni, A: Villa, e da altri, e monumenti di artisti pavesi, o viventi a Pavia, e milanesi, tra i quali E. Cassi, L. Secchi e G. Kienerk.

L’opera migliore di scultura è il monumento Bozzi (1844) di Vincenzo Vela; una delle prime opere notevoli del grande scultore, a cui biografi è rimasta ignorata.

Il Tenca ne scriveva nel 1846, salutando nel Vela il capo della scuola che voleva dare alla scultura gli effetti del colorito: “ E ci ricorda d’ un monumento sepolcrale, che il V. inviava non ha guari a Pavia, in cui il giovane scultore affronta arditamente il costume contemporaneo e perfino il barocco cappello moderno, rappresentando un marito in atto pregare sulla tomba della moglie, ch’egli guarda a capo chino e con l’ occhio inumidito da una lagrima. Due (sono tre veramente) gli stanno accosto, e la più piccina gioca inconscia d’ogni sventura mentre (un’altra prega) la più grandicella compone il viso ad una mestizia, che non è ancora dolore, ma un melanconico presentimento di qualche cosa di tristo ch’ella non sa spiegare.”

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il broletto - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Broletto/Banner.jpg)

## [ Il Broletto ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-broletto)

## Il Broletto: Patrimonio Storico e Culturale di Pavia

Fu per quasi un millennio il cuore di Pavia. Addossato com'è la Cattedrale, ci fa vedere la curia vescovile soppiantata dalla curia popolare, e illumina le origini del Comune. Il palazzo vescovile, corrispondente ai lati levante e settentrione verso il cortile ospitava nel 1175 Federico Barbarossa, che dava udienza ai rappresentanti della lega lombarda. Gli affari pubblici si trattavano nella curia vescovile. Ma scemando l’autorità civile, nel 1198 i consoli del Comune si impadronirono del palazzo, che si trasformò in comunale. Una lapide (oggi nel civico museo) trovata nel Broletto e illustrata dal Brambilla ci tramanda i nomi dei Pavesi che effettuarono la trasformazione: Boggiano del Gargano, un Beccaria, Gualfredo Torricella, Bernardo de Granvillano, Alberico Torti, Monte Mario de’ Porci, Guglielmo Pietra e Beltramo Cristiani.

Questo Palazzo civico nuovo è, secondo il Pavesi, l’ala di mezzogiorno verso Cavagneria, ovvero il loggiato cinquecentesco del Collegio de Notaj. Nel 1236 il vescovo Rodobaldo Cipolla vendette alla repubblica la parte del palazzo che gli restava, costruendo per sé una piccola casa, che il vescovo Ippolito Rossi (1560-1591) abbandonò, sostituendola con l’odierno vescovado. Al 1236 deve probabilmente risalire il principio d’un restauro generale dell'edificio.

![Broletto_-_Pavia.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Broletto_-_Pavia.jpg)

Il palazzo civico era la sede del podestà, o rettore, nominato dai savii o consoli;il luogo di riunione dei Centro e dei Mille, che si radunavano per trattare gli affari più lievi, e del popolo raccolto ad referendum. Nel 1359 la piazza che si estende a tramontana del Broletto, e che con i portici, l’antica fisionomia, meritò l’appellativo di Grande, dopo che furono abbattute le case dei Beccaria.

Nel 1563 fu riadattata la facciata del palazzo verso piazza Grande e fornita di logge; nel 1564 alla vecchia scala di legno si sostituiva la scala nuova, con gradini di sarizzo, per accedere al salone del Consiglio, e si alzava un secondo piano. Dal 1688 l’ala del palazzo verso Cavagneria fu trasformata in prigione, e tale restò fino al 1873; mentre l’altra rimase adibita, sino al 1875, quale palazzo municipale.

Qua e là si vedono vari affreschi. Ad Antonio Meda (1394) Il Moiraghi attribuisce due teste, una di re, dipinte in una sala, oggi corridoio, del Broletto. Ma queste teste non possono appartenere a un trecentista.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Pubblicato: 10 Aprile 2024

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