Lavoro agricolo, Pavia invecchia: crollano i giovani, crescono gli over 55
Negli ultimi dieci anni gli operai agricoli under 35 sono diminuiti di oltre un terzo, mentre gli over 55 continuano ad aumentare, segnalando un profondo cambio generazionale nel settore.

Aumentano sia i lavoratori sia la loro età anagrafica nel comparto agricolo lombardo: negli ultimi dieci anni gli operai con più di 55 anni sono cresciuti del 71%, mentre la presenza dei 25-34enni è salita solo del 10%. Una dinamica influenzata da vari elementi che, però, smentisce l’idea di un grande ritorno dei giovani nei campi, almeno per quanto riguarda il lavoro dipendente. I dati aggiornati dell’Osservatorio Inps sui lavoratori agricoli mostrano, anzi, che in alcune aree della regione il numero di dipendenti giovani è sceso sensibilmente rispetto al 2015.
Il quadro territoriale
Nel caso della provincia di Pavia, la fascia tra i 25 e i 34 anni ha registrato un brusco calo del 34%, mentre nell’area milanese la diminuzione si attesta al 23%. All’opposto, Lecco spicca per la crescita più consistente degli under 35 (+70% in dieci anni, pur con numeri assoluti contenuti), seguita da Sondrio (+35%) e Bergamo (+33%).
Sul versante opposto, l’aumento degli over 55 è marcato ovunque: nella Bergamasca gli addetti sono più che raddoppiati (+124%), così come nel Comasco (+127%) e nel Varesotto e Lecchese (+112%). Le province storicamente agricole – Brescia, Mantova, Cremona e Pavia – confermano questa tendenza verso un invecchiamento generalizzato della forza lavoro.
Il fenomeno riguarda anche i lavoratori stranieri: gli over 65 sono passati da 45 a 395 unità, mentre i 55-59enni sono aumentati da 685 a 1.629 in dieci anni.
Anche le donne seguono lo stesso andamento: se nel 2015 erano più presenti nella fascia 35-44 anni, oggi il segmento over 55 registra aumenti significativi, con le 55-59enni quasi raddoppiate (da 737 a 1.220).
Le cause del cambiamento
Tra i principali motivi citati dagli esperti c’è la riduzione del numero di aziende agricole, sempre più grandi e tecnologicamente avanzate. Di conseguenza, chi in passato era titolare oggi può ritrovarsi a lavorare come dipendente in realtà più strutturate. Parallelamente, i giovani si avvicinano al settore più come potenziali imprenditori che come operai.
A ciò si aggiunge che molti lavoratori espulsi dall’industria negli anni più delicati delle crisi economiche trovano nell’agricoltura una possibile ricollocazione. Una riconversione che riguarda soprattutto chi ha superato i 50 anni, mentre i più giovani tendono a preferire altri percorsi professionali.
Infine, la crescente diversificazione delle attività agricole – come l’espansione degli agriturismi – ha attratto un numero maggiore di lavoratrici non più giovanissime, ampliando ulteriormente la fascia di età medio-alta.
M.F.

