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title: 'MONUMENTI PAVIA E PROVINCIA - Spendiamo a Pavia - Risultati da #40'
description: 'Spendiamo a Pavia'
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![Basilica del Santissimo Salvatore - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Basilica%20del%20Santissimo%20Salvatore/Banner.jpg)

## [ Basilica del Santissimo Salvatore ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/basilica-del-santissimo-salvatore)

## Basilica del Santissimo Salvatore a Pavia: Un Viaggio nel Tempo

La eresse Ariberto, re dei longobardi, verso la metà del secolo VII; circa il 962 Adelaide, la moglie di Ottone I di Germania, ampliò la chiesa e vi aggiunse un magnifico monastero per benedettini, che fu governato dall’abate cluniacense Majolo.

Nel 1448 il monastero fu aggregato alla congregazione dei padri di Santa Giustina da Padova : si pensò allora a rifabbricare , e in quell’anno si commise a Marco da Binasco l’allestimento degli stalli del coro. Nel 1467 la ricostruzione doveva essere terminata : questa data si legge sull’architrave della porta di pietra che metteva alla sala del Capitolo.; porta che ora si conserva nel cortile del museo civico. Il chiostro cistercense è oggi la caserma del genio militare.

Superbamente decorato è il tempio con dorature, grottesche, fregi, tondi con immagini di angeli, santi, profeti, dottori. Sappiamo che gli affreschi delle volte e delle principali cappelle erano terminati verso il 1507.

L’altar maggiore di pietra scolpita e dorata è opera firmata e datata di Antonio da Novaria (1504). Ultimamente è tornata agli usi del culto l’elegante sagrestia.

Gli affreschi più interessanti sono quelli della prima cappella a sinistra (storie di san Majolo abate), quelli della quarta cappella (storie di sant’Antonio), e finalmente quelli della cappella di sfondo della navata di sinistra (storie di San Benedetto), meno felici questi ultimi dei precedenti. La decorazione di questa chiesa pare al Malaguzzi affine a quella di S. Maria delle Grazie a Milano dovuta ai maestri di Treviglio Butinone e Zenale.

Gli affreschi della cappella di san Majolo (costruita dopo il 1507), che sono i migliori, furono del Magenta attribuiti a Bernardino Lanzani da S. Colombano, ebbe parte alla decorazione del Salvatore.

Il quadro sulla porta principale, rappresentante la regina Adelaide che accoglie i figli d’un principe, è di Tomaso Gatti (1693); il san Mauro abate della quinta cappella a destra è di B Ciceri; e i due quadri laterali , che rappresentano due miracoli del santo, sono di Filippo Abbiati pittor milanese, oriundo di Voghera (m 1715); regina Adelaide e Totila inginocchiato ai piedi di san Benedetto, di C Sacchi; il santo che illumina un cieco, del primo altare a sinistra , G B Tassinari (1610).

Sulla parete di sinistra è da osservare una grande pergamena commemorativa della riapertura della chiesa al culto, opera del compianto Silvestro Provini, uno dei migliori miniatori contemporanei.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 27 Luglio 2024

![Ex Chiesa di San Tommaso - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Ex%20Chiesa%20di%20San%20Tommaso/Banner.jpg)

## [ Ex Chiesa di San Tommaso ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/ex-chiesa-di-san-tommaso)

## Esplora l'Ex Chiesa di San Tommaso a Pavia: Un Gioiello Medievale

Recentemente fu minacciata la demolizione degli avanzi della ex-chiesa di S. Tomaso per costruire sull'area un politeama. A Pavia c'è molto da demolire: ma non si scelgano proprio gli avanzi dei più belli edifici che hanno la loro gloria nel passato!

La chiesa e l'annesso convento domenicano, costruiti dal 1320 al 1478 sull'area d'una chiesa e d' un convento benedettino, furono distrutti dall'architetto Giuseppe Piermarini, riedificazione della Università di Pavia: furono distrutti per alloggiarvi il Seminario Generale di Lombardia, fondato da Giuseppe II. Soppresso il seminario del 1791, il convento fu ridotto a caserma. Ma della chiesa (ricchissima già di preziose opere d’arte) restano ancora lo scheletro, se no togli la nave destra, e mirabili fregio di terracotta, sufficienti a ridarci la visione della sua austera bellezza.

Restino dunque, accanto alla bella chiesa francescana di S. Francesco, gli avanzi della bella chiesa domenicana di S. Tomaso, testimonio della fede e dell’arte dei nostri padri.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 27 Luglio 2024

![Chiesa di San Francesco - Spendiamo a pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20San%20Francesco/Banner.jpg)

## [ Chiesa di San Francesco ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-san-francesco)

## Chiesa di San Francesco a Pavia: Guida Completa alla Storia e Architettura

San Francesco, se dobbiamo credere al Bossi, venne anche a Pavia a far sentire la sua voce di carità e d'amore; e di lui si vede in S. Teodoro, come abbiamo detto, un'antica immagine. Due anni dopo la morte del santo (1228), quando la città era straziata dalle fazioni, fu iniziata, augurio e arra di pace, questa chiesa, che fu compita l'anno 1298. E una chiesa costruita di terracotta, in stile di transizione dal lombardo al gotico: l'arco tondo vi si sposa all'arco acuto. Disgraziatamente solo l'esterno e il campanile conservano le forme primitive: la semplice ed elegante facciata, adorna di bella ampia trifora, è deturpata nella parte inferiore, privata dell'originario portale archiacuto. L'attiguo convento, fondato verso il 1300, di struttura quadrangolare con tre chiostri, serve oggi di caserma di fanteria.

L'interno della chiesa fu tutto rinnovato dal 1739 in poi, gli archi acuti furono mutati in rotondi; le agili colonne di pietra vista furono coperte di scagliola; l'organo prese il posto dell'abside. Notevolissimo, del resto, è quest'organo, costruito nel 1866 dai pavesi Giacomo e Luigi Lingiardi, perfezionatori dell'arte degli organi, che essi seppero far somigliare a piena orchestra.

Il coro, i cui dorsali hanno specchi ornati con bizzarre prospettive o paesaggi, è opera del 1484 dei fratelli Giovanni Pietro e Giovanni Ambrogio de Donati di Milano. L’ultima cappella a sinistra, la cappella della Vergine (1711-50), disegnata da Antonio Longoni, è sfarzosa di marmi e di bronzi dorati, e ha nella volta e nei pennacchi della cupola affreschi (l'assunzione della Vergine, san Matteo, Salomone, Mosè, Osea) di P. A. Magatti, smagliante decoratore, e sull'altare un quadro

(Immacolata) attribuito a B. Ciceri. La vasta tela sulla porta di fronte alla cappella dell'Immacolata (L'istituzione della religione francescana) è di Francesco Barbieri.

Altre pitture notevoli di questa chiesa: nella prima cappella di destra, il martirio di san Bartolomeo, di G. B.

Tassinari pavese (1613); nella quinta cappella, san Matteo con un angelo, di Bernardino Campi; nella sesta cappella, santa Caterina, di C. Procaccini, e un trittico, attribuito dal Magenta alla scuola del Bergognone, rappresentante da un lato san Francesco con una monaca (la fondatrice della cappella), dall'altro un santo con le mani giunte, in mezzo il Cristo in ginocchio dinanzi a Maria; nella navata minore a sinistra, il battesimo di san Marco del Magatti.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 27 Luglio 2024

![Chiesa di San Giovanni Domnarum - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20San%20Giovanni%20Domnarum/Banner.jpg)

## [ Chiesa di San Giovanni Domnarum ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-san-giovanni-domnarum)

## San Giovanni Domnarum a Pavia: Arte e Spiritualità

Sorse, a dire dei Sacchi, nel luogo stesso ove esisteva un antico tempio dedicato a san Giovanni, eretto da san

Damiano, vescovo di Pavia, tra il 681 e il 710. Era il battistero per le donne, mentre S. Giovanni al Fonte era il battistero per gli uomini. Ma le parti più antiche visibili, il campanile, la facciata col bel rosone, appartengono ai secoli XII-XIV (?). La chiesa fu quasi interamente rifabbricata nel 16II.

L'affresco nell'alto del coro, rappresentante il Padre Eterno, fu eseguito da Federico Faruffini. Sopra la porta si vede un dipinto rappresentante san Giovanni Battista nella parte superiore, e nella inferiore san Giovanni evangelista, che consegna la pianta di questa chiesa alla regina Teodolinda, che da Paolo Diacono ne è detta fondatrice. Dei quadri sono da rammentare quello di G. Crastuna, rappresentante in alto il Padre Eterno e Maria Vergine, in basso sant'Ignazio e san Luigi Gonzaga, e il quadro di san Biagio di G. B. Tassinari (1613).

La cripta, preceduta da un atrio, cui conducono due scale laterali della chiesa, venne aperta nel 1914, e vi si cominciò a officiare nel 1916. Sorretta da quattro colonne frammentarie e da due enormi piloni, si adorna di affreschi, già ricoperti da calcio dei secoli x-xi, rappresentanti i santi Siro, Invenzio, Gregorio Magno e altri; d'una cortina che correva lungo le pareti, e d'al. freschi più tardi, dei secoli XIV e XV (uno reca la data 1365 0 1366) con la ripetuta figura di san Biagio, ivi veneratissimo nel medioevo. Quando si facevano i lavori di restauro (l'altare basilicale e il pavimento sono dono della famiglia Toscani) si scoprì in un pilone murario un recipiente di terracotta, ripieno di monete del secolo XI.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 25 Luglio 2024

![Chiesa di San Lazzaro - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20San%20Lazzaro/Banner.jpg)

## [ Chiesa di San Lazzaro ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-san-lazzaro)

## Chiesa di San Lazzaro a Pavia: Una Visita Imperdibile

Fu eretta insieme in un ospizio per lebbrosi nel 1157 da Gislenzone Salimbene. All’ esterno è assai ben conservata: ma, circondata com'è da pagliai e rustici edifici, male si può ammirare. E’ poco nota ; ma non la dimenticò il Dartein, che vede in essa “l’’edificio pavese di stile lombardo dove l’impiego del laterizio appare nell’insieme al suo più alto grado di perfezione e di completezza” e, ancora : “il punto di partenza della tecnica e della brillante decorazione che conferiscono tanto prestigio alle costruzioni in terra cotta edificata in Lombardia nei secoli seguenti.”.

Le più antiche chiese lombarde sono di pietra arenaria: poi alla pietra si alterna la terracotta; quando questa si è perfezionata. Divenuta salda e compatta come pietra, si sostituisce del tutto alla pietra. Da allora in poi gli edifici pavesi non si costruiscono di pietra, il cui trasporto dalle cave lontane costa troppo, ma di argilla, che abbandona nella valle padana.

Entro la lunetta sopra la porta si vede un'antica immagine di vescovo benedicente.

Moiraghi vide trasparire qua e là sotto la calce dell'interno, da noi non visto, tracce di affreschi di, che attribuì a Giovanni da Senago, contemporaneo e Vidolenghi, Con restauri dovuti alla R. Soprintendenza si sta provvedendo alla conservazione dell'importante chiesetta.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 25 Luglio 2024

![Chiesa di Santa Maria in Betlem - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20Santa%20Maria%20in%20Betlem/Banner.jpg)

## [ Chiesa di Santa Maria in Betlem ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-santa-maria-in-betlem)

## Esplora la Chiesa di Santa Maria in Betlem a Pavia

Sorse contemporaneamente, forse, all’ istituzione dell’ospedale di Betlem, poco prima del 1132. L’ interno fu tutto trasformato nel 1735 o 1739 e nel 1810. Dell’ antica costruzione restano la cupola ottagonale e la facciata , adorna d’un bel portale scolpito.

La volta della prima cappella a sinistra fu dipinta nel 1815 da Paolo Barbotti; la seconda cappella ha un quadro del pavese Emilio De Amenti (1868), rappresentante la Trinità in alto, e in basso i santi Zenone e Biagio vescovi, san Rocco e un puttino.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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[ ![Santa_maria_in_betlem_abside_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santa_maria_in_betlem_abside_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santa_maria_in_betlem_abside_original.jpg)

[ ![Santa_maria_in_betlem_Madonna_della_Stella_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santa_maria_in_betlem_Madonna_della_Stella_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/Santa_maria_in_betlem_Madonna_della_Stella_original.jpg)

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 25 Luglio 2024

![Chiesa di S. Maria Corte Cremona - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20chiesa%20in%20S.%20M.%20in%20corte%20cremona/Banner.jpg)

## [ Chiesa di S. Maria Corte Cremona ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-s-maria-corte-cremona)

## Esplora la Chiesa di S. Maria Corte Cremona a Pavia

In via Alboino si possono vedere gli avanzi dell’antica chiesa lombarda, originariamente a tre navi, così chiamata perché parte della curtis che qui teneva il vescovo di Cremona. La chiesa fu manomessa nel Quattrocento, imbastardita dal Seicento e ridotta a una sola nave.

Nel timpano del coro, a eleganti vele, una Incoronazione della Vergine, della seconda metà del secolo XV. A destra una cappella della Madonna con stucchi e pitture barocche. La chiesa, restituita al culto nel 1924, fa parte dell’oratorio ricreativo di S. Michele.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa dei Santi Primo e Feliciano - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20dei%20Santi%20Primo%20e%20Feliciano/Banner.jpg)

## [ Chiesa dei Santi Primo e Feliciano ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-dei-santi-primo-e-feliciano)

## Chiesa dei Santi Primo e Feliciano: Storia e Architettura a Pavia

Secondo il Robolini, questa chiesa, della cui primitiva costruzione non rimane che la facciata, anch'essa deturpata, deve risalire alla seconda metà del secolo XII. Nel primo campo della navata chiusa di destra, si vede, coperto in parte dagli oggetti ingombranti il luogo, che serve di ripostiglio, un affresco d'ignoto auto-re, datato 1496, rappresentante inferiormente il Purga-torio, dal quale escono le anime purificate, le quali, trattene dalla Vergine e rivestite di veste candida e di corona, vengono dagli angeli introdotte in Paradiso; superiormente, il Redentore, in una mandorla, tra gli Apostoli.

Nel primo altare a sinistra si ammira l'ancona a tre scompartimenti di Agostino da Vaprio, Firmata e datata 1498: nel mezzo, la Vergine col Bambino; a destra, san Filippo di Faenza; a sinistra, san Giovanni Battista; in alto, il Padre Eterno. È questa una delle più notevoli opere della pittura pavese del Quattrocento, rinnovata dal Foppa, e l'unica superstite della scuola di fra Giovanni da Vaprio, di cui Agostino fu figlio. L'altare che segue si adorna di un'antica statua di san Biagio (secolo XIV?), simile a quella di san Teodoro. Sulla parete inter: una della facciata, a sinistra, un bell'affresco, chiuso di cornice, con una Madonna col Bambino, peruginesca.

Non dimenticheremo alcuni quadri: il martirio di san Lorenzo di M. A. Pellini; la Vergine, san Giuseppe e sarta Apollonia di P. A. Magatti; il Crocifisso del pavese S. badini. Finalmente le due grandi pitture a lato dell': tar maggiore, storie dei santi Primo e Feliciano, sola opera di Paolo Barbotti (1860).

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa di San Lanfranco - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/chiesa%20di%20san%20lanfranco/Banner.jpg)

## [ La Chiesa di San Lanfranco ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-chiesa-di-san-lanfranco)

## Scopri la Chiesa di S. Lanfranco a Pavia: Storia e Arte

Eretta verso il 1090 da alcuni vallombrosani venuti dalla Toscana, col nome di S.Sepolcro, questa chiesa assunse dopo il 1198 il nome di S. Lanfranco a ricordo del vescovo di Pavia Lanfranco Beccari ivi morto e sepolto in quell’anno. La facciata e il campanile sono della prima metà del secolo XIII. La chiesa è una sola navata con transetto. Sul quadrato centrale sorge una cupola con finestre. Il coro, di cui tre finestre conservano gli antichi vetri effigiati, fu ricostruito nel 1509. La facciata è di mattoni, divisa in tre campate verticali, ha il cornicione ornato dei soliti archetti e rifulge qua e là di scodelle iridate.

L'abate Luca Zanachi di Parma diede principio nel 1453 alla ricostruzione dell'annesso monastero, e fece eseguire il bellissimo chiostro adorno di elegantissimi bassorilievi di terracotta, ridotto ora a una miseranda rovina. Su un capitello si legge: Hoc opus f. f. Lucas abbas S. L. a. 1467. Sotto il portico, tracce di affreschi del 1504. Le terrecotte delle arcate poggianti su svelte colonne binate, raffiguranti lunghe teorie di graziosissimi puttini riddanti, somigliano alle più belle dei chiostri della Certosa: non sono opera di un Luca de Alemania, come pensò il Robolini, né, come altri disse, del maestro delle più antiche arcate del chiostro della Certosa, ma fanno pensare, secondo il Meyer, all'arte dell'Amadeo.

Nel 1480 l'abbazia fu data in commenda al marchese Pietro Pallavicini, che fece proseguire i lavori e costruì il chiostro grande dal nobile e grave colonnato di marmo.

Rientrando in chiesa, sull'altare che si trova presso la sacrestia intravediamo, coperto in parte da una brutta statua moderna, un buon fresco del secolo xv, rappresentante la Vergine.

Nel coro si ammira il monumento fatto erigere dal marchese Pallavicini circa l'anno 1498 alla memoria di Lanfranco Beccari. La bellissima arca di marmo bianco, sostenuta da sei snelle colonne, è il capolavoro dell'ultima maniera di G. A. Amadeo, più pura, più tranquilla, più maschia, rispondente a quel momento artistico lombardo in cui trionfa il genio severo di Bramante.

La linea del monumento, con la sua sovrapposizione di parallelepipedi, è alquanto monotona ma i bassorilievi sono, a giudizio del Meyer , i più belli e accurati che l'Amedeo abbia mai scolpiti.

Quelli della fronte del parallelepipedo maggiore rappresentano il santo seduto, in atto di respingere le proposte dei consoli ritti dinanzi a lui, il santo di ritorno a pavia dall'esilio, benedicente i fedeli, il santo in preghiera, e dietro a lui una schiera di vallombrosani; quello del fianco destro, la vestizione di un nuovo monaco; quelli della parte posteriore e del fianco sinistro, alcuni fatti miracolosi che sarebbero avvenuti dopo la morte di san Lanfranco. Dei bassorilievi del secondo parallelepipedo minore, quelli della fronte rappresentano la presentazione di Gesù al tempio, la guarigione di tre infermi; quelli della parte posteriore, la Visitazione di Maria e l'Annunciazione; quelle de lati, la Natività e l'Adorazione di Gesù.

Nelle antiche vetrate del coro sono rappresentati il regista Bernardo papiense, che tenne alto, tra il XII e il XIII secolo, l'onore della scuola giuridica di Pavia, e il beato Tesauro. Sono in corso, diretti dalla Regia Soprintendenza ai Monumenti di Lombardia, e con il concorso del parroco locale, importanti restauri, intesi a ridare alla chiesa l'aspetto primitivo. Si sono scoperte tracce di affreschi del secolo XIII, simili ad alcuni di S. Teodoro.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 23 Luglio 2024

![Chiesa di San Marino - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Chiesa%20di%20San%20Marino/Banner.jpg)

## [ Chiesa di San Marino ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/chiesa-di-san-marino)

## Chiesa di San Marino a Pavia: Un Gioiello Storico

Fu fondata nel secolo VIII da Astolfo re dei Longobardi. Chiesa benedettina fino al 1321 e poi domenicana, nel 1431 fu ceduta ai Gerolamini, che durante il secolo XVI costruzione originaria, a S. Teodoro: ora non le resta d’ antico che il campanile (secolo XII?).

Sotto la mensa dell’altare di san Sebastiano, si vede un affresco, probabilmente del secolo XIII, che rappresenta L’Ultima Cena del Signore, fiancheggiata da una mezza figura di San Bernardo.

La volta della prima cappella a destra (già Berzio, 1500) conserva la decorazione originaria.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![La Cripta di Sant'eusebio - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20Cripta%20di%20Santeusebio/Banner.jpg)

## [ La Cripta di Sant'eusebio ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-cripta-di-santeusebio)

## Guida alla Cripta di Sant'Eusebio a Pavia: Patrimonio Culturale

E’, a giudizio del Rivoira, uno dei più importanti monumenti pre lombardi.

Sappiamo da Paolo Diacono che la basilica (forse in origine ostrogota) di S. Eusebio esisteva al tempo di Rotari (636-652) ed era dedicata al culto ariano. Solo la cripta s’è salvata dalla ricostruzione eseguita nei primi anni del secolo XVIII.

E’ questa una basilichetta coperta di volte a crociera con archi apparenti (due delle quali volte a costoloni), sostenuti da pilastri parietali, e da sei fusti isolati frammentari di tufo o di marco, e da quattro fusti isolati eseguiti espressamente, i quali hanno tutte le basi sepolte, e il capitelo dalla forma di piramide tronca rovesciata. Ora, tanto sui fusti frammentari, quanto sui capitelli dei fusti eseguiti espressamente, poggiano dei barbari capitelli marmorei, recanti in ciascun angolo e su ciascuna faccia una o due ordini di foglie rosse e dure.

Crede il Rivoira che le volte di questa cripta, le volte a costoloni, siano dovute a una riedificazione seguita al terremoto del 1117, quando in Pavia furono risarcite o fabbricate molte altre chiese: ma che nella riedificazione dovettero essere usufruiti i vecchi pilastri e capitelli, testimonio della barbarie in cui era piombata la scultura, nella prima metà del secolo VII, nei paesi soggetti ai Longobardi. Secondo il Rivoira, questi capitelli sono il più antico esempio di capitello Cubico, o Pre Lombardo.

Nelle pareti della cripta si vedono tracce di affreschi (alcune teste di santi), assai posteriori ai capitelli.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![La Basilica di S. Gervasio - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/La%20Basilica%20di%20S.%20gervasio/Banner.jpg)

## [ La Basilica di S. Gervasio ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/la-basilica-di-s-gervasio)

## Basilica di S. Gervasio a Pavia: Architettura e Segreti

Il pensiero ricorre ai primi giorni del cristianesimo a Pavia. E’ tradizione che nel luogo ove sorge la basilica di S. Gervasio, san Siro primo vescovo di Pavia erigesse la prima chiesa del popolo pavese, da lui convertito alla Fede di Cristo. La chiesa fu fondata nell’ agro suburbano, in regione cimiteriale: Domande frequenti avanzi di tombe pagane scavate nei pressi di S. Gervasio ; ma presto ebbe essa stessa il suo cimitero, di cui pure ci restano gli avanzi, come l’avello di San Siro, che nomineremo più giù.

La chiesa fu rifabbricata più volte: nel secolo v, dopo l’incendio del 476 suscitato dalle schiere di Odoacre; nel secolo x, dopo l’invasione del 924 degli Ungheri, che distrussero a Pavia ben quarantatré chiese. Dal 1713 al 1718, minacciando rovina per vetustà, fu completamente trasformata: cosicchè d’antico non restano che pochi avanzi all’esterno e il campanile, che ora fiancheggia la facciata, mentre in antico fiancheggiava il coro.

All’ingresso della cappella di San Siro, la seconda a sinistra di chi entra, si vede un bassorilievo, appartenente, secondo il De Rossi, al x secolo, rappresentante san Siro senza mitra, con libro nella sinistra il pastorale nella destra; e sotto l’altare della stessa cappella si trova l’antichissimo avello di San Siro (primi anni del secolo XVIII), e nel catino del coro una riproduzione ridotta del Magenti, del Sant'ambrogio tra i santi Gervasio e Protasio del Bergognone della Certosa.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 22 Luglio 2024

![Il Collegio Castiglioni - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Collegio_Castiglioni/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Castiglioni ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-castiglioni)

## **Esplora il Collegio Castiglioni a Pavia: Un Patrimonio Storico**

La casa in via S. Martino, del prof. Luigi Brugnatelli, nella quale di vedono qua e là tracce dell’antica costruzione , è l’edificio del collegio fondato nel 1426 per ventiquattro studenti poveri dal cardinale Branda Castiglioni: da quello stesso cardinale che creò, si può dire, Castiglione d’Olona , dove narrano la sua gloria gli affreschi di Masolino da Panicale.![Collegio_castiglioni_pavia.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Collegio_castiglioni_pavia.jpg)

L’oratorio di questo collegio, affrescato per l’ordine del cardinal Branda Castiglioni juniore (1415 – 1486), nei primi anni del secolo XIX fu trasformato in portineria; e la metà superiore della cappella divenne , ed è tuttora, la camera da letto della numerosa famiglia del portinaio di casa Brugnatelli.

Nella parte inferiore è scomparsa ogni traccia di pitture; la volta e le quattro pareti della parte superiore sono ancora adorne di mirabili affreschi, che sono il più cospicuo saggio di pittura del Quattrocento che possegga Pavia, e uno dei più cospicui di pittura lombarda pre leonardesca.

Nei quattro spicchi della volta, entro corone di foglie e frutti, sono rappresentati il leone, il bue, l’aquila, l’angelo, i simboli insomma dei quattro evangelisti.

Le cordonature sono rivestite di foglie verdi e di melagrane, che spiccano bellamente sul fondo rosso cupo della volta: unico saggio quasi intatto di volta decorata nella seconda metà del Quattrocento in Lombardia.

Ma più che della volta brillante, la quale è , soprattutto, una meravigliosa opera d’arte decorativa, l’occhio dello spettatore è attratto dal grande affresco che copre la parete settentrionale rappresentante la Resurrezione. Il Redentore (forte e sereno quale piacque al gusto del Rinascimento, spregiatore d’ogni mortificante ascetismo) è uscito dal sepolcro, e poggia su un’alta rupe, con la destra in atto di benedire, col vessillo della redenzione nella sinistra; avvolto nel funebre lenzuolo, quattro guardie cadute o fuggenti per lo spavento. Sotto l'iscrizione con data (1475) di questo affresco, un’immagine del Padreterno.

Sulla parete di levante si vede , in alto, una vigorosa figura del Padreterno, sorretta da una gloria di cherubini, sotto, colli con casette, alberi, un levriere. Pochi frammenti restano degli affreschi della parete di ponente.

Questi affreschi , che furono già attribuiti al Foppa, sono di vario pregio e di varie mani: è molto probabile che alcuni di essi siano stati eseguiti da collaboratori del Foppa, che in quel tempo lavorava nel castello di Pavia. Su disegno del maestro. Proprio nel 1475 quattro pittori associati al Foppa a Pavia, B. Bemboz. Bugato, Costantino da Vaprio e Giacomo Vismara, che con lui dovevano attendere, come abbiamo detto, all’ ancona per la cappella del castello, abitavano una casa presso il collegio Castiglioni. Questi artisti furono probabilmente , ispiratore il Foppa, i decoratori di questa cappella.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Il Palazzo Mezzabarba - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Palazzo_Mezzabarba/Banner.jpg)

## [ Il Palazzo Mezzabarba ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-palazzo-mezzabarba)

## **Palazzo Mezzabarba: Il Gioiello Barocco di Pavia**

Il palazzo dei conti Mezzabarba, dalla facciata grandiosamente barocca e dall’ingresso e dall’atrio ricco di colonne, fu architettato dal pavese Giovanni Antonio Veneroni tra il 1728 e il 1730.

Dal 1875 è sede del municipio. Giovanni Angelo Borroni cremonese adornò le pareti del salone (oggi sala del Consiglio) con le favole di Diana e con varie figure mitologiche e chiaroscuro, e la volta con la Virtù trionfante del Vizio. Nella stessa sala si ammira un quadro di Girolamo Induno, Villa Glori. Le altre sale del primo piano e alcune del secondo hanno le pareti o le volte decorate di stucchi , di dorature di prospettive, di affreschi mitologici o di genere, i migliori dei quali furono eseguiti da P Antonio Magatti varesino e da Francesco Bianchi milanese che per queste opere mi paiono degni di essere considerati degli ingegnosi decoratori del Settecento.

A fianco del palazzo il Veneroni eresse un oratorio, dedicato ai santi Quirico e Giulitta, che fu aperto nel 1734. Non vi son più quadri del Sassi e del Malagatti; vi restano due affreschi del Magatti sulle pareti: san Giovanni Battista che appare a san Carlo Borromeo, e l'Immacolata Concezione; un affresco del Bianchi sulla volta, rappresentate i santi titolari.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![L’ Ospedale San Matteo - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Ospedale_san_Matteo/Banner.jpg)

## [ L’ Ospedale San Matteo ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/l-ospedale-san-matteo)

## **Ospedale San Matteo Pavia: Punto di Riferimento per la Salute**

L’ardente predicazione del padre Domenico di Catalogna in favore dei poveri infermi (1449) fruttò la fondazione dell’Ospedale Maggiore, detto di S. Matteo, che fu inaugurato il 25 giugno 1456 ed ebbe il più largo incremento nel 1471 per un munificentissimo legato della famiglia Beccaria. Il Magenta ci fa sapere che i pavesi avevano mandato una deputazione a Firenze per avere il disegno dell’ ospedale di quella città. Fu tutto rifabbricato a partire dal 1787; e non conserva d’antico che il secondo cortile dal portico ad archi di tutto sesto, con fregio di terracotta. Dal 1774 al 1783 aveva dato consigli circa i lavori di ricostruzione Giuseppe Piermarini.

Sulla facciata di vede murata una patetica e drammatica Pietà, o Cristo sull’orlo del sepolcro, bassorilievo che il Malaguzzi iscrive all’arte dei Mantegazza, maestri e compagni di lavoro all'Amedeo giovine.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Il Collegio Borromeo - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Collegio_Borromeo/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Borromeo ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-borromeo)

## **Storia e Cultura del Collegio Borromeo a Pavia**

Nel 1559, Carlo Borromeo ricevette la laurea dottorale a Pavia, e concepì l’idea di erigere un collegio per facilitare lo studio ai giovani di scarsi mezzi di fortuna. Della erezione incaricò l’architetto Pellegrino Pellegrini, che gli scrisse “ L’ opera tornerà magnifica, bella e ben composta”; e riuscì infatti uno dei più grandiosi edifici che vanti Pavia, e il più splendido monumento della munificenza del Borromeo. Lo ricorda il Manzoni nel cap. XXII dei Promessi Sposi.

La prima pietra fu collocata dal vescovo di Pavia Ippolito Rossi il 19 giugno 1564. Per governo del collegio, affidato prima ai Somaschi, poi agli Oblati, aveva cominciato già san Carlo a dare qualche regola; ma le costituzioni definitive furono date dal Cardinal Federigo Borromeo.

La parte migliore dell'edificio è l’ampio cortile interno, cinto di portici, in loro semplicità eleganti, a doppio ordine di colonne. Un elegante cancello di ferro battuto chiude il giardino. La facciata del palazzo è grandiosa; ma sovraccarica d’ornamenti comincia a risentire del gusto barocco. Quanto durasse la fabbrica non è ben noto. Sappiamo che l’ 1 febbraio 1578 il fondatore interpellava i nunzi di Francia, Spagna,Germania per conoscere l’indirizzo di collegi consimili, e per avere una copia dei loro regolamenti. Nel 1580 vi erano gia ventiquattro alunni, tra cui Federigo Borromeo. A compiere l’ edifizio mancava parte del lato meridionale: onde nel 1818 fu indegnamente demolita la vetusta basilica di S. Giovanni in Borgo ( la cui facciata somigliava a quelle di S. Michele e S. Pietro in Ciel D’Oro); e il palazzo fu compiuto nel 1820, come rilevo dai disegni dell’ arch. Giuseppe Pollack, che si conservano nella Biblioteca Universitaria.

Ora, saliti gli ampi scaloni alla loggia superiore, entriamo nella vasta sala. Già compiuta nel 1583, adorna di vivaci affreschi , illustranti, per volere di Federigo, le principali gesta del fondatore del collegio. Pochi cenni su questi affreschi, da noi descritti altrove. Essi furono eseguiti da Cesare Nebbia D’ Orvieto e da Federico Zuccari di S. Angelo in Vado: al primo spetta tutta la dipintura della volta , di magnifico effetto decorativo, e il gran quadro della parete minore, che ritrae la peste di Milano; al secondo il quadro dell’altra parete minore. Coloritore più vivace il Nebbia, più corretto disegnatore lo Zuccari; tutti e due grandissimi compositori. Il Nebbia , invitato da Federigo Borromeo, che lo aveva conosciuto a Roma, venne a iniziare i lavori nell’ aprile del 1603, e il 3 luglio 1604 ebbe il saldo di tutta la decorazione della volta, la quale, oltre che di motivi decorativi e di figure allegoriche, è adorna di cinque quadri, rappresentanti la traslazione fatta da San Carlo di reliquie di santi, la visita di San Carlo al santuario di Varallo, la fondazione di alcuni collegi istituiti dal santo, l’accoglienza fatta a san Carlo dai duchi di Savoja, le esequie del santo. Avendo il Nebbia chiesto al cardinale il permesso di interrompere il lavoro per tornare in patria, il cardinale si rivolse allo Zuccari, il cui nome, dopo il marzo 1604, appare nei registri del Collegio sempre unito a quello del Nebbia per i dipinti nel salone. Mentre il Nebbia lavorava all’affresco rappresentante la peste di San Carlo, lo Zuccari dava opera al quadro di riscontro, rappresentante l'imposizione del cappello cardinalizio a san Carlo e i due quadri furono finiti nell’ottobre 1604. Il quadro dello Zuccari è dunque una delle ultime opere di quel ferocissimo e ancor vigoroso ingegno (1609). Disgraziatamente rimasero ignude le pareti maggiori.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 27 Maggio 2024

![Basilica San Pietro in Ciel D’oro - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Storici/Basilica_S._Pietro_in_Ciel_Doro/Banner.jpg)

## [ Basilica San Pietro in Ciel D’oro ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici/basilica-san-pietro-in-ciel-doro)

## Scopri i Segreti della Basilica San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia

Sorse al principio del secolo VII: la troviamo menzionata per la prima volta in Paolo Diacono sotto l’anno 604. Liutprando fece poi innalzare, non possiamo in che anno, il monastero benedettino, e trasferire nella basilica le ossa di sant’Agostino. Questo fatto attirò su tutto il mondo cattolico. Carlo Magno provvide (774) all’istituzione di scuole presso questa basilica. La quale va superba del ricordo di Dante (Par., x, 128), del Boccaccio (Dec., x,9), del Petrarca (Sen., v, I), che la chiama devoto e pietoso consorzio di uomini grandi, perché vi furono sepolti, a non dir d’altri, Agostino, Severino Boezio e re Liutprando. Fu ricostruita, secondo il Rivoira, negli anni che corsero tra il terremoto del 1117 e la riconsacrazione della chiesa per opera di Innocenzo II (1132). La volta fu rifatta nel 1487 da Giacomo da Candia.

Dopo il S. Michele, non presenta nuovi elementi, se ne toglie forse l’uso delle colonnine avvicendate con piedritti e contrafforti, uso che si riscontra già nel Duomo di Modena. Di S.Michele, dice il Venturi, S. Pietro in Ciel D’Oro “sviluppa il tipo, con le volte più leggere, a croce allungata rettangolare, nella nave mediana, sopra i pilastri a fascio bene sviluppati, e senza la cupa ornamentazione dell’altra chiesa”. Non mancano, del resto, al S. Pietro fantastiche decorazioni, simili a quelle di S. Michele. La costruzione è in cotto: la sola porta e le parti ornamentali sono di arenaria. Molte scodelle di terracotta policroma e iridata fanno scintillare di riflessi metallici la facciata, alquanto asimmetrica. Bellissima l’ampia cripta spartita in cinque navi da ventiquattro colonne. Pittoresche all’esterno le tre absidi che terminano le tre navate. I restauri di questa chiesa, compiuti dal 1875 al 1899, furono diretti dall’architetto pavese Angelo Savoldi.

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Insigne è questa basilica anche per le comparazioni religiose che vi fiorirono attorno, semenzajo di teologi, di predicatori, di professori, di miniatori. Alla destra del tempio sorgeva il convento degli Agostiniani (qui stabiliti dal 1327), dove visse Jacopo Bossolaro , il fiero Savonarola di Pavia; alla sinistra il convento dei Lateranensi (1509) ove meditò Ambrogio Teseo degli Albonesi, primo a diffondere in Europa la conoscenza delle lingue orientali. Il convento Lateranense fu ricostruito al principio del secolo XVIII; e il maestoso edificio ora serve all’autorità militare.

Rientriamo in chiesa. Disgraziatamente poco resta delle preziose pitture che la adornavano in antico: nulla del pittore che vi operò verso la fine del Trecento, Michelino da Besozzo o da Pavia, che poi sull’inizio del secolo XV fu celebrato su ogni altro, anche fuori di Lombardia. La Madonna sul trono del Bergognone è oggi insigne ornamento della Pinacoteca Ambrosiana a Milano. Nell’ interno della facciata, a sinistra, notiamo alcune graziose immagini affrescate di santi, che il Malaguzzi attribuisce al pavese Bernardino de’ Rossi. Ma queste pitture, nota il Majocchi, sono del 1525 circa, Bernardino morì nel 1515; si potranno dunque della sua scuola, forse di suo figlio Giovanni Agostino, o di Andrea Marliani. Nella prima campata della nave minore di sinistra si vede una libera imitazione della foppesca Resurrezione del Collegio Castiglioni, che a suo luogo descriveremo.

Nel grande pilone, a destra della cripta, è da notare il sepolcro di re Liutprando,con antica iscrizione metrica latina.

Interessante la cosiddetta Sagrestia Nuova, tornata ai religiosi nel 1920, con volta a vele, dipinta alla fine del secolo XVI, e con un capitello, l’ultimo a sinistra, datato 1561.

L’abside adorna di pitture moderne del Loverini e del Bernardi.

Qui sfoggia l’eburneo candore de’ suoi marmi l’Arca di Sant’ Agostino, il più splendido lavoro dei maestri campionesi che sentirono l’azione di Balduccio da Pisa. Fu lavorata dal 1360 al 1380. Attribuita dal Vasari ad Agostino e Agnolo senesi, dal Cicognara ai Dalle Masegne, dal Sacchi e dal Merzario a Bonino da Campione, dal Calvi e a Matteo da Campione, dal Perkins a Bonino e a Matteo da Campione, dal Majocchi a Balduccio stesso, dev’essere opera di campionesi che vollero imitare l’arca di San Pietro martire in S. Eustorgio di Milano, scolpita da Balduccio, ma, con la loro tecnica troppo lisciata, riuscirono meno sicuri nello scolpire tutto tondo, mentre gareggiarono col maestro nei bassorilievi.

L’arca (che descriviamo seguendo il Venturo) ha pianta rettangolare, tre piani, basamento, tempietto per la salma, cimasa. Il basamento è spartito in riquadri, dove sono figurate a coppie apostoli e santi, da pilastrini, sui quali si addossano le virtù conventuali. Sulla cornice del basamento è la data (1362). Su questo zoccolo giace la statua del santo, entro un tempietto sostenuto da pilastri quadrati, quattro per ogni fascia maggiore, sui quali si volgono ornate arcate: la figura del santo in pontificali paludamenti è attorniata da angeli che sollevano la coltre mortuaria: sopra ogni lato del pilo quadrato s'appoggia santi a tutto tondo, e sui capitelli d’ogni pilastro si assidano altri santi.La volta del tempietto è adorna, nel mezzo, della figura dell’ Eterno e, negli spazi tra i costoloni, da arcangeli, profeti e santi. La cimasa ha un grande fascia o fregio diviso da pilastri in tanti campi figurali con altre statuette di beati sul davanti: in quei campi le storie di sant’ Agostino, che ascolta la predica di Sant’Ambrogio vescovo, o s’inginocchia ai piedi di san Simpliciano, o sogna nel proprio giardino la sua celeste vocazione, o indossa la veste del neofito impostargli da Sant’Ambrogio. Nell’altra faccia maggiore, i funebri di santa Monica,l’ istituzione dell’ordine agostiniano, i grandi effetti dell’opera sacerdotale d’Agostino. Nelle facce minori, a sinistra la predicazione del santo; a destra il trasporto delle sue reliquie dalla Sardegna a Pavia. Nei timpani triangolari del fastigio dell’arca continua il racconto dei fatti della vita di sant’ Agostino: libera un prigioniero, l’accompagna alla sua casa, libera un ossesso, converte un eretico, persuade un altro eretico dai piedi artigliati, muore, guarisce molti storpi, guarisce la gamba del cavaliere d’Ippona; il pellegrinaggio alla sua tomba, la visita d’un papa alla tomba di sant’ Agostino a S. Pietro in Ciel D’Oro. Tra timpano e timpano otto statuette rappresentano i cori angelici, secondo il disegno di Dionigi Areopagita. Mancano i serafini, perché rappresentati intorno al Padre Eterno, come nell’arca di S. Eustorgio.

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Nella cripta, in elegante sarcofago di stile bizantino-ravennate del secolo VI, riposano le ossa di Severino Boezio, qui riportate solennemente, in omaggio a Dante, nell’ aprile 1923, dalla Cattedrale, ove si trovano dal 1799.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Storici](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-storici)

Pubblicato: 10 Maggio 2024

![Il Collegio Ghislieri - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_collegio_Ghislieri/Banner.jpg)

## [ Il Collegio Ghislieri ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-collegio-ghislieri)

## Esplora la Storia del Collegio Ghislieri a Pavia

Il pontefice Pio V, della famiglia Ghislieri, con bolla del 10 gennaio 1569, istituì questo collegio per i “giovani d’ingegno, virtuosi e timorati di Dio”, che per mancanza di mezzi non potessero frequentare gli studi universitari. La prima pietra per la fabbrica del collegio fu posta il 15 luglio 1571. Il collegio è famoso per la rappresentazione della scapestrata vita dei collegiali del Settecento da Carlo Goldoni nei capitoli V-XIV delle Memorie.

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Il palazzo è maestoso, ma disadorno all’esterno. Vi si accede per una bella gradinata, che mette in un atrio, fiancheggiato da statue simboliche, da cui passa in un ampio cortile quadrato, grandiosamente barocco.

All’ ingresso della scala principale , una vigorosa statua di Pio V, opera del milanese Carlo Francesco Melone (1655).

Nell’ oratorio dedicato a san Girolamo, di questo collegio, si conservano, con due statue allegoriche, alcuni quadri notevoli. La pala dell’altare, la nascita di Cristo con san Girolamo e Pio V, è opera del Moncalvo. Di Luigi Scaramuccia, perugino (1616 – 1680), sono tre dei quadri: un incendio estinto con l’immagine di Pio V, Pio V che bacia il Crocifisso e Pio V ringraziante il Crocifisso per la vittoria di Lepanto. Il quadrone rappresentante questa gran vittoria, che fu la massima gloria del pontificato di quel papa, è opera di Giovan Battista del Sole, milanese (1614-1719). Giovanni Peruzzini d’Ancona dipinse nel 1673, a ventinove anni, san Pio V che libera un’ossessa. Nella sala del consiglio d’amministrazione si vede un ritratto d’ ignoto cinquecentista del cardinal Branda Castiglioni, e un ritratto di Pio V di Scipione Pulzone di Gaeta.

Nel collegio si conserva anche l’urna d’argento (1713) ove sono riposte le reliquie di Pio V.

Nella piazza che si apre dinanzi al collegio , sorge la statua di bronzo di Pio V, opera datata e firmata dello scultore Francesco Nuvoloni di Riva S. Vitale nel Canton Ticino (1692) e del fondatore romano Francesco Ferreri.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il cimitero - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Cimitero/Banner.jpg)

## [ Cimitero Monumentale ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/cimitero-monumentale)

## Il Cimitero Monumentale di Pavia: Storia e Memoria nel Cuore della Città

Il cimitero di Pavia, il più bello ed elegante della regione dopo quello di Milano, si cominciò a fabbricare nel 1880, su disegno degli architetti pavesi Vincenzo Monti e Angelo Savoldi.

L'edificio principale, destinato al Famedio, sormontato da un'elegante tiburio e ricco di guglie, ha un frontone cuspidale, sul cui vertice poggia una statua del milanese Filippo Biganzoli, la Pietà pei Defunti. Nell’interno, dipinto dal milanese Ambrogio Comolli, sono ricordati i nomi degli uomini pavesi e non pavesi, che hanno onorato a Pavia la milizia, la chiesa, il governo, gli studi, le arti, la beneficenza. Il famedio fu inaugurato il 31 ottobre 1897. E’ sperabile che a tanti nomi, non tutti illustri, altri presto se ne aggiungano di grandi uomini pavesi quasi obbligati a Pavia: nomino, per esempio, Cherubino Cornienti e Tranquillo Cremona, pittori che onorano, massime il secondo, non Pavia sola, ma Italia tutta, e quel conoscitore di ogni segreto della natura che fu Paolo Gorini.

![cimitero.JPG](https://spendiamo-a-pavia.it/images/cimitero.JPG)

I porticati del cimitero contengono cappelle affrescate dai pittori pavesi, o vissuti o viventi a Pavia, A. Savoja, C. Sara, P. Buzio, P. Michis, E. Acerbi, A. Oberto, R. Borgognoni, A: Villa, e da altri, e monumenti di artisti pavesi, o viventi a Pavia, e milanesi, tra i quali E. Cassi, L. Secchi e G. Kienerk.

L’opera migliore di scultura è il monumento Bozzi (1844) di Vincenzo Vela; una delle prime opere notevoli del grande scultore, a cui biografi è rimasta ignorata.

Il Tenca ne scriveva nel 1846, salutando nel Vela il capo della scuola che voleva dare alla scultura gli effetti del colorito: “ E ci ricorda d’ un monumento sepolcrale, che il V. inviava non ha guari a Pavia, in cui il giovane scultore affronta arditamente il costume contemporaneo e perfino il barocco cappello moderno, rappresentando un marito in atto pregare sulla tomba della moglie, ch’egli guarda a capo chino e con l’ occhio inumidito da una lagrima. Due (sono tre veramente) gli stanno accosto, e la più piccina gioca inconscia d’ogni sventura mentre (un’altra prega) la più grandicella compone il viso ad una mestizia, che non è ancora dolore, ma un melanconico presentimento di qualche cosa di tristo ch’ella non sa spiegare.”

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

![Il broletto - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Turismo/Monumenti_Civili/Il_Broletto/Banner.jpg)

## [ Il Broletto ](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili/il-broletto)

## Il Broletto: Patrimonio Storico e Culturale di Pavia

Fu per quasi un millennio il cuore di Pavia. Addossato com'è la Cattedrale, ci fa vedere la curia vescovile soppiantata dalla curia popolare, e illumina le origini del Comune. Il palazzo vescovile, corrispondente ai lati levante e settentrione verso il cortile ospitava nel 1175 Federico Barbarossa, che dava udienza ai rappresentanti della lega lombarda. Gli affari pubblici si trattavano nella curia vescovile. Ma scemando l’autorità civile, nel 1198 i consoli del Comune si impadronirono del palazzo, che si trasformò in comunale. Una lapide (oggi nel civico museo) trovata nel Broletto e illustrata dal Brambilla ci tramanda i nomi dei Pavesi che effettuarono la trasformazione: Boggiano del Gargano, un Beccaria, Gualfredo Torricella, Bernardo de Granvillano, Alberico Torti, Monte Mario de’ Porci, Guglielmo Pietra e Beltramo Cristiani.

Questo Palazzo civico nuovo è, secondo il Pavesi, l’ala di mezzogiorno verso Cavagneria, ovvero il loggiato cinquecentesco del Collegio de Notaj. Nel 1236 il vescovo Rodobaldo Cipolla vendette alla repubblica la parte del palazzo che gli restava, costruendo per sé una piccola casa, che il vescovo Ippolito Rossi (1560-1591) abbandonò, sostituendola con l’odierno vescovado. Al 1236 deve probabilmente risalire il principio d’un restauro generale dell'edificio.

![Broletto_-_Pavia.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Broletto_-_Pavia.jpg)

Il palazzo civico era la sede del podestà, o rettore, nominato dai savii o consoli;il luogo di riunione dei Centro e dei Mille, che si radunavano per trattare gli affari più lievi, e del popolo raccolto ad referendum. Nel 1359 la piazza che si estende a tramontana del Broletto, e che con i portici, l’antica fisionomia, meritò l’appellativo di Grande, dopo che furono abbattute le case dei Beccaria.

Nel 1563 fu riadattata la facciata del palazzo verso piazza Grande e fornita di logge; nel 1564 alla vecchia scala di legno si sostituiva la scala nuova, con gradini di sarizzo, per accedere al salone del Consiglio, e si alzava un secondo piano. Dal 1688 l’ala del palazzo verso Cavagneria fu trasformata in prigione, e tale restò fino al 1873; mentre l’altra rimase adibita, sino al 1875, quale palazzo municipale.

Qua e là si vedono vari affreschi. Ad Antonio Meda (1394) Il Moiraghi attribuisce due teste, una di re, dipinte in una sala, oggi corridoio, del Broletto. Ma queste teste non possono appartenere a un trecentista.

*Fonte: Pavia e i suoi monumenti*

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Scritto da Operations

Categoria: [Monumenti Civili](https://spendiamo-a-pavia.it/monumenti-pavia-e-provincia/monumenti-civili)

Pubblicato: 10 Aprile 2024

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