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title: 'Rissa delle Palme e Duello alla Vernavola - Spendiamo a Pavia'
description: "LA RISSA PER LE STRADE NELLA DOMENICA DELLE PALME E IL DUELLO ALLA VERNAVOLA ticinum pavia battaglia sangue carlo magno strada nuova Carlo il Grosso Lungo Ticino Sforza nebbia regno di Alboino e Liutprando  Via Cardano e via Dei Liguribosco della Vernavola sta sbocciando colori papia re\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n"
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LA RISSA PER LE STRADE NELLA DOMENICA DELLE PALME E IL DUELLO ALLA VERNAVOLA

![guerre_daciche-14.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/guerre_daciche-14.jpeg)

I pavesi che oggi passeggiano per le loro strade , gustandosi il centro storico, fermandosi a prendere un caffè al Demetrio di Strada Nuova , o facendo jogging alla Domenica mattina aul Lungo Ticino Sforza sono conosciuti attualmente per *la loro indole tranquilla e persino un po' chiusa* , riflettendo forse nel loro carattere odierno la nebbia che tutto avvolge e ovatta talvolta la città.

*Ma non sempre è stato così*

Ne sa qualcosa *Carlo il Grosso, discendente diretto di Carlo Magno*, fresco re dei Franchi, quando nel 886 deve precipitosamente tornare a Pavia (Oramai la si chiamerà così, e non più Ticinum) dal Castello di Corteolona, dove soggiorna, per una rissa fra i cittadini e soldati. Anzi, più che una rissa è una vera e propria rivolta quella che scoppia fra pavesi e truppe imperiali la domenica della Palme di quell’anno.

![Carlo_il_Grosso.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Carlo_il_Grosso.jpeg)

Ma bisogna fare un passo indietro di qualche decennio per capire perché i Franchi si trovino in città. *Pavia cade nelle mani di Carlo Magno ai primi di giugno del 774*, dopo un lungo assedio. Durante il quale aveva avuto anche il tempo di costruire la Chiesa di Santa Sofia, ancora oggi visibile, nell’attuale frazione di Torre D’Isola. Il re franco , dopo aver sottomesso i duchi longobardi,di fatto, pone fine al loro dominio.

Quello che la notte dell’800 verrà poi incoronato imperatore a Roma, tornerà a Pavia altre sei volte, e solo per ragioni politico-militari. *La città , sotto la dominazione carolingia, perde la centralità che invece aveva avuto durante il regno di Alboino e Liutprando.*

![carlomagno_820.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/carlomagno_820.jpeg)

Carlo i Grosso è a Corteolona, dunque, quando si accende la zuffa fra i cittadini e soldati imperiali. Questi ultimi forse usciti da una delle tante taverne che si trovano fra l’attuale zona di Via Cardano e via Dei Liguri, dove ancora, prima dell’anno Mille, *la città mantiene l’impronta delle insulae dell’antica Ticinum, con quelli che oggi chiameremmo locali e pub, attaccano briga con alcuni pavesi.*

*Ben presto il confronto si tramuta in una vera e propria rivolta contro la soldataglia franza*. Ma, giusto per non smentire quello che sarà un’abitudine tutta italica, gli stessi pavesi si dividono fra chi sta con l’imperatore e chi contro. Scorre sangue, e tanto. Dai vicoli che si insinuano fra quello che resta dei vecchi palazzi, le fazioni si spostano nel foro, cioè l’attuale piazza della Vittoria, e sulle strade principali, *il cardo e il decumano (strada nuova e corso cavour.)*

*Gruppi armati dell’una e dell’altra fazione non si risparmiano colpi mortali*. Alla fine i soldati (e i pavesi loro “fiancheggiatori”) fuggono verso Corteolona. L’obiettivo è chiedere l’appoggio del re-imperatore. Che non tarda ad arrivare. L’ordine viene ristabilito in poche ore, secondo la consuetudine del tempo: passando per le armi dei rivoltosi.Normale routine per Carlo il Grosso, dopo aver trascorso la Pasqua in città riparte il giorno dopo per un ben più grave problema: l’incursione dei Normanni a nord del regno.

Gia due giorni dopo l’ex foro romano, che solo qualche ora prima aveva visto cadaveri sventrati dai colpi di spada dell’una e dell’altra fazione, riprende con i suoi commerci.

*Secondo lo storico Donald Bullough, proprio in questa piazza di Pavia ci sono i maggiori scambi, con un mercato pressoché regolare.*

La città comunque , non conosce un nuovo periodo di splendore. Qualche anno più tardi, e qualche regnante dopo, la storia ricorda un altro fatto di sangue. Bisogna spostarsi di nuovo fuori dall’attuale centro storico, e tornare alla Vernavola, polmone verde che ha resistito nei secoli alla cementificazione della città, per quanto oggi sia sfregiato dal passaggio della tangenziale Nord.

Proprio qui *Guido da Spoleto*, che dopo il crollo dell’impero carolingio vivrà un breve periodo nientemeno che da re d’Italia e imperatore nei convulsi anni attorno alla fine dell’800, appresta le difese per difendere la città dall’ennesima aggressione di Arnolfo, condottiero che si dichiara di origini longobarde e che forse rivendica diritti su queste terre. Fatto sta che anziché presentarsi di persona in testa alle truppe, affida l’impresa al figlio, *Zventibaldo.*

![04-Guido-da-Spoleto.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/04-Guido-da-Spoleto.jpeg)

*E’ la primavera dell’893 e il bosco della Vernavola sta sbocciando con i suoi mille colori, proprio come avviene oggi.*

Al posto dello scontro fra due eserciti, si sfidano il figlio Arnolfo e tale Ubaldo che si stacca dalla chiesa italica brandendo una spada. Zventibaldo, lo irride, fa evoluzioni con il suo cavallo, ma Ubaldo va dritto al sodo. O meglio, al cuore, con un colpo di lancia che lo uccide sul colpo. Scende da cavallo, spoglia il cadavere dell’avversario e lo getta proprio sul greto del torrente che ancora oggi scorre placido, tornando trionfante dai suoi.

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Scritto da Dev1

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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