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## [ La tragedia di Borgo Calvenzano ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-tragedia-di-borgo-calvenzano)

LA TRAGEDIA DI BORGO CALVENZANO

La passeggiata nella storia continua uscendo del centro storico, in direzione del Naviglio. Proprio di fronte c’è una lunga strada trafficata,viale Bligny, con un ampio porticato sul marciapiede, dove oggi ci sono trattorie tipiche, birrerie, pizzerie. Ma oltre un millennio e mezzo fa, in una torre che probabilmente sorgeva proprio qui, terminava la parabola del nobile intellettuale romano che nel 522 aveva accettato con entusiasmo di prestare i suoi servizi al re dei Goti.

Severino Boezio è colto, intelligente, ma forse poco avvezzo agli intrighi di corte.

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In poco tempo raggiunge l’incarico di magister officiorum, una delle massime responsabilità di governo del regno goto. La nomina non giunge inattesa. Ma i nobili barbari non lo vedono di buon occhio, e sin da subito dubitano della lealtà di questo nobile romano nei riguardi di Teodorico.

Ennodio, vescovo della città, scrittore latino soprattutto “ideologo” della potenza ostrogota, rema subito contro. Boezio è bersaglio di un epigramma velenoso, in cui viene accusato di scarsa capacità decisionale, e soprattutto di una certa rilassatezza di costumi.

Nel 523 cade in disgrazia e , sospettato di tradimento, viene imprigionato.

E’ ancora una volta Mino Milani a raccontare qualcosa in più sul luogo in cui Boezio viene tenuto prigioniero. Dopo polemiche e discussioni, è stato riconosciuto in quell’Agro Calvenzano a est dell’antica Ticinum, dove ancora oggi c’è Borgo Calvenzano. Laddove si crede che ci fosse una torre, crollata o demolita nel 1584. L’edificio, comunque, passa alla storia come “Torre di Boezio” o anche “Torre fraudolenta” proprio per ricordare l’intrigo di cui il pensatore latino è vittima.

Le accuse che gli sono rivolte sono infatti false. Il diritto, a cui Teodorico di regola si appella durante il suo regno nei casi di amministrazione della giustizia, in questo caso specifico non viene applicato. Al filosofo è negata addirittura la possibilità di difendersi.

Viene messo a morte , non si saprà mai se per un atto arbitrario, una congiura dai notabili di palazzo, o addirittura per rappresaglia dello stesso re.

Ma il comportamento di Teodorico non è del tutto inspiegabile. Durante la sua prigionia nella torre di quello che oggi è Borgo Calvenzano, Boezio scrive qualcosa che può aver irritato, se non addirittura fatto decidere per la sua morte, il re dei Goti. E’ il trattato “La consolazione della filosofia”, un libretto in cui appunto Boezio, nelle lunghe ore di solitudine e disperazione, sta lavorando. Non è nulla di compromettente, si tratta di considerazioni arricchite da componimento poetici che in nulla può suscitare lo sdegno del monarca. Anzi Boezio è ancora speranzoso di poter dimostrare la propria innocenza. Ma proprio durante la stesura del manoscritto viene a sapere che il Senato, di cui faceva parte, ha ratificato la sua condanna a morte.

Sdegnato, aggiunge allora al trattato alcune pagine di fuoco contro Teodorico.

![unnamed.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/unnamed.jpeg)

Pagine che trasformano quel trattatello filosofico nelle pagine di un vero e proprio pamphlet di rivolta dello spirito contro le barbarie. Ma questo segna anche la sua definitiva condanna, semmai Teodorico avesse voluto cambiare idea

Copie del libro escono dal carcere e circolano, seppure solo a Ticinum e finiscono infatti nelle mani del sovrano che ne decreta la morte. Il supplizio è atroce. Il boia gli stringe attorno alla fronte una fune che viene lentamente attorcigliata fino a quando gli occhi non gli schizzano fuori dalle orbite. Poi viene finito a percosse. Le urla del filoso e magister officiorum invadono Borgo Calvenzano.

Se ci si lascia spalle la tragica fine del consigliere caduto in disgrazia e si ritorna in centro si ritrovano altri tasselli della storia di Boezio che infatti, non finisce con la sua morte. Bisogna dirigersi in quella che ancora oggi è considerata una delle basiliche più belle e conosciute di Pavia:San Pietro in Ciel d’Oro.

I resti del filosofo riposano ancora oggi nella cripta della chiesa. E ancora oggi è ricordato come martire.

Un’ultima annotazione curiosa sul presonagggio. Si torna ai nostri giorni. E precisamente al 3 novembre del 1984. Papa Giovanni Paolo II. In visita a Pavia, ricorda la figura di San Severino Boezio, come quella di grande filosofo e martire del Medioevo Il pontefice, però, commette un errore: Boezio non è mai stato santificato. Questo perché, come ricorda lo scrittore Mino Milani citando l’episodio, Boezio non viene incarcerato e ucciso per motivi religiosi, ma esclusivamente politici.

Il regno goto durerà comunque ancora una trentina d’anni. Morto il sogno Teodorico, e con lui il progetto di rendere duraturo il regno dei Goti, si andrà avanti fra una guerra e l’altra fino al 551, quando l’imperatore Giustiniano decide di recuperare la centralità del suo dominio sottomettendo le popolazioni barbariche del nord.

Nel 552 l’ultimo re goto, Teia, viene sconfitto e ucciso durante uno scontro contro le truppe imperiali ai piedi del Vesuvio. I Goti riprendono, rassegnati, la via delle Alpi ed escono definitivamente dalla storia d’Italia e di Ticinum.

Ma altri barbari stanno prendendo il loro posto a Ticinum, dove lasceranno tracce indelebili: I Longobardi.

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Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 01 Aprile 2024

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![La preistoria dentro le mura - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/Lo_sapave_che/La_preistoria_dentro_le_mura/Banner.jpg)

## [ La preistoria dentro le mura ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-preistoria-dentro-le-mura)

È ancora Mino Milani, lo storico pavese per eccellenza dei nostri giorni, a fornire un piccolo indizio, nella sua “Storia avventurosa di Pavia”. Milani cita a sua volta un altro storico pavese per eccellenza: Opicino de’ Canistris, vissuto nel XII secolo e fra i primi a scrivere una storia completa della città intitolata “Libro delle lodi della città di Pavia”.

I due storici rincorrono le origini della Città e le trovano in una leggenda affascinante.

Si racconta, infatti, che il fondatore di Pavia sia stato Jafer, uno dei figli di Noè. Altri sostengono che abbia origini divine: creata da Pico, figlio del Dio Saturno.E’ una leggenda, appunto, che conferisce alle origini di Pavia un’aura di mistero.

E nemmeno sul primo insediamento di capanne ci sono certezze. L’ipotesi più accreditata è quella di un primo villaggio a ridosso di una zona in cui il fiume è facilmente attraversabile, probabilmente nella congiuntura tra la pista che risaliva la sinistra del Po e quella che conferisce alle origini di Pavia un’aura di mistero.

E nemmeno sul primo insediamento di capanne ci sono certezze. L’ipotesi più accreditata è quella di un primo villaggio a ridosso di una zona in cui il fiume è facilmente attraversabile, probabilmente nella congiuntura tra la pista che risaliva la sinistra del Po e quella che discendeva la sinistra del Ticino. Ancora un’altra ipotesi racconta che i villaggi fossero due: uno proprio a ridosso del fiume, la zona del Demetrio, e l’altro poco più su, nell’odierna piazza XXIV Maggio,in stretto dialogo fra loro.

Piazza XXIV Maggio, a differenza di quella del Municipio, è uno slargo piccolo e silenzioso proprio dietro il Duomo. Ci si arriva da via Cardano percorrendo la stretta strada medievale fatta di sassi e ciottoli. Avvolta dal silenzio, vicina ma non inglobata nel centro storico, rappresenta la classica piazzetta di Pavia, come tante ce ne sono nascoste nel cuore della città. Proprio qui, le fonti segnalano un altro dei primi insediamenti umani della Pavia preistorica. E proprio qui, c’è una delle strade più ripide della città, quella via Rotario che fila veloce verso il Ticino, dopo avere incrociato più in basso Porta Calcinara. Ancora un’altura, ancora un gruppo di capanne. Una comunità al riparo dai predatori e dai pericoli, che si ciba di selvaggina e vegetazione. Ancora, là in basso, il Ticino, fonte di sopravvivenza e approvvigionamenti.

*Fonte "La storia di Pavia"*

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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![La Vedova Nera del Pavese - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/Lo_sapave_che/La_vedova_del_pavese/Banner.jpg)

## [ La Vedova Nera del Pavese ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-vedova-nera-del-pavese)

**Il caso di Milena**

Dicono che ognuno di noi è artefice del proprio destino, che volendo può modificarlo... È vero, ma esistono anche queste storie in cui non solo la protagonista ha naturalmente fatto le scelte sbagliate, ma possiamo anche dire che non ha avuto neanche una gran fortuna con le persone che ha incontrato nell'arco della vita. E dire che non chiedeva la luna, solo una bella famiglia ed una vita normale.

*Fonte: L'Occhio creepy di yoytube*

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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## [ La signora Maria "La Marcantina" ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-signora-maria-la-marcantina)

PERSONAGGI PAVESI

LA SIGNORA MARIA, "LA MARCANTINA"

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Quanti tra noi, aprendo i cassetti di un comò, potrebbero trovare tutt'oggi salviettoni di quel cotone "buono" che non si trova più, decorati con fiori multicolore, strofinacci in lino resistenti e quasi troppo belli per essere usati oppure fazzoletti di stoffa, intonsi, ripiegati in confezioni da sei o da dodici (che tanto ormai...chi li usa più...abituati come siamo ai cleneex usa e getta)?

Ebbene

*Probabilmente la vostra mamma o nonna li aveva acquistati in un "mercoledì" degli anni '70 o "80 dalla "sciura Maria ". Chi la ricorda?*

Un donnino esile, vestita sempre di scuro, con i capelli compostamente raccolti in una crocchia. Ma quanta forza aveva nelle braccia la signora Maria? "Fonti" pavesi del tempo ci dicono che passasse, con il sole o con la pioggia, con il suo pesante carretto (trainato a mano!) alla Minerva, di lì in via Folla di sotto, via Riviera , via Guffanti, via Vivai, via Dora e chissà quante altre vie tra San Mauro, Le case nuove e San Lanfranco.

Altri ci dicono che si spingesse fino al Crosione, e lì a volte qualche ragazzotto, la aiutava a spingere il suo carretto traboccante di "dote" per giovani spose, fin oltre la salita.

*Dicono abitasse in via Brambilla, aveva forza e tenacia da vendere, la "MARCANTINA" MARIA!*

*Di Barbara Quaroni*

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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## [ I Pavesini sono nati a Pavia? ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/i-pavesini-sono-nati-a-pavia)

La storia dei Pavesini è un interessante esempio di come il naming di un prodotto possa influenzare la percezione del pubblico e il successo commerciale.

![Imgcopia3623.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Imgcopia3623.jpeg)

Nonostante il nome suggerisca un legame con Pavia, *i Pavesini sono nati a Novara*, alla fine degli anni '40, come "Biscottini di Novara". È stato solo nel 1952 che *l'imprenditore Mario Pavesi ha attribuito loro il suo cognome, con il suffisso diminutivo "-ini"* per richiamare la leggerezza e le piccole dimensioni del biscotto.

![16128202_1217497481674561_204761752_n.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/16128202_1217497481674561_204761752_n.jpeg)

*Mario Pavesi, originario di Cilavegna in provincia di Pavia, ha iniziato la sua carriera dolciaria a Novara, dove ha rilevato una pasticceria e avviato un forno nel 1934.* La sua esperienza durante la seconda guerra mondiale e un viaggio negli Stati Uniti lo hanno portato a sviluppare una versione più economica e digeribile dei biscottini originali, registrando una forma particolare del biscotto nel 1948 e inventando il nome Pavesini poco dopo.

![images_2.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/images_2.jpeg)

I Pavesini sono diventati noti per essere leggeri, energetici e nutrienti, con pochi grassi, adatti a tutte le età. *La pubblicità ha giocato un ruolo cruciale nel loro successo, con slogan iconici come "È sempre l'ora dei Pavesini" e testimonial famosi come Topo Gigio.* L'innovazione non si è fermata qui: Mario Pavesi ha introdotto anche le aree di ristoro per automobilisti, precursori degli Autogrill, con un design futuristico.

Nel 1953, il biscottificio è diventato una S.p.A., e altri prodotti come i cracker Gran Pavesi e i biscotti secchi Petit Pavesi sono stati creati. Prodotti come i Ringo e i Togo hanno ulteriormente arricchito la gamma con nomi evocativi.

*Dal 1993, Pavesi è parte del gruppo Barilla, continuando a rappresentare un pezzo significativo della tradizione dolciaria italiana.*

![images_3.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/images_3.jpeg)

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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## [ Lo studente del Ghislieri Carlo Goldoni cacciato da Pavia ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/lo-studente-del-ghislieri-carlo-goldoni-cacciato-da-pavia)

![images_1.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/images_1.jpeg)

*Carlo Goldoni, uno dei padri della commedia moderna, autore fra altri capolavori de La Locandiera, veneziano nato nel 1707, fu uno studente dell'Univesità di Pavia, ospite del collegio Ghislieri.*

Goldoni frequentò l'Università dal 1722 al 1727, anno in cui fu costretto ad abbandonare in tutta fretta gli studi e fuggire da Pavia.

*Fu infatti protagonista di un'avventura fra il grottesco e il drammatico.*

Erano molti gli studenti di allora che superavano spesso il limite. Pesanti episodi di goliardia, vita dissoluta e gusto per le beffe anche ai cittadini pavesi erano per loro pane quotidiano.

Goldoni scrisse un libello satirico, *Il Colosso,* in cui si esprimeva in modo molto poco lusinghiero nei confronti delle donne pavesi di buona famiglia mettendone in rima i difetti.

Di dodici di loro descrisse i capelli, gli occhi, la bocca, i denti, le orecchie, per costruire con quelle parti, una immaginaria donna Colosso, una specie di ironico mostro pavese.

I mariti, inferociti, giurarono vendetta e il futuro commediografo dovette, gambe in spalla, scappare da Pavia.

Espulso dal Collegio Ghislieri, raggiunse all'alba, nascosto in una carrozza, la riva del Ticino e qui si imbarcò su un barcone che trasportava sale verso l'Adriatico.

Dopo dieci giorni raggiunse Chioggia, rifugiandosi dalla madre.

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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## [ Valore delle Vecchie VHS Disney: potreste avere in mano un tesoro senza saperlo. ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/valore-delle-vecchie-vhs-disney-potreste-avere-in-mano-un-tesoro-senza-saperlo)

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Le videocassette VHS Disney prodotte prima del 1985 sono diventate ambiti oggetti da collezione, con alcuni esemplari che possono raggiungere cifre notevoli. In particolare, i titoli più ricercati includono le prime edizioni dei classici Disney, come la collezione Black Diamond e film rari come "Tron" del 1982. Queste VHS, specialmente se ancora sigillate nella confezione originale, possono valere migliaia di dollari. *"La Bella e la Bestia"* è uno dei cartoni più richiesti, con alcune cassette che partono da 400 dollari e *possono superare i 1.000*. Anche "*La Sirenetta*" in prima edizione, se in condizioni impeccabili, può valere oltre 1.000 euro.

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Il valore di una VHS dipende molto dalle sue condizioni: il nastro deve essere integro e la custodia in buono stato. La presenza della pellicola protettiva originale aumenta significativamente il valore. Alcune edizioni speciali *sono state vendute per cifre superiori ai 20.000 euro*, anche se vendite di questo calibro sono rare. In generale, le VHS Disney in ottime condizioni sono molto apprezzate dai collezionisti, ma il mercato può variare notevolmente.

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Pubblicato: 01 Aprile 2024

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![Intervista a Marco Alessandro Gardella: musica, emozioni e autenticità](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Arte_Hobby_Passione/intervista-a-marco-alessandro-gardella-musica-emozioni-e-autenticita/Banner_intervista.png)

## [ Intervista a Marco Alexander Gardella: musica, emozioni e autenticità ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica/intervista-a-marco-alessandro-gardella-musica-emozioni-e-autenticita)

Il cantautore pavese racconta il suo percorso artistico tra ispirazioni, riflessioni sulla musica di oggi e nuove sfide creative

![Banner_intervista.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Banner_intervista.png)

Musica, emozioni e autenticità: intervista al cantautore pavese **Marco Alessandro Gardella**

Benvenuti nel portale *“Spediamo a Pavia”*. La nostra intervista di oggi è dedicata alla scoperta di un nuovo progetto musicale firmato da un artista pavese, Marco Alessandro Gardella. Con grande disponibilità, Marco ci ha accolto per raccontarci il suo percorso musicale, le sue idee sull’industria discografica contemporanea e i suoi prossimi obiettivi.

**D: Marco, cosa desideri comunicare con la tua musica?** 
**R:** Con la mia musica cerco di trasmettere le mie sensazioni, le mie emozioni più autentiche. Tratto temi come l'amore vero, ma non mancano argomenti più delicati, come il passare del tempo, la guerra o il disagio attuale. Lo faccio senza mai affrontarli in modo diretto, ma lasciando spazio alla riflessione attraverso testi curati, spesso scritti insieme ad autori pavesi di talento. Non nascondo un filo nostalgico: mi ispiro alla grande tradizione dei cantautori italiani, quelli che hanno lasciato un segno profondo, ben più noti di me.

**D: Quanto è importante fare musica oggi, in un’epoca dominata dalla sperimentazione e dai social media?** 
**R:** Fare musica oggi è importante, come lo è scrivere un libro: è un modo per divulgare un’arte magnifica, semplice nella forma ma complessa nei contenuti. La sperimentazione, e in particolare l’intelligenza artificiale, può essere una risorsa, ma va usata con consapevolezza. Oggi molti giovani artisti ne fanno un uso spropositato: basta un clic e una minima dimestichezza informatica per creare una canzone. I social, da parte loro, sono un mezzo potente per arrivare a più persone, e se hai i giusti contatti, anche per ottenere visibilità molto rapidamente.

**D: Secondo te, quanto contano oggi le visualizzazioni per un musicista?** 
**R:** Le visualizzazioni sono diventate un indicatore importante: ti danno un riscontro immediato sul tuo lavoro. Che questo sia giusto o meno, è difficile dirlo. Il problema è sempre lo stesso: se hai alle spalle una casa discografica importante, vieni supportato da radio, TV, stampa, social… Se invece sei un cantautore indipendente, anche con talento e buone idee, senza l’appoggio giusto rischi di rimanere nell’ombra. A meno di un "colpo di fortuna" (e uso un termine educato…), ciò che ti resta è la soddisfazione personale di aver fatto un lavoro onesto e curato, ma che spesso non va oltre.

**D:** **Quanto è importante oggi vendere un CD fisico?** 
**R:** Oggi il CD è diventato quasi un oggetto iconico. Senza una rete di distribuzione ben organizzata, è difficile arrivare lontano. Per noi cantautori che siamo al di fuori del grande show business, vendere un CD è complicato. Io ci ho provato e, tutto sommato, posso dire di aver ricevuto buone soddisfazioni e critiche positive.

**D:** **Di cosa parlano le tue canzoni?** 
**R:** I miei brani raccontano l’amore, la quotidianità, ma anche emozioni più complesse come la solitudine o il senso del tempo che passa. C’è sempre una componente riflessiva, mai esplicita, e spesso una vena nostalgica che rimanda alla canzone d’autore italiana. Cerco di restare fedele a uno stile che racconti la vita, senza artifici. 
Marco Alessandro Gardella è uno di quegli artisti che credono ancora nella forza della parola, della melodia, della sincerità. Un cantautore pavese che porta avanti con coerenza il suo percorso musicale, tra passione, autenticità e un pizzico di sana malinconia.

*M.M.*

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Categoria: [Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

Pubblicato: 28 Agosto 2025

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![Quando Pavia cantava l’estate: il Festivalbar ’87 in Piazza della Vittoria](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Arte_Hobby_Passione/quando-pavia-cantava-lestate-il-festivalbar-87-in-piazza-della-vittoria/Banner_festivalbar.png)

## [ Quando Pavia cantava l’estate: il Festivalbar ’87 in Piazza della Vittoria ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica/quando-pavia-cantava-lestate-il-festivalbar-87-in-piazza-della-vittoria)

Un tuffo negli anni Ottanta, tra paillettes, grandi artisti e la magia di una città che per una notte diventò palcoscenico della musica italiana

*![Banner_festivalbar.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Banner_festivalbar.png)*

*Foto di **Dario Gandolfi***

**PAVIA –** Era l’estate del 1987. Le radio passavano *"Si può dare di più"*, gli italiani si dividevano tra le hit di Tozzi e Raf, e in tutta la penisola risuonava il ritmo inconfondibile del **Festivalbar**, la kermesse musicale che faceva ballare piazze e salotti.

Anche **Pavia** ebbe il suo momento di gloria. In una **Piazza della Vittoria** gremita, viva e pulsante, il Festivalbar fece tappa nella nostra città, regalando uno degli eventi più memorabili di quell'anno. A testimoniarlo è questa immagine in bianco e nero, sgranata ma potentissima, che cattura tutta l'energia dell’epoca: sul palco una giovane cantante, microfono in mano, paillettes e minigonna scintillante, con dietro il mitico logo tridimensionale del Festivalbar ’87.

![529304729_10238270168402295_1864566076137383851_n.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/529304729_10238270168402295_1864566076137383851_n.jpg)

Non era solo uno show. Era un rito collettivo, un appuntamento fisso per milioni di italiani. E Pavia, per una sera, fu sotto i riflettori dell’intero Paese. Le luci, le telecamere, le casse che facevano vibrare le finestre del centro storico: ogni elemento contribuiva a trasformare la città in una piccola capitale della musica pop.

**Festivalbar non era solo un concerto.** Era un viaggio itinerante che attraversava l’Italia, portando sul palco le canzoni più amate dell’estate. Ogni tappa era una festa, una finestra sull’Italia che cambiava, che ballava, che sognava. E l’edizione dell’87, tra lustrini e tastiere Yamaha DX7, è oggi un frammento prezioso della nostra memoria collettiva.

**Quanti pavesei erano lì quella sera?** Quanti ricordano il suono delle prove nel pomeriggio, la corsa a prendere posto sotto al palco, i cori urlati a squarciagola? Il Festivalbar a Pavia non è stato solo uno spettacolo: è stato un momento che ha segnato un’intera generazione.

![528592814_10238270169362319_2728382143020809957_n.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/528592814_10238270169362319_2728382143020809957_n.jpg)

Oggi, a distanza di quasi 40 anni, questa fotografia riemerge come una **cartolina emozionante dal passato**, ricordandoci quando la musica era evento, quando la città diventava palcoscenico, e quando l’estate non cominciava davvero finché non arrivava il Festivalbar.

*M.D.*

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Categoria: [Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

Pubblicato: 08 Agosto 2025

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## [ Drupi celebra 50 anni di “Piccola e Fragile”: un tour tra musica, emozioni e ricordi ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica/drupi-celebra-50-anni-di-piccola-e-fragile-un-tour-tra-musica-emozioni-e-ricordi)

Il cantante iconico torna sul palco con arrangiamenti rinnovati per festeggiare mezzo secolo di successi e una carriera da leggenda della musica italiana.

![drupi_50.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/drupi_50.png)

Pubblicata nel 1974, “Piccola e Fragile” è diventata una vera e propria colonna sonora generazionale, capace di attraversare epoche e di rimanere attuale nel cuore di più generazioni. Il brano, amato da chi l’ha vissuto in tempo reale e scoperto dalle nuove leve, ha superato ogni confine consolidando il suo status di classico intramontabile della musica italiana.

Ora, Drupi, con la sua inconfondibile voce e l’energia che da sempre lo contraddistingue, torna sul palco per un tour speciale: “50 anni da Piccola e Fragile”. Uno spettacolo emozionante che unisce musica, racconti e ricordi, con arrangiamenti rinnovati ma fedeli allo spirito originale dei suoi più grandi successi.

Questo tour rappresenta un’occasione unica per celebrare una carriera straordinaria che ha venduto oltre 15 milioni di dischi nel mondo, ha partecipato a 8 Festival di Sanremo, prodotto 21 album e collezionato 14 dischi d’oro. Drupi continua a sorprendere il pubblico, confermandosi uno dei pilastri della musica italiana.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica italiana, per rivivere le emozioni di un’epoca e scoprire la forza senza tempo di un artista che ha saputo parlare al cuore di più generazioni.

M.F.F.

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Categoria: [Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

Pubblicato: 04 Agosto 2025

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## [ Giuseppe Vidali : voce elegante della musica colta italiana ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica/giuseppe-vidali-voce-elegante-della-musica-colta-italiana)

Compositore e direttore d’orchestra pavese, attivo nella prima metà del Novecento, fu interprete rigoroso e promotore della tradizione sinfonica italiana, tra equilibrio formale e sensibilità espressiva.

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## Giuseppe Vidali (1881–1963): Un protagonista della musica colta italiana

**Giuseppe Vidali**, nato a **Pavia** nel **1881** e scomparso nel **1963**, è stato un **compositore** e **direttore d’orchestra** attivo nella scena della **musica colta italiana**, soprattutto durante la prima metà del XX secolo. Figura di solida formazione e grande dedizione, Vidali ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita musicale italiana, pur restando ai margini della notorietà mediatica dei suoi contemporanei più celebri.

### Formazione e primi anni

Poco si conosce della sua formazione iniziale, ma è probabile che abbia ricevuto un’educazione musicale strutturata in uno dei conservatori del Nord Italia, forse proprio nella sua città natale o a Milano. La sua preparazione teorica e pratica traspare dalle sue composizioni e dalla sua abilità nel dirigere, elementi che gli permisero di affermarsi nel panorama orchestrale dell’epoca.

### Compositore tra tradizione e modernità

L’attività compositiva di Vidali si inserisce nel solco della tradizione tardo-romantica italiana, pur accogliendo alcuni influssi del modernismo europeo. La sua musica, spesso rivolta a organici cameristici o orchestrali, si distingue per l’equilibrio formale e la cura del timbro, riflettendo un’estetica misurata, lontana dalle avanguardie più radicali ma sensibile alle trasformazioni del linguaggio musicale del primo Novecento.

Alcune sue composizioni furono eseguite in sale importanti e accolte positivamente da una critica che ne apprezzava il rigore costruttivo e l’espressività sobria. Vidali preferì il ruolo di artigiano della musica, impegnato più nell’approfondimento stilistico che nella ricerca del successo.

### Direttore d’orchestra e promotore culturale

Parallelamente all’attività compositiva, Vidali si affermò come **direttore d’orchestra**, guidando ensemble e orchestre sinfoniche in tutta Italia. Fu spesso chiamato a dirigere repertori complessi, dimostrando una notevole sensibilità interpretativa. Il suo impegno fu fondamentale anche nella promozione della musica sinfonica in ambiti locali, contribuendo alla diffusione della cultura musicale in un’Italia ancora segnata da profonde differenze territoriali.

### Eredità e riconoscimenti

Sebbene non raggiunse mai una fama internazionale, Giuseppe Vidali fu una figura rispettata nell’ambiente musicale italiano. Alla sua morte, avvenuta nel **1963**, lasciò un corpus di opere ancora in gran parte da riscoprire, che rappresenta una testimonianza preziosa della vita musicale italiana tra Otto e Novecento.

Oggi, il suo nome merita di essere ricordato non solo per il valore delle sue composizioni, ma anche per il contributo importante alla diffusione e alla qualità della musica colta in Italia.

M.F.F.

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Categoria: [Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

Pubblicato: 04 Agosto 2025

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## [ Il Club 27: Il Tragico Destino dei Musicisti Morti a 27 Anni ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica/il-club-27-il-tragico-destino-dei-musicisti-morti-a-27-anni)

![jimi-hendrix-e1453024771968.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/jimi-hendrix-e1453024771968.jpeg)

*Il "Club 27" è una denominazione utilizzata per indicare il gruppo di musicisti deceduti all'età di 27 anni.* Questa triste coincidenza ha coinvolto artisti di grande talento come Jim Morrison, Kurt Cobain, e Amy Winehouse, tutti morti prematuramente. Oltre a loro, molti altri hanno subito la stessa sorte, spesso a causa di droghe, alcol o altre circostanze tragiche.

*Jimi Hendrix*

Considerato uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, Jimi Hendrix fu trovato incosciente nell'appartamento della sua fidanzata e morì il 18 settembre 1970 in ospedale. La causa del decesso fu soffocamento provocato dal proprio vomito, conseguenza di un'overdose di barbiturici.

*Brian Jones (Rolling Stones)*

Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones, morì il 3 luglio 1969, trovato senza vita sul fondo della sua piscina. L'autopsia indicò che un lungo periodo di abuso di droghe e alcol aveva compromesso il suo corpo. Anche se il decesso fu catalogato come accidentale, molti specularono su un possibile omicidio. Tuttavia, un'indagine del 2009 non trovò nuove prove per cambiare il verdetto.

![Brian-Jones-e1453024784517.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Brian-Jones-e1453024784517.jpeg)

*Janis Joplin*

Icona della musica degli anni '60, Janis Joplin morì il 4 ottobre 1970 per un'overdose di eroina in una stanza d'albergo a Hollywood. Si ipotizza che la dose letale fosse particolarmente potente, poiché altri clienti dello stesso spacciatore morirono in quella settimana.

![Janis-Joplin-e1453024797741.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Janis-Joplin-e1453024797741.jpeg)

*Mia Zapata (The Gits)*

Mia Zapata, frontwoman della band punk The Gits, fu uccisa il 7 luglio 1993 a Seattle. Fu aggredita, picchiata e strangolata da Jesus Mezquia, identificato come il suo assassino grazie a prove del DNA nel 2003. Mezquia fu condannato a 36 anni di carcere.

![Mia-Zapata-e1453024811195.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Mia-Zapata-e1453024811195.jpeg)

*Jim Morrison (The Doors)*

Jim Morrison, il carismatico leader dei The Doors, morì a Parigi il 3 luglio 1971. La causa della morte ufficiale è stato un arresto cardiaco, ma non fu effettuata un'autopsia, il che ha alimentato numerose speculazioni.

![jim-morrison-e1453024827656.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/jim-morrison-e1453024827656.jpeg)

*Kurt Cobain (Nirvana)*

Kurt Cobain, figura di spicco del grunge e frontman dei Nirvana, si suicidò il 5 aprile 1994. La sua lotta con la depressione e la dipendenza da eroina è ben documentata, e la sua morte portò a riflettere sull'incidenza di decessi tra musicisti di 27 anni. La madre di Cobain, Wendy O’Connor, esclamò: "Ora Kurt è andato e si è unito a quel club stupido. Gli avevo detto di non unirsi a quel club stupido".

![kurt-cobain-e1453024867476.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/kurt-cobain-e1453024867476.jpeg)

*Kristen Pfaff (Hole)*

Kristen Pfaff, bassista dei Hole, morì per overdose di eroina il 15 giugno 1994, solo pochi mesi dopo il suicidio di Kurt Cobain. La sua morte sottolinea ancora una volta i pericoli del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani artisti.

![Kristen-Pfaff-e1453024883391.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Kristen-Pfaff-e1453024883391.jpeg)

*Altri Membri del Club 27*

Altri musicisti inclusi nel Club 27 includono D. Boon dei Minutemen, morto in un incidente stradale, Richey Edwards dei Manic Street Preachers, scomparso misteriosamente, e Ron "Pigpen" McKernan dei Grateful Dead, deceduto per un'emorragia gastrointestinale. Anche artisti come Pete Ham dei Badfinger, Valentín Elizalde, e Alan Wilson dei Canned Heat hanno subito tragiche morti a 27 anni, ognuno in circostanze diverse ma ugualmente drammatiche.

*Questi decessi sollevano interrogativi sulla pressione e i rischi associati alla vita nel mondo della musica. Il Club 27 è diventato un simbolo della natura spesso instabile e pericolosa della celebrità e della giovane età.*

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Categoria: [Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

Pubblicato: 01 Aprile 2024

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![](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Pillole%20di%20Astrofisica/Viaggiare%20nel%20Tempo%20e%20Possibile%20Scopri%20Come%20la%20Velocita%20della%20Luce%20Influenza%20il%20Tempo/Banner.jpg)

## [ Viaggiare nel tempo: è possibile ma solo nel futuro ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica/viaggiare-nel-tempo-e-possibile-ma-solo-nel-futuro)

![Untitled2_2x.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Untitled2_2x.jpg)

Spazio e Tempo non esistono divisi ma formano un "tessuto", lo spaziotempo appunto, che circonda ogni cosa nell'universo rendendolo di fatto la quarta dimensione.

**Ma quindi, è possibile viaggiare nel tempo?**

Teoricamente si, certo non su una DeLorean lanciata ad 88 miglia orarie, ma dato che i telescopi stessi sono "macchine del tempo" per farlo dobbiamo trasformarci in quello che è il loro *"pane"*: la luce.

Ipotizziamo per un momento di essere in grado di spostarci alla velocità di un fotone (che è la particella associata al campo elettromagnetico della luce), lo so tutto ciò che ha una massa non può viaggiare a velocità luminale (il fotone infatti ne è privo) ma cosa ci costa lavorare di immaginazione?

Bene siamo a bordo della nostra astronave e siamo lanciati a velocità luce verso la stella più vicina, Proxima Centauri (poco più di 4 anni luce).

Ipotizzando che stiamo andando lì per scattare una foto e tornare subito indietro il nostro viaggio durerà circa 8 anni (4 anni luce PER l'andata e 4 anni luce PER il ritorno) corretto? No! Non proprio per lo meno: il viaggio durerà 8 anni per chi rimane sulla Terra (partendo oggi ci vedrebbero tornare nel 2032) mentre per noi, lanciati a velocità luce verso la stella, per un fenomeno relativistico (più ci si avvicina alla velocità della luce e più il tempo rallenta) sarebbero passati solo un paio di mesi: ecco quindi che io partirei e tornerei 46enne ma i miei cari rimasti qui li troverei invecchiati di 8 anni.

**Ecco fatto abbiamo viaggiato nel futuro di 7 anni e 10 mesi e qualsiasi orologio di bordo confermerebbe questa differenza.**

**![Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png)**

*#astropillola di Andrea Cuozzo*

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Categoria: [Pillole di Astrofisica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica)

Pubblicato: 04 Settembre 2024

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![Luce e Tempo: La Nostra Visione dell'Universo in Differita - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Pillole%20di%20Astrofisica/Luce%20e%20Tempo%20La%20Nostra%20Visione%20dellUniverso%20in%20Differita/Banner_2.jpg)

## [ Luce e Tempo: La Nostra Visione dell'Universo in Differita ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica/luce-e-tempo-la-nostra-visione-delluniverso-in-differita)

![Banner_2.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Banner_2.jpg)

Pensiamo alla luce come ad un messaggero velocissimo pronto a stupirci e portare informazioni ovunque: Purtroppo così non è.

Come abbiamo visto nella scorsa pillola la luce è si rapidissima ma la sua velocità ha comunque un valore finito, i famosi **300.000 km** al secondo e, proprio questo suo *"limite"* ci condanna ad una eterna differita.

**Due sono le cose sicure dell'universo:**

- Non c'è nulla di fermo, tutto si muove;
- Nulla di ciò che osserviamo/ascoltiamo è in tempo reale.

E con nulla intendo proprio nulla.

Ovunque osserviamo vedremo il passato, i telescopi *(ma anche i nostri occhi)* sono infatti formidabili macchine del tempo.

Immaginiamo ora di sederci e di osservare una stella posta a 600 anni luce da noi: la luce che vediamo è partita 600 anni fa e magari quella stella, in questo preciso momento, non esiste nemmeno più! Ecco cosa può fare la combinazione di distanze enormi *(il diametro dell'universo osservabile è di circa 93 MILIARDI di anni luce)* e di una velocità finita *(i 300.000 km che la luce percorre in un secondo)*. Ma se invece riducessimo le distanze? Che ne so, immaginiamo ora di sederci attorno ad un falò in spiaggia con una bellissima/un bellissimo ragazzo/a..... Ahimè le cose non cambiano comunque: la luce ci impiegherà comunque del tempo a percorrere il metro che ci separa condannandoci ad una differita di circa 3 nanosecondi *(o se preferite 3 x 10–⁹ secondi o ancora 0,000000003 secondi)*

Ovunque voi poserete gli occhi dal momento della vostra nascita a quello della vostra morte osserverete sempre e comunque il passato: il fatto che siano anni, mesi o nanosecondi è tutta una questione di distanze.

**![Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png)**

*#astropillola di Andrea Cuozzo*

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Categoria: [Pillole di Astrofisica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica)

Pubblicato: 28 Agosto 2024

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![Quanto è grande l'universo? - Spendiamo a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Pillole%20di%20Astrofisica/Quanto%20e%20grande%20luniverso/Banner.jpg)

## [ Quanto è grande l'universo? ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica/quanto-e-grande-luniverso)

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Tanto. Tantissimo anzi! Le distanze sono così grandi che anche la cosa più veloce che possa percorrerlo, la luce, risulta comunque lentissima!

Questa *"corre"* a circa **300.000 km** al secondo tant'è che in circa 1 secondo può percorrere la distanza Terra-Luna, in 12 minuti e mezzo copre la distanza media Terra-Marte, in circa 40 minuti la distanza media Terra-Giove, in 80 minuti la distanza media Terra-Saturno, in 2 ore e mezzo la distanza media Terra-Urano e in poco meno di 5 ore la distanza media Terra-Nettuno. Quindi rimanendo nel nostro sistema solare e volessimo utilizzare la velocità della luce come unità di misura parleremo di secondi luce, minuti luce o ore luce. Ma se volessimo andare oltre? Possiamo farlo e, se restiamo nei paraggi, utilizzeremo l'anno luce.

Molti pensano che si tratti di un'unità di misura utilizzata per il tempo (la parola "anno" inganna) ma viene invece utilizzata come un'unità di misura per la distanza. Ma cosa esprime allora? La distanza che la luce percorre in un anno: vi ricordate quanto percorre al secondo? Bravi, **300.000 km**! Ma quanti secondi ci sono in un anno? Questo ve lo dico io 31.536.000 *(31.622.400 se l'anno fosse bisestile)*. Ora non ci resta che moltiplicare questo numerone per 300.000 e ci escono i km che la luce percorre in un anno, ben 9mila e 500 MILIARDI di km.

Pensate pur essendo così veloce la luce impiega circa **4 anni** per arrivare alla stella più vicina conosciuta e ben 100.000 anni per andare da un capo all'altro della nostra galassia! Ma come fa la luce a correre così veloce? Semplice! La sua particella elementare, il fotone è privo di massa ed è proprio questo il suo segreto: qualsiasi cosa sia dotata di massa (come un'astronave) non potrà mai raggiungere la velocità della luce ma se per assurdo ci riuscisse, potremmo finalmente *"sdoganare"* il viaggio nel tempo.

Ma questa è un'altra storia che vi racconterò a breve. **Restate collegati!!**

**![Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Immagine_WhatsApp_2024-08-20_ore_18.47.59_09eea224-removebg-preview.png)**

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Categoria: [Pillole di Astrofisica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica)

Pubblicato: 23 Agosto 2024

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![I peperoni di Voghera: il tesoro dell’Oltrepò](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Arte_Hobby_Passione/i-peperoni-di-voghera-il-tesoro-delloltrepo/Banner_peperoni.png)

## [ I peperoni di Voghera: il tesoro dell’Oltrepò ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/sapori-di-pavia/i-peperoni-di-voghera-il-tesoro-delloltrepo)

I peperoni di Voghera: il tesoro dell’Oltrepò

Dolci, carnosi e genuini: i peperoni vogheresi raccontano la tradizione agricola della Lomellina e portano in tavola tutto il sapore del territorio pavese

*![Banner_peperoni.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Banner_peperoni.png)*

Tra i prodotti che meglio raccontano l’anima agricola dell’Oltrepò Pavese, il peperone di Voghera occupa un posto di rilievo. Di colore giallo intenso, forma compatta e gusto dolce, questo ortaggio rappresenta una vera eccellenza locale, apprezzata per le sue qualità organolettiche e per la sua versatilità in cucina.

La coltivazione del peperone vogherese affonda le radici nella tradizione contadina della Lomellina e continua ancora oggi con metodi che rispettano i ritmi naturali della terra. La particolare composizione del terreno, unita al clima favorevole della zona, contribuisce a rendere questi peperoni particolarmente carnosi, profumati e saporiti.

**Un simbolo di identità territoriale** 
Oltre a essere un prodotto agricolo di qualità, il peperone di Voghera è anche un simbolo identitario. Coltivarlo significa tramandare gesti antichi, preservare la biodiversità locale e sostenere un’agricoltura fatta di passione e dedizione. Ogni estate, con l’arrivo della stagione della raccolta, questo ortaggio torna a colorare mercati, cucine e sagre di paese.

**![Immagine_WhatsApp_2025-08-08_ore_11.45.12_22d5fcb7.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Immagine_WhatsApp_2025-08-08_ore_11.45.12_22d5fcb7.jpg)**

**Dal campo alla tavola** 
Perfetto da consumare crudo in insalata, grigliato, ripieno o come base per conserve, il peperone giallo di Voghera si presta a innumerevoli preparazioni. La sua polpa soda e dolce lo rende ideale per chi cerca sapori autentici e genuini, sia nella cucina casalinga che in quella professionale.

**Una risorsa da valorizzare** 
In un’epoca in cui il ritorno ai prodotti a chilometro zero è sempre più sentito, il peperone vogherese si conferma una risorsa da valorizzare. Acquistarlo significa sostenere le economie locali, fare una scelta consapevole e portare in tavola un pezzo del nostro territorio.

Colorati come il sole e buoni come una volta, i peperoni di Voghera non sono solo ortaggi: sono storie di terra, lavoro e tradizione che continuano a vivere, stagione dopo stagione, sulle nostre tavole.

*M.L.*

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Categoria: [Sapori di Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/sapori-di-pavia)

Pubblicato: 08 Agosto 2025

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![urban exploration spendiamo a pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/monastero/intro.jpg)

## [ Il monastero ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration/il-monastero)

## Il Monastero dimenticato 

Spesso le belle scoperte si fanno per caso, e questo è uno di quei casi. Partiti per un'esplorazione poi finita in nulla, dopo svariate ore di strada, abbiamo deciso di verificare una location scoperta durante la pianificazione dell'obiettivo primario. Dalle foto satellitari il luogo risultava probabilmente in fase di recupero, oppure lo era stato in passato e ora giaceva abbandonato. La sua forma ben poco attraente non faceva presagire nulla di sostanzioso, e in definitiva, anche una volta entrati nel perimetro del giardino, la sensazione è stata quella di "quattro pareti vuote"...

Con grande felicità, ci siamo ricreduti non appena varcata la prima porta! già alla prima sbirciata, gli occhi si sono riempiti di stupore! Quello che fuori sembrava una scatola vuota, in realtà non era altro che un bellissimo convento abbandonato!!

Per almeno due ore ci siamo persi tra corridoi, colonne, scale, damigiane e vecchie macchine agricole, tra un caldo appiccicoso e soffocante e il brillare della polvere in sospensione. Ci siamo rifatti gli occhi con affreschi e pavimenti in cotto, archi e volte, in un viaggio nel tempo che ci ha riportato indietro di svariate centinaia di anni, e per la precisione ,intorno al 1700, epoca in cui fu costruito questo edificio ad opera dei Gesuiti.
A onor del vero, le prime pietre furono posate intorno al 1250 da un nobile proprietario terriero, ma furono i Gesuiti, 500 anni dopo, a costruire l'attuale struttura. Il luogo in realtà non era un vero e proprio monastero, ma un ibrido tra una magione per le vacanze dei nobili, e un’ azienda agricola, il tutto però di proprietà dei religiosi, che si dedicavano anche all'allevamento.

All'interno l'aria è antica e immobile, pregna di emozioni e profumi e come previsto abbiamo trovato tracce di un tentativo di recupero, però andato in fumo, cosa purtroppo vista e rivista in molti luoghi visitati. Non capiremo mai con che criterio, chi di dovere, lasci andare in malora un patrimonio culturale immenso come il nostro…che lentamente ma inesorabilmente si sta sgretolando, dimenticato da tutti e destinato a vedere oramai solamente la luce delle nostre torce...the last light...

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[ ![DSC_0368_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0368_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0368_Optimizer_original.jpg)

[ ![DSC_0384_Balancer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0384_Balancer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0384_Balancer_original.jpg)

[ ![DSC_0394_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0394_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0394_Optimizer_original.jpg)

[ ![DSC_0369_70_71_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0369_70_71_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0369_70_71_Optimizer_original.jpg)

[ ![DSC_0419_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0419_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0419_Optimizer_original.jpg)

[ ![DSC_0430_1_2_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0430_1_2_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0430_1_2_Optimizer_original.jpg)

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[ ![DSC_0434_5_6_Optimizer_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0434_5_6_Optimizer_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0434_5_6_Optimizer_original.jpg)

### [Guarda il video](https://youtu.be/MCLlCoKr99k?si=bw-tcnsN5Wm_8DbV)

---

**ATTENZIONE**

**L'esplorazione dei luoghi abbandonati di qualsiasi natura essi siano è una attività pericolosa che può esporti a rischi fisici, anche mortali e legali/penali.** 
**Sconsigliamo assolutamente di praticarla senza le dovute attrezzature e conoscenze. Questi articoli hanno uno scopo puramente conoscitivo e artistico. I luoghi abbandonati si possono godere anche dall'esterno oppure virtualmente seguendo le fotografie e le storie che troverete su questo sito.**

### Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina. 
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

### Urban Exploration (Urbex)

Alla scoperta del fascino nascosto.

Gli esploratori urbani, conosciuti anche come "urbex" dall'inglese "urban exploration", sono appassionati che si dedicano all'esplorazione di luoghi artificiali abbandonati o poco accessibili al pubblico. Si tratta di una pratica che affonda le sue radici nella speleologia e nell'archeologia industriale, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un'ampia diffusione, alimentata anche dal fascino del mistero e dall'adrenalina che deriva dall'avventurarsi in luoghi dimenticati.

Cosa fanno gli esploratori urbani?

Gli urbex visitano una vasta gamma di siti, tra cui:

\- Edifici industriali dismessi; 
\- Fabbriche, magazzini, centrali elettriche 
\- Strutture pubbliche abbandonate: 
\- Ospedali, scuole, manicomi 
\- Luoghi sotterranei: 
\- Catacombe, tunnel, stazioni della metropolitana in disuso 
\- Aree militari dismesse: 
\- Basi, bunker, trincee

**L'obiettivo degli esploratori urbani non è assolutamente quello di danneggiare o vandalizzare i luoghi che visitano, ma piuttosto di documentarne la storia, la bellezza decadente e l'architettura. Attraverso fotografie, video e racconti, gli urbex condividono le loro scoperte con la comunità online, creando un archivio prezioso della memoria urbana e sensibilizzando il pubblico sull'importanza della memoria e della conservazione del patrimonio industriale.**

Dettagli

Scritto da Dev1

Categoria: [Urban Exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration)

Pubblicato: 13 Settembre 2024

![Oscar Benvenuti per spendiamo a pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/lettiverdi/intro.jpg)

## [ Un soldato…due letti verdi e una strana foto ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration/un-soldato-due-letti-verdi-e-una-strana-foto)

## Questa esplorazione ci porta in una terra piatta e bruciata dal sole

Dura per chi ci abita ma generosa di scorci e paesaggi per chi la visita, dove il tempo sembra essersi fermato a 70 anni fa.
L'edificio che ci ha ospitati è una casa di campagna come non se ne vedono quasi più e, varcata la soglia, ci siamo ritrovati in un piccolo mondo oramai quasi dimenticato, un mondo che ha risvegliato in me il ricordo e l'emozione di quell'immenso capolavoro che è "Novecento" di Bernardo Bertolucci, da cui ho preso in prestito due pregevoli brani, scritti dal maestro Ennio Morricone. Foto e riprese sono "appoggiate" delicatamente sul commento musicale, nel tentativo di immergere lo spettatore nella calda atmosfera del luogo, in una passeggiata a ritroso nello spazio e nel tempo.

Del soldato abbiamo trovato gli stivali e una lettera del regio esercito, i letti verdi, appartenuti a suo figlio ci attendevano al piano di sopra, mentre la foto....quella l'ho scattata personalmente, e una volta a casa, facendo un ingrandimento, ho scoperto qualcosa...qualcosa che non vi rivelo, qualcosa che può essere tutto o nulla, ma a me piace pensare che sia semplicemente "**qualcosa**". 

*L'esplorazione è un'esperienza delicata, quasi mistica, dove è il dettaglio a regalare forti emozioni e dove la sorpresa è sempre dietro l'angolo...esplorare ha qualcosa di magico e questa volta mi piace pensare che mi abbia regalato qualcosa in più...*

### Gallery 
[ ![1_original_copy_3](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/1_thumb_copy_3.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/1_original_copy_3.jpg)

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[ ![3_original_copy_4](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/3_thumb_copy_4.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/3_original_copy_4.jpg)

### [Guarda il video](https://www.youtube.com/watch?v=9GsPvhZ6p6c&t=28s)

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**ATTENZIONE**

**L'esplorazione dei luoghi abbandonati di qualsiasi natura essi siano è una attività pericolosa che può esporti a rischi fisici, anche mortali e legali/penali.** 
**Sconsigliamo assolutamente di praticarla senza le dovute attrezzature e conoscenze. Questi articoli hanno uno scopo puramente conoscitivo e artistico. I luoghi abbandonati si possono godere anche dall'esterno oppure virtualmente seguendo le fotografie e le storie che troverete su questo sito.**

### Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina. 
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

### Urban Exploration (Urbex)

Alla scoperta del fascino nascosto.

Gli esploratori urbani, conosciuti anche come "urbex" dall'inglese "urban exploration", sono appassionati che si dedicano all'esplorazione di luoghi artificiali abbandonati o poco accessibili al pubblico. Si tratta di una pratica che affonda le sue radici nella speleologia e nell'archeologia industriale, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un'ampia diffusione, alimentata anche dal fascino del mistero e dall'adrenalina che deriva dall'avventurarsi in luoghi dimenticati.

Cosa fanno gli esploratori urbani?

Gli urbex visitano una vasta gamma di siti, tra cui:

\- Edifici industriali dismessi; 
\- Fabbriche, magazzini, centrali elettriche 
\- Strutture pubbliche abbandonate: 
\- Ospedali, scuole, manicomi 
\- Luoghi sotterranei: 
\- Catacombe, tunnel, stazioni della metropolitana in disuso 
\- Aree militari dismesse: 
\- Basi, bunker, trincee

**L'obiettivo degli esploratori urbani non è assolutamente quello di danneggiare o vandalizzare i luoghi che visitano, ma piuttosto di documentarne la storia, la bellezza decadente e l'architettura. Attraverso fotografie, video e racconti, gli urbex condividono le loro scoperte con la comunità online, creando un archivio prezioso della memoria urbana e sensibilizzando il pubblico sull'importanza della memoria e della conservazione del patrimonio industriale.**

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Scritto da Redazione

Categoria: [Urban Exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration)

Pubblicato: 19 Agosto 2024

![urban exploration oscar benvenuti](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/casaorrori/1.jpg)

## [ Tenuta di caccia oppure casa degli orrori? ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration/tenuta-di-caccia-oppure-casa-degli-orrori)

Questa esplorazione parte da una foto che mi è stata inviata da un altro esploratore… 
*Premessa*: il nostro piccolo mondo si snoda soprattutto su canali privati e nonostante facebook, instagram, telegram e chi più ne ha più ne metta, ben lontani dal clamore dei social.
Le persone che praticano l’urbex sono piuttosto riservate e protettive nei confronti dei siti che visitano, quindi le informazioni vengono scambiate sottobanco in chat private e ristrette.
La protezione e l’integrità dei luoghi è la priorità, per questo, difficilmente si riesce ad entrare in un gruppo urbex però può capitare che, se qualche esploratore di vecchia data vede da parte vostra un sano interesse, potrebbe decidere di condividere con voi molti dei propri segreti.

**ATTENZIONE**

**L'esplorazione dei luoghi abbandonati di qualsiasi natura essi siano è una attività pericolosa che può esporti a rischi fisici, anche mortali e legali/penali.** 
**Sconsigliamo assolutamente di praticarla senza le dovute attrezzature e conoscenze.** **Questi articoli hanno uno scopo puramente conoscitivo e artistico. I luoghi abbandonati si possono godere anche dall'esterno oppure virtualmente seguendo le fotografie e le storie che troverete su questo sito.**

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Dopo questa premessa torniamo a bomba all’esplorazione che vi presentiamo oggi, il mio contatto, di cui mi posso fidare ciecamente, mi gira la foto e mi comunica che il sito è in Lombardia (lui invece è di Torino) e non riuscendo ad individuare il posto, mi chiede se riesco a trovarlo io per lui e poi condividerlo.
Dopo varie ricerche mi avvicino all'obiettivo imbattendomi sul web in una cupa leggenda. Il luogo sarebbe stato utilizzato come colonia estiva nella prima metà del secolo scorso, e poi improvvisamente abbandonato. La storia passa a molti anni dopo, alcuni adolescenti scoprono il posto e decidono di esplorarlo, trovando documenti vari ed un elenco con i nomi dei bambini che avevano soggiornato li.
A quel punto la curiosità li spinge a fare una verifica su questo elenco, e questo li porta ad un finale agghiacciante - la colonia fu chiusa dopo la misteriosa sparizione di alcuni piccoli ospiti ma l’apice dell’orrore arriva quando, avvertite le autorità e facendo ricerche nelle vicinanze della casa vengono ritrovati, sepolti nel bosco, i resti delle piccole vittime! 
Ma questa è la leggenda….O come direbbe il mitico *Carlo Lucarelli*, “**Ma questa è un’altra storia.**.”

***Il nostro motto è : “porta via scatti fotografici e lascia solo impronte”*** 

![2](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/casaorrori/2.jpg)

**Ma torniamo a oggi…**

Partiamo per l’esplorazione, dopo aver percorso una polverosa strada di campagna ci addentriamo nei boschi della pianura Padana e, satellitare alla mano, dopo varie deviazioni raggiungiamo il limitare del sito.
Un sentiero parte dal prato di una chiesetta e si inoltra tra rovi e ortiche. L’aria è soffocante e il cielo di colore giallo grigiastro, da li a poco pioverà sabbia del deserto.
Ci facciamo strada e all’improvviso vediamo sorgere dalle fronde degli alberi un’edificio giallo col sottotetto cadente e le finestre vuote come le orbite di un teschio. Entriamo nell’edificio e ci facciamo sentire, chiediamo ad alta voce se c’è qualcuno, ma ci risponde il canto dei grilli, l’aria si fa ancora più pesante e un forte odore di marcio ci circonda. L’edificio è vuoto e in pessime condizioni, stanze vuote e muri scrostati ci accolgono in silenzio, poi oltre l’angolo di una porta…si staglia davanti a me un triciclo di vecchia foggia, molto arrugginito e senza una ruota...l’adrenalina sale…. 
In cucina troviamo altri oggetti tra cui un pupazzetto di Paperino assai vecchio ed inquietante e la mente va al celebre film di Lucio Fulci “Non si sevizia un paperino” che ,guarda caso, tratta di una serie di efferati omicidi che riguardano proprio dei bambini. Una volta fuori, troviamo anche il teschio di un animale non ben identificato, ci appare posizionato in bella mostra su di un davanzale.
Facciamo il giro del perimetro e troviamo un secondo edificio, è il vero obiettivo, la villa.
Ne scorgiamo solamente la torretta dal tetto malconcio, mentre il resto è divorato dalla vegetazione. Entriamo e l’ambiente è davvero cupo, per sicurezza facciamo un rapido sopralluogo, poi cominciamo a fare foto e video. Nel mentre troviamo altre cose interessanti, come uno stendino con le ruote ricavato da una vecchia culla, un seggiolone in plastica ormai scolorito, quello che sembra un biberon e poi scarpe, quaderni con compiti di scuola elementare, qualche rivista e oggetti vari, ma il reperto che in seguito, scopriremo essere il più importante, è un dizionario di greco antico. 
Il luogo è inquietante, ma nonostante la suggestione che alimenta, appare subito chiaro che la leggenda, già debole di suo, non ha fondamenti reali ed è solo una storia inventata. Andandocene ,proviamo comunque un senso di sollievo, e siamo contenti di raggiungere l’automobile.
Una volta a casa, decidiamo di scoprire di più,perchè quel luogo ha suscitato in noi una forte curiosità, dopo ricerche che sembrano portare sempre e solo alla solita leggenda, ci imbattiamo in quella che è una storia terribile, raccapricciante e purtroppo vera.
Scopriamo che per oltre trenta lunghi anni una pericolosa setta ha imperversato nella zona, usando come quartier generale una casetta a pochi passi dalla nostra villa abbandonata.
Per un terzo di secolo, questi criminali hanno circuito e schiavizzato donne, ragazze e persino bambine, torturandole nei modi peggiori, isolandole dalle famiglie e sfruttandole in ogni modo, finché nel 2021, dopo mesi di pedinamenti e intercettazioni, la polizia e i carabinieri hanno messo fine a questo triste capitolo di storia locale.

### [Guarda il video della casa degli orrori](https://www.youtube.com/watch?v=JdDYi3dtVMI&t=317s "Oscar Benvenuti - Villa Conchiglia - URBEX Last Light") 

NOTA BENE , dopo aver esaminato articoli e visto numerosi video dei tg dell’epoca, siamo arrivati alla ragionevole conclusione che la villa visitata da noi sia stata utilizzata per alcuni di questi fatti criminosi. Ricordate il dizionario di Greco antico? la setta, con le vittime si spacciava per una specie di ritrovo dove essere liberi e parlare di cultura e filosofia ed il suo capo si ispirava fortemente a Dioniso, Dio del piacere, appartenente all’antica Grecia.

Abbiamo scoperto che nella zona, ancora adesso, molta gente non ama parlare di questa storia e molti dicono che non sia mai successo nulla, la leggenda che appare piuttosto “giovane” potrebbe essere stata inventata da chi voleva parlare ma non poteva? È una possibilità, la cosa certa è che la nostra passione per l’esplorazione, questa volta ci ha portati a scoprire cose davvero agghiaccianti, che non dimenticheremo facilmente.

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Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina.
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

### Urban Exploration (Urbex)

Alla scoperta del fascino nascosto.

Gli esploratori urbani, conosciuti anche come "urbex" dall'inglese "urban exploration", sono appassionati che si dedicano all'esplorazione di luoghi artificiali abbandonati o poco accessibili al pubblico. Si tratta di una pratica che affonda le sue radici nella speleologia e nell'archeologia industriale, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un'ampia diffusione, alimentata anche dal fascino del mistero e dall'adrenalina che deriva dall'avventurarsi in luoghi dimenticati.

Cosa fanno gli esploratori urbani?

Gli urbex visitano una vasta gamma di siti, tra cui:

\- Edifici industriali dismessi; 
\- Fabbriche, magazzini, centrali elettriche 
\- Strutture pubbliche abbandonate: 
\- Ospedali, scuole, manicomi 
\- Luoghi sotterranei: 
\- Catacombe, tunnel, stazioni della metropolitana in disuso 
\- Aree militari dismesse: 
\- Basi, bunker, trincee

**L'obiettivo degli esploratori urbani non è assolutamente quello di danneggiare o vandalizzare i luoghi che visitano, ma piuttosto di documentarne la storia, la bellezza decadente e l'architettura. Attraverso fotografie, video e racconti, gli urbex condividono le loro scoperte con la comunità online, creando un archivio prezioso della memoria urbana e sensibilizzando il pubblico sull'importanza della memoria e della conservazione del patrimonio industriale. 

*Nella mia vita ho avuto la fortuna di incrociare persone amanti del bello in tutte le sue forme.*
*Alcune me lo hanno raccontato, descritto, accennato.*
*Oscar invece non parla, lo fanno le immagini e le musiche scelte con cura.*
*Ti cattura e ti trasporta, alla ricerca di un bello (e di un brutto) che c'è stato, che puoi solo intuire esplorando mondi ormai fatiscenti con delicatezza e rispetto.*
*Guardare i suoi video è doloroso e commovente allo stesso tempo, come se diventassimo per un attimo noi i protagonisti di quelle stanze vuote, come se fossimo seduti su quei banchi ad aspettare il rintocco di una campanella per poter finalmente uscire.*
*Il montaggio e le scelte accurate delle musiche accompagnano in maniera struggente quelle che possono essere anche le Stanze della Nostra Memoria.* 
*Last Light, l'ultima Luce, esploratori urbani* 
*P.S.***

[ ![1_original_copy_2](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/1_thumb_copy_2.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/1_original_copy_2.jpg)

[ ![2_original_copy_3](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/2_thumb_copy_3.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/2_original_copy_3.jpg)

[ ![4_original_copy_3](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/4_thumb_copy_3.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/4_original_copy_3.jpg)

[ ![5_original_copy_4](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/5_thumb_copy_4.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/5_original_copy_4.jpg)

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Scritto da Redazione

Categoria: [Urban Exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration)

Pubblicato: 07 Agosto 2024

![Spendiamo a pavia - urban exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/conchiglia/intro0.jpg)

## [ Le meraviglie di Villa Conchiglia ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration/le-meraviglie-di-villa-conchiglia)

**ATTENZIONE**

**L'esplorazione dei luoghi abbandonati di qualsiasi natura essi siano è una attività pericolosa che può esporti a rischi fisici, anche mortali e legali/penali.** 
**Sconsigliamo assolutamente di praticarla senza le dovute attrezzature e conoscenze.** **Questi articoli hanno uno scopo puramente conoscitivo e artistico. I luoghi abbandonati si possono godere anche dall'esterno oppure virtualmente seguendo le fotografie e le storie che troverete su questo sito.**

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Nel mondo urbex, “villa conchiglia” è una vera e propria icona, accoglie i fortunati visitatori, nel silenzio maestoso dei suoi saloni ricchi di affreschi, ci conduce di stanza in stanza in un susseguirsi di stucchi e decorazioni, ci lascia respirare i secoli che l’hanno attraversata, ferita dagli atti di vandalismo di persone senza anima che non meritano tanta bellezza. 
La villa, oltre alla bellissima chiesa e all’enorme salone principale, dispone di un piano terra con portici a volta ed un passaggio per le carrozze, cantine e cucina con un enorme camino. Ai piani superiori vi sono le stanze padronali, la biblioteca e le stanze della servitù.
il nomignolo di “villa Conchiglia” è dato dalla scala principale con le forme che richiamano appunto una conchiglia, realizzata in maniera pregevole da mani davvero sapienti. Le conchiglie sono presenti anche in altre parti dell’edificio e persino in chiesa, facendo da filo conduttore nell’architettura di tutta la casa.
Sappiamo da documentazione storica che le prime pietre dell’insediamento furono posate nel lontano 1309, non siamo riusciti però a stabilire una data di costruzione precisa di questa magione, ma sappiamo che sorge su di un castello preesistente ed in seguito è stata rimaneggiata varie volte. Il luogo trasmette la sua potente eleganza, ogni dettaglio è mirato, e oltre all’apparenza gli architetti hanno avuto più di un occhio alla funzionalità. 
La location è talmente bella e incredibile, che ogni descrizione risulta inadeguata, quindi vi lascio al video della sua esplorazione, perché solo le immagini fanno onore a tanta raffinatezza.

***Il nostro motto è : “porta via scatti fotografici e lascia solo impronte”*** 

![9](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/conchiglia/download3.jpg)

### [Guarda il video di Villa Conchiglia](https://www.youtube.com/watch?v=AY25n0WXj7M "Oscar Benvenuti - Villa Conchiglia - URBEX Last Light") 

Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina.
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

### Urban Exploration (Urbex)

Alla scoperta del fascino nascosto.

Gli esploratori urbani, conosciuti anche come "urbex" dall'inglese "urban exploration", sono appassionati che si dedicano all'esplorazione di luoghi artificiali abbandonati o poco accessibili al pubblico. Si tratta di una pratica che affonda le sue radici nella speleologia e nell'archeologia industriale, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un'ampia diffusione, alimentata anche dal fascino del mistero e dall'adrenalina che deriva dall'avventurarsi in luoghi dimenticati.

Cosa fanno gli esploratori urbani?

Gli urbex visitano una vasta gamma di siti, tra cui:

\- Edifici industriali dismessi; 
\- Fabbriche, magazzini, centrali elettriche 
\- Strutture pubbliche abbandonate: 
\- Ospedali, scuole, manicomi 
\- Luoghi sotterranei: 
\- Catacombe, tunnel, stazioni della metropolitana in disuso 
\- Aree militari dismesse: 
\- Basi, bunker, trincee

**L'obiettivo degli esploratori urbani non è assolutamente quello di danneggiare o vandalizzare i luoghi che visitano, ma piuttosto di documentarne la storia, la bellezza decadente e l'architettura. Attraverso fotografie, video e racconti, gli urbex condividono le loro scoperte con la comunità online, creando un archivio prezioso della memoria urbana e sensibilizzando il pubblico sull'importanza della memoria e della conservazione del patrimonio industriale. 

*Nella mia vita ho avuto la fortuna di incrociare persone amanti del bello in tutte le sue forme.*
*Alcune me lo hanno raccontato, descritto, accennato.*
*Oscar invece non parla, lo fanno le immagini e le musiche scelte con cura.*
*Ti cattura e ti trasporta, alla ricerca di un bello (e di un brutto) che c'è stato, che puoi solo intuire esplorando mondi ormai fatiscenti con delicatezza e rispetto.*
*Guardare i suoi video è doloroso e commovente allo stesso tempo, come se diventassimo per un attimo noi i protagonisti di quelle stanze vuote, come se fossimo seduti su quei banchi ad aspettare il rintocco di una campanella per poter finalmente uscire.*
*Il montaggio e le scelte accurate delle musiche accompagnano in maniera struggente quelle che possono essere anche le Stanze della Nostra Memoria.* 
*Last Light, l'ultima Luce, esploratori urbani* 
*P.S.***

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Scritto da Redazione

Categoria: [Urban Exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration)

Pubblicato: 27 Luglio 2024

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### [ Benessere psicofisico](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/benessere-psicofisico)

### [ Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

### [ Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

### [ Musica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/musica)

### [ Pillole di Astrofisica](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/pillole-di-astrofisica)

### [ Sapori di Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/sapori-di-pavia)

### [ Urban Exploration](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/urban-exploration)

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