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## [ I 15 Gatti Più Iconici del Cinema: Quando i Felini Rubano la Scena ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/i-15-gatti-piu-iconici-del-cinema-quando-i-felini-rubano-la-scena)

Che si amino o meno, i gatti sono una presenza costante nella storia del cinema da oltre un secolo, fin dal cortometraggio muto del 1901 The Sick Kitten, in cui ne appariva uno sullo schermo. Alcuni sono teneri e coccolosi, altri inquietanti e misteriosi, ma una cosa è certa: sono animali dal fascino irresistibile. Con i loro corpi flessuosi e il loro istinto predatore, i gatti sono riusciti a ritagliarsi un posto di rilievo, spesso rubando la scena agli attori umani. Ripercorrendo la storia del cinema, *abbiamo selezionato 15 dei gatti più iconici, quelli che, nel bene e nel male, restano impressi nella memoria. Speriamo che i felini esclusi da questa lista non cerchino vendetta!*

*Gatto (Colazione da Tiffany)* 
Anche se Holly Golightly avrebbe potuto trovare un nome per lui, questo felino è entrato nella storia del cinema come un’estensione perfetta della protagonista: non appartiene a nessuno, e nessuno appartiene a lui.

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*Jonesy (Alien)* 
Il gatto della nave e mascotte non ufficiale della USCSS Nostromo è diventato un’icona della fantascienza e dell’horror, grazie al suo legame speciale con la protagonista interpretata da Sigourney Weaver.

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*Church (Pet Sematary)* 
Tratto da uno dei romanzi più inquietanti di Stephen King, questo film ha avuto due versioni cinematografiche. In entrambe, il povero Winston Churchill muore per poi tornare dalla morte e perseguitare la sua famiglia. La colpa, però, è di chi lo ha seppellito in un cimitero maledetto.

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*Goose (Captain Marvel)* 
Anche se il compagno arancione di Carol Danvers non è un gatto, ma un Flerken - un alieno con tentacoli mostruosi nello stomaco - non si può negare che conquisti con il suo sguardo.

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*Fat Louie (Pretty Princess)* 
Anche se Mia Thermopolis, interpretata da Anne Hathaway, è alle prese con una corona, il suo fedele amico rimane sempre al suo fianco.

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*Oliver (Oliver &amp; Company)* 
Uno dei gatti Disney più sottovalutati, Oliver è un orfano che deve imparare a sopravvivere a New York con l’aiuto di un cane scaltro, doppiato nella versione originale da Billy Joel.

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*Duchessa e Romeo (Gli Aristogatti)* 
Oltre a essere uno dei cartoni più teneri della Disney, è uno dei pochi a ribaltare lo stereotipo del gatto cattivo, come il Lucifero di Cenerentola o la Lucrezia di Basil l’investigatopo.

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*Il gatto di Vito Corleone (Il padrino)*

Il soriano grigio di Vito Corleone non era previsto nella sceneggiatura originale. Il regista Francis Ford Coppola lo trovò per caso e decise di consegnarlo a Marlon Brando come un’aggiunta dell’ultimo minuto.

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*Mrs. Purr (Harry Potter)* 
La migliore amica di Gazza potrebbe non essere amabile, ma un gatto soriano che si aggira per i corridoi di Hogwarts è certamente più piacevole di un Basilisco.

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*Jiji (Kiki - Consegne a domicilio)* 
Questo classico di Hayao Miyazaki racconta l’amicizia tra una giovane strega e il suo gatto nero, Jiji, sarcastico e leale, doppiato in inglese da Phil Hartman.

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*Thackery Binx (Hocus Pocus)* 
Come reagireste se tre streghe maldestre vi trasformassero in un gatto nero condannato all’immortalità?

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*Ulysses (A proposito di Davis)* 
Oscar Isaac ha il suo fascino, ma anche il gatto arancione che appare con lui in ogni scena non è da meno.

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*Il gatto di Kovacs (Grand Budapest Hotel)* 
Anche se non fa una bella fine, il maestoso persiano di Jeff Goldblum, purtroppo lanciato da una finestra da Willem Dafoe, è semplicemente adorabile.

![48b32db2-50d4-48dc-918e-cf44a036c3a6.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/48b32db2-50d4-48dc-918e-cf44a036c3a6.jpeg)

*Il gatto di Blofeld (007 - Dalla Russia con amore)* 
Il soffice persiano bianco debutta in questo film per poi apparire in numerosi capitoli della saga di 007. La scena più iconica rimane quella in cui il malvagio Ernst Stavro Blofeld lo accarezza dolcemente.

![6afbc6c6-58c5-43a1-9b2b-c74e7037e2a3.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/6afbc6c6-58c5-43a1-9b2b-c74e7037e2a3.jpeg)

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Scritto da Redazione

Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 10 Agosto 2024

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## [ David Fincher e la Rinascita del Thriller: Quando l'Autorialità Sfida Hollywood ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/david-fincher-e-la-rinascita-del-thriller-quando-lautorialita-sfida-hollywood)

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*Il caso di David Fincher risulta emblematico. Fincher, alla stregua di Denis Villeneuve, potrebbe essere considerato il classico regista emerso da Hollywood. Un artigiano piuttosto sterile e privo di idee, interscambiabile; per cui chiunque altro regista con buone capacità tecniche potrebbe creare la stessa pellicola, con risultati migliori o peggiori.* Fincher invece dimostra come anche dall’industria cinematografica americana, in cui regna imperterrito il potere economico e in cui l’unico obiettivo perseguito sembra quello del guadagno, possa ergersi una figura autoriale e creativa. L’opera seconda di Fincher, Seven riprende tutti gli elementi del thriller incentrato sulla figura del serial killer. I protagonisti, i detective Somerset e Mills non sono altro…

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La sua seconda opera, Seven, riprende tutti gli elementi tipici del thriller centrato su un serial killer. I protagonisti, i detective Somerset e Mills, incarnano archetipi consolidati nella narrativa poliziesca: il detective anziano, scontroso e disilluso, prossimo alla pensione, e il detective giovane, impulsivo e poco attento alle regole. Insomma, i soliti cliché. Tuttavia, Fincher apporta piccole ma significative variazioni che incidono profondamente sulla percezione dei personaggi da parte del pubblico. *Fincher conferisce spessore e profondità ai suoi protagonisti, dando loro una storia, una vita, e una personalità ben definita. In questo modo, entrambi diventano rappresentativi di una visione piuttosto pessimista e malinconica del mondo moderno: un mondo brutale, intriso di crudeltà e meschinità, urbano e caotico, dove è impossibile trovare pace e serenità.* Lo spazio filmico si fa espressione di questa visione, con ambienti suburbani saturi dei rumori assordanti della città, come sirene, treni, spari ed elicotteri.

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*Ernest Hemingway ha scritto:*
*"Il mondo è un bel posto e vale la pena combattere per esso."* 
*Sono d'accordo solo con la seconda parte.*

Tornando ai due detective, più che personaggi, sono uomini con inquietudini e dilemmi interiori, capaci di riflessioni profonde sulla natura del mondo e della vita. In particolare, il detective Somerset, interpretato da Morgan Freeman, è un uomo di cultura e ingegno, dotato di uno spirito sensibile ma disilluso dalla vita e dal suo lavoro. 
*Fincher combina gli elementi del thriller con quelli del genere giallo e noir, nonché i classici polizieschi, rielaborando il tutto in una storia che, pur essendo ormai ben nota e sfruttata, rappresenta in qualche modo una novità nel genere. Già con il film che lo ha portato alla ribalta presso il grande pubblico, Fincher dimostra una notevole abilità nella gestione della messa in scena e nella costruzione dell’atmosfera che permea l'intero film.*

Il film è caratterizzato da una tensione costante che domina lo sviluppo della storia, supportata da una fotografia che predilige tonalità scure, conferendo all’opera un’aura grottesca e adrenalinica. L'atmosfera noir è resa anche dalla scelta delle ambientazioni: spazi chiusi, oscuri e claustrofobici in cui lo spettatore è trascinato dai detective durante le indagini. Alcuni dettagli, come la pioggia incessante che opprime e soffoca la città, o l’uso di torce e luci artificiali durante i sopralluoghi, rivelano chiaramente l’intento di Fincher. *La colonna sonora intensifica ulteriormente queste sensazioni, associando ai rumori diegetici della città suoni extradiegetici carichi di angoscia. Fincher crea nello spettatore uno stato di ansia costante per tutta la durata del film.*

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*Come accennato, il merito principale di Fincher è quello di rielaborare e adattare ai propri obiettivi artistici i materiali del patrimonio cinematografico da cui attinge.*

Diversamente dai classici polizieschi hollywoodiani, la vittoria finale non va ai "buoni", ma al cattivo di turno. John Doe, interpretato da Kevin Spacey, che compare solo nelle scene finali, si consegna volontariamente alla polizia. La sua resa fa parte del suo piano, uno stratagemma per raggiungere il suo obiettivo. John Doe è un uomo intelligente, preciso, calcolatore e, cosa peggiore, paziente. Convinto di essere la mano di Dio, porta avanti quella che ritiene essere la missione affidatagli da un potere superiore: punire coloro che considera rappresentanti dei sette peccati capitali. Ira, lussuria, pigrizia, superbia, avarizia, invidia, e gola. *L’ira è rappresentata dalla rabbia del detective Mills, mentre l’invidia è quella di John Doe stesso, nutrita per la vita di Mills. In questo modo, dopo aver costretto Mills a confrontarsi con la sua follia, Doe diventa l’ultima vittima/martire del suo piano delirante.*

![la-scatola-con-la-testa-di-gwyneth-paltrow-nella-scena-finale-del-film-Seven.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/la-scatola-con-la-testa-di-gwyneth-paltrow-nella-scena-finale-del-film-Seven.jpeg)

*Fincher dunque sovverte le regole stabilite dagli standard hollywoodiani nel racconto poliziesco. Non c’è un lieto fine, nessun eroismo, nessuna vittoria. Solo la desolazione di ciò che rimane. Il "buono" soccombe alla volontà del "cattivo". Seven risulta essere una novità, un film più cinico e realistico rispetto ai precedenti dello stesso genere. Una pellicola che ha aperto la strada a opere future, compresi i film successivi del regista, per una nuova interpretazione del conflitto tra bene e male.*

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Scritto da Redazione

Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 10 Agosto 2024

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## [ Il Ritorno di Shyamalan su Netflix : Bussano alla porta e l'Apocalisse del Cinema ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/te-lo-dice-matteo-il-ritorno-di-shyamalan-bussano-alla-porta-e-lapocalisse-del-cinema)

![coverlg_home.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/coverlg_home.jpg)

*M. Night Shyamalan è un regista che non ha mai avuto problemi a sfondare la porta principale del cinema, un autore con la "A" maiuscola che, nonostante una carriera ricca di alti e bassi, è rinato più volte, come un Lazzaro del grande schermo.* Negli ultimi anni, ha vissuto un vero e proprio Rinascimento creativo, iniziato con il suo ritorno con The Visit, e continuato con una serie di film che lo stanno portando verso nuovi e promettenti orizzonti. Il suo ultimo lavoro, Bussano alla porta, è un perfetto esempio di questo rinascimento.

*In Bussano alla porta, quattro misteriosi sconosciuti irrompono nella tranquillità di una famiglia che ha deciso di passare un weekend in una baita isolata. La piccola Wen e i suoi due padri, Eric ed Andrew, si ritrovano improvvisamente a dover fronteggiare un'inquietante minaccia: gli intrusi, guidati da un enigmatico Leonard (interpretato da un eccezionale Dave Bautista), sostengono di essere i quattro Cavalieri dell'Apocalisse, incaricati di evitare la fine del mondo solo se la famiglia sacrifica uno dei suoi membri.*

![bussano-alla-porta-recensione-film-m-night-shyamalan-dave-bautista-rupert-grint-trama-cast-spiegazione_.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/bussano-alla-porta-recensione-film-m-night-shyamalan-dave-bautista-rupert-grint-trama-cast-spiegazione_.jpeg)

Shyamalan gioca abilmente con il tema dell'ambiguità, costruendo un dramma teso e claustrofobico in cui il confine tra realtà e follia si fa sempre più sottile. I protagonisti e gli spettatori sono costantemente spinti a interrogarsi su cosa sia vero e su chi meriti la loro fiducia. *L'abilità del regista sta nel mantenere questa tensione fino alla fine, nonostante qualche eccesso di didascalismo che, come in altri suoi lavori, rischia di incrinare l'impatto di un finale altrimenti potente.*

*In Bussano alla porta, Shyamalan dimostra di essere un regista maturo e consapevole, capace di distillare un thriller psicologico di grande impatto, dove l'Apocalisse rimane volutamente sullo sfondo, lasciando spazio ai drammi personali dei suoi personaggi.* Il regista, ora più che mai, sembra aver trovato una nuova e più consapevole via artistica, che non ha più bisogno di affidarsi al colpo di scena come marchio di fabbrica, ma che punta tutto su una narrazione lineare e su una regia precisa e controllata. *Questo film conferma che la fede riposta in Shyamalan, anche nei suoi momenti più oscuri, è stata ben ricompensata.*

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Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 08 Agosto 2024

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## [ Le Serie TV di Agosto 2024 su Netflix: Tutte le Novità e le Stagioni Attese ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/le-serie-tv-di-agosto-2024-su-netflix-tutte-le-novita-e-le-stagioni-attese)

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Se le reti televisive tradizionali spesso riducono la programmazione durante l'estate, in particolare ad agosto, Netflix continua a rinnovare il suo catalogo con nuove uscite e attese stagioni di serie TV già conosciute dagli abbonati. Di seguito, una guida con tutte le novità e le anticipazioni per le prossime settimane.

*Le novità di Netflix ad agosto 2024*

Dal 1 agosto è disponibile la *seconda stagione di “Unstable*”. La trama ufficiale racconta di un genio delle biotecnologie che cerca di superare un dramma personale con l'aiuto del figlio, che contemporaneamente tenta di uscire dall'ombra del padre e salvare l'attività di famiglia. Nei nuovi episodi, il padre (interpretato da Rob Lowe) vuole mettere alla prova il figlio per capire se può raccoglierne l’eredità.

Sempre dal 1 agosto, è arrivata *“Come uccidono le brave ragazze”*, tratta dal romanzo di Holly Jackson "A Good Girl’s Guide to Murder". La serie è ambientata cinque anni dopo un terribile omicidio-suicidio che ha scosso la cittadina di Little Kilton, nel Buckinghamshire. La studentessa Andie Bell è stata uccisa e il fidanzato, Sal Singh, è stato accusato dell’omicidio prima di togliersi la vita. Pippa "Pip" Fitz-Amobi, 17 anni, è convinta che il vero assassino sia ancora in circolazione. Con l'alibi di un progetto scolastico, inizia a indagare, ma presto si rende conto di essere in pericolo...

*La quarta stagione di “The Umbrella Academy” sarà disponibile dall’8 agosto 2024*. Questa stagione conclude la storia: i fratelli Hargreeves si sono separati e si ritrovano senza poteri, pronti ad affrontare una nuova quotidianità. Tuttavia, il padre Reginald è vivo ed è a capo di un impero spietato. Ancora una volta, i fratelli dovranno cercare di salvare il mondo.

*Anche “Emily in Paris” si prepara a concludersi.* La quarta stagione sarà l’ultima per la serie TV comica romantica, diventata un piccolo cult su Netflix. Gli episodi finali saranno divisi in due parti: i primi saranno disponibili dal 16 agosto, mentre gli ultimi arriveranno il 12 settembre 2024. Dopo il fallimento del matrimonio tra Camille e Gabriel, Emily prova sentimenti contrastanti per due uomini, mentre la ex di Gabriel scopre di essere incinta e il rapporto con Alfie si complica.

*Il mese si chiude con la prima stagione di “Kaos” e di “Respira”.* “Kaos” è una rivisitazione delle antiche divinità greche con Jeff Goldblum nei panni di Zeus, Janet McTeer in quelli di Era, Cliff Curtis come Poseidone e Killian Scott nel ruolo di Orfeo. “Respira” è un medical drama spagnolo ambientato nell’ospedale pubblico Joaquin Sorolla di Valencia, dove tra casi difficili e relazioni sentimentali, l'arrivo di un paziente molto noto scatena uno sciopero inaspettato e dalle conseguenze impreviste.

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Scritto da Redazione

Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 05 Agosto 2024

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![Spendiamo a pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/comacchio/intro.jpg)

## [ Comacchio, dove ridono le case ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/comacchio-dove-ridono-le-case)

Nell’immaginario comune moltissimi luoghi rimangono legati ad un personaggio, ad un evento oppure a particolari caratteristiche geologiche o umane. Nei dintorni di Busseto vi sono i cosiddetti “luoghi verdiani”, Brescello invece è il paese di Don Camillo così come Maranello è sinonimo di Ferrari, e così via…
Noi invece ci siamo spostati più a est, ai confini del delta del Po ,sulle tracce del famoso regista Bolognese Pupi Avati. Noto per le sue pellicole grottesche e agrodolci, è anche l’inventore di un genere tutto suo, il “gotico padano”, un genere horror dallo stampo squisitamente provinciale e nostrano, che spezza ogni tipo di regola cinematografica di genere. Tra le sue pellicole più riuscite ricordiamo “Tutti morti tranne i defunti” (1977), il capolavoro vampiresco “Zeder” (1983) e soprattutto lo stracult “La casa dalle finestre che ridono” (1976) con Lino Capolicchio, Gianni Cavina e Bob Tonelli, la cui ambientazione viene ripresa poi nel recentissimo e inquietante “Il signor Diavolo” (2019).

È proprio nel 2019 che decidiamo di passare qualche giorno a Comacchio, location principale di queste due pellicole, l’intenzione è proprio di ripercorrere le strade e i canali, dove Stefano (Capolicchio) si muove (e si perde) in una storia sempre più terrificante dall’esito incerto e crudele, alla ricerca di un pittore maledetto e di una misteriosa casa con le finestre che “ridono”. Tutt'ora, a distanza di tanti anni, questo film riesce ancora a suscitare una sana e sottile inquietudine, contando schiere di fan. I nostro tour si snoda tra i placidi canali di questa piccola Venezia, in una calda e sonnolenta estate. Col rumore martellante delle cicale, ci addentriamo nelle campagne, tra i trabocchi per la pesca delle anguille e cumuli di ostriche. Stormi di fenicotteri fanno da protagonisti in tramonti roventi, e l’ora blu, qui si accende di colori unici, colmando gli occhi di magia. Capiamo ora l’amore di Avati per questi luoghi, amore che traspare da ogni singolo fotogramma e riviviamo con l’immaginazione alcuni dei momenti salienti dei suoi film, cercando di portare a casa un po’ di queste emozioni racchiuse negli scatti della nostra reflex..

In questo piccolo video ho tentato di trasmettere le emozioni che ho vissuto personalmente in questi strani luoghi. Da grande fan di Pupi Avati, e con notevole faccia tosta, ho poi linkato il video alla sua casa di produzione, convinto di non avere nessuna possibilità di attenzione.
Inutile dire che la sorpresa è stata tantissima, quando, con una lunga e calorosa mail, Pupi in persona, si è complimentato con me per la scelta delle foto e per il montaggio, invitandomi personalmente a raggiungerlo a Piacenza in occasione della presentazione de “Il signor diavolo” che sarebbe uscito di lì a poco. Mi ha inoltre chiesto di farmi riconoscere per poterci conoscere! Purtroppo, a causa di impegni impossibili da rimandare ho dovuto rinunciare a questo graditissimo invito, ma il suo cinema è sempre lì e ogni tanto, quando ho bisogno di veri brividi, accendo la tv e torno sulle tracce del pittore, quel Buono Legnani, personaggio di fantasia che però (casualmente?) ricorda tantissimo il Ligabue pittore…

![9](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/comacchio/pano1.jpg)

### [Guarda il video](https://www.youtube.com/watch?v=ATiZGIdZLv4 "Oscar Benvenuti - Lomellina, terra tra acqua e cielo") 

Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina.
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

[ ![pano1_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/pano1_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/pano1_original.jpg)

[ ![pano2_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/pano2_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/pano2_original.jpg)

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Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 01 Agosto 2024

![](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/Commercio/Marina%20Abramovic%20in%20Mostra%20a%20Bergamo%20Tra%20Arte%20e%20Immersione%20Cinematografica/images%203.jpg)

## [ Marina Abramović in Mostra a Bergamo: Tra Arte e Immersione Cinematografica ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/marina-abramovic-in-mostra-a-bergamo-tra-arte-e-immersione-cinematografica)

![serb-artist-marina-abramovic-performs-in-the-biography-news-photo-1700647535.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/serb-artist-marina-abramovic-performs-in-the-biography-news-photo-1700647535.jpeg)

*A settembre, negli spazi di gres art 671, il nuovo centro per l'arte contemporanea di Bergamo, inaugura una mostra personale dedicata a Marina Abramović. La rassegna riunisce trenta opere dell'artista serba, sviluppando un percorso espositivo attorno all'installazione cinematografica immersiva “Seven Deaths”.*

Aperto lo scorso novembre a Bergamo, gres art 671, il nuovo centro per l'arte contemporanea nato da una ex fabbrica di gres, si prepara ad ospitare la personale di una delle artiste e performer più celebri a livello internazionale: *Marina Abramović.*

Curata da Karol Winiarczyk, la rassegna "Marina Abramović. Between Breath and Fire" riunisce trenta opere, tra le più recenti e quelle storiche, articolate attraverso un percorso che prende il via dall'installazione "Seven Deaths" *(dedicata a Maria Callas, di cui nel 2023 si è celebrato il centenario della nascita).*

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L’installazione "Seven Deaths" si configura come “un'esperienza cinematografica immersiva”, spiega Winiarczyk, “basata su sette morti premature che Marina Abramović presenta sullo schermo, con una colonna sonora composta da sette assoli di Maria Callas”. *È un tributo appassionato dell’Abramović per l’opera della cantante lirica, che l'artista serba ha imparato ad amare durante l'adolescenza a Belgrado*. L’opera vuole essere “un viaggio coinvolgente attraverso la vita di una degli artisti più influenti del nostro tempo, abbinato alle arie più famose della Divina; un'esperienza catartica che spinge alla riflessione personale più profonda”, conclude il curatore.

Nata a Belgrado il 30 novembre 1946, *Marina Abramović è una delle artiste più rilevanti della scena contemporanea internazionale, considerata la “madre” della performance art.* Con la sua ricerca, spesso incentrata sulla messa a nudo delle dinamiche antropologiche e sugli aspetti più intimi e inconsci del comportamento umano, ha creato performance che hanno fatto la storia. Tra queste spicca "Rythm 0", messa in scena alla galleria Studio Morra di Napoli nel 1974. Il lavoro analizza il rapporto con l’altro in un’escalation di tensione e drammaticità: l’artista rimane in piedi per sei ore, immobile, mentre il pubblico è invitato a usare liberamente una serie di 72 oggetti sul suo corpo nudo. *La performance è stata interrotta quando uno degli osservatori ha impugnato una pistola carica, l'oggetto più pericoloso tra quelli disponibili.*

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Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 30 Luglio 2024

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![Spendiamo a Pavia . fotografia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/lomellina/lomellina.jpg)

## [ Lomellina, terra tra acqua e cielo ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia/lomellina-terra-tra-acqua-e-cielo)

Lomellina, un fazzoletto di terra, racchiusa tra il cielo e l’acqua, dove d’estate il sole ti martella sulla testa, mentre d’inverno la nebbia ti entra nei polmoni e nelle ossa. Una terra piena di colori e di scorci struggenti. Un territorio piatto e duro, ma anche ospitale e con una storia profonda e sorprendentemente variegata. Lomellina… la terra che mi ha accolto quasi 20 anni fa e che ha dato i natali a mia figlia Ariel.

Questo video è dedicato a lei. 

![9](https://spendiamo-a-pavia.it/images/artehp/oscarb/castelloinc/inverno.jpg)

### [Guarda il video](https://www.youtube.com/watch?v=MEbddEj92hE "Oscar Benvenuti - Lomellina, terra tra acqua e cielo") 

Chi sono?

Benvenuti Oscar nato a Milano nel 77’ e residente in Lomellina.
Nella vita lavoro in un colorificio e sono motociclista, fotografo, videomaker ed esploratore urbex. quando riesco, metto insieme tutte le passioni

[ ![DSC_0040_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0040_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0040_original.jpg)

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[ ![DSC_0102_original](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0102_thumb.jpg) ](https://spendiamo-a-pavia.it/media/gallery/DSC_0102_original.jpg)

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Categoria: [Fotografia e cinema](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/fotografia)

Pubblicato: 18 Luglio 2024

![Il 3 novembre è il Sandwich Day: il panino più famoso del mondo celebra gusto e creatività](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/il-3-novembre-e-il-sandwich-day-il-panino-piu-famoso-del-mondo-celebra-gusto-e-creativita/sandwich.png)

## [ Il 3 novembre è il Sandwich Day: il panino più famoso del mondo celebra gusto e creatività ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/il-3-novembre-e-il-sandwich-day-il-panino-piu-famoso-del-mondo-celebra-gusto-e-creativita)

Il 3 novembre è il Sandwich Day: il panino più famoso del mondo celebra gusto e creatività

Dalle origini newyorkesi del club sandwich alle versioni gourmet italiane: Unaitalia e Vivailpollo raccontano la passione per il panino con pollo e tacchino, simbolo di convivialità e fantasia in cucina.

![sandwich.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/sandwich.png)

Oggi, 3 novembre, si celebra la **Giornata Internazionale del Sandwich**, un’occasione per rendere omaggio al celebre panino farcito in tutte le sue varianti — dal classico con prosciutto e formaggio, a quelli con tonno, salame, pomodoro, cipolla o insalata. Secondo *Unaitalia* (l’associazione che rappresenta le filiere italiane di carni e uova) e la community di *Vivailpollo*, il sandwich resta uno degli spuntini più iconici e imitati al mondo.

Apprezzato da personalità come **Edoardo VIII**, **Wallis Simpson** e **Ernest Hemingway**, il celebre panino a tre strati di pane tostato avrebbe visto la luce negli Stati Uniti, precisamente al **Saratoga Club House Springs**, vicino a New York, nel 1889. Conosciuto come *club sandwich*, ha mantenuto negli anni la sua formula tradizionale: carne bianca, solitamente **pollo o tacchino**, abbinata a lattuga, pomodoro e maionese.

Unaitalia sottolinea come questa predilezione per le carni bianche sia condivisa anche dagli italiani, che ne fanno la scelta principale nel 35% degli acquisti domestici. Oggi, però, il sandwich non è solo tradizione: chef e appassionati si divertono a reinventarlo, sostituendo il pane in cassetta con **piadine**, **focacce gourmet**, o arricchendolo con ingredienti raffinati come **pane al tartufo** o **roast beef di fassona**.

M.F.

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Scritto da Redazione

Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 03 Novembre 2025

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![Il Ponte Coperto di Pavia e la leggenda del “Ponte del Diavolo”](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/il-ponte-coperto-di-pavia-e-la-leggenda-del-ponte-del-diavolo/Banner_ponte_del_diavolo.png)

## [ Il Ponte Coperto di Pavia e la leggenda del “Ponte del Diavolo” ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/il-ponte-coperto-di-pavia-e-la-leggenda-del-ponte-del-diavolo)

Il cuore oscuro del Ponte Coperto: nebbia, patti e la cappella che veglia sul Ticino

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La nebbia si alza dal Ticino e avvolge le arcate: il Ponte Coperto diventa lo scenario ideale per racconti che mescolano passato e inquietudine. Dietro l’aspetto che oggi riconosciamo — una riproduzione fedele del ponte medievale, ricostruito dopo la guerra, si cela una delle storie più radicate nella tradizione pavese: la narrazione conosciuta come il ***“Ponte del Diavolo”***.

## Una leggenda antica, declinata in tante versioni

Secondo una delle versioni più diffuse, la vicenda affonda le radici in un tempo lontano: si narra che, intorno all’anno 999, dopo il crollo di un vecchio guado romano, la popolazione si trovò improvvisamente senza un passaggio sicuro sul Ticino. Si racconta che un gruppo di pellegrini, intenzionato a raggiungere la messa di mezzanotte, dovette fare i conti con la corrente e con l’assenza di un ponte. Da qui partirebbe la storia di un capomastro o forse di più artigiani che, incapace di ultimare l’opera, accettò l’aiuto di una presenza oscura per completare la struttura nelle notti di nebbia. In cambio, come nelle migliori fiabe popolari, la creatura pretese un tributo che la gente preferisce raccontare a bassa voce.

Le varianti sono numerose: in alcune il patto è esplicito e il prezzo pagato è tragico; in altre la mano che aiuta è ambigua, quasi uno scherzo crudele lasciando sul ponte un segno che nessuno riesce a decifrare. Quel che resta immutato, comunque, è l’immagine del ponte di notte come luogo dove il confine tra il naturale e l’irrazionale diventa labile.

## Il contrappunto della fede: la cappella sul pilone

A equilibrare questo miscuglio di sacro e profano c’è un elemento concreto: sul pilone centrale del ponte sorge e per secoli è sopravvissuta una piccola cappella dedicata a San Giovanni Nepomuceno, protettore dalle inondazioni e guardiano dei passaggi d’acqua. La cappella, ricostruita e restaurata più volte (anche dopo i danni subiti nella Seconda guerra mondiale), è il segno visibile di una comunità che ha provato a mettere una sorta di ordine là dove fiorivano timori e racconti popolari.

## Perché la leggenda continua a vivere

Le leggende sopravvivono perché parlano della vita quotidiana: il ponte è un luogo di passaggi di chi va al lavoro, di chi si concede una passeggiata, di chi arriva in città e la sua struttura (le arcate, il tetto, il corridoio che si crea sotto la copertura) amplifica suoni, ombre e silenzi. Ogni generazione aggiunge una nuova sfumatura; ogni anziano che narra la storia al caffè del Borgo aggiunge un particolare che può trasformare i fatti in mito. Allo stesso tempo, la vicenda del Ponte Coperto poggia su elementi reali: il manufatto medievale, la distruzione bellica e la riedificazione nel dopoguerra (1949–1951) hanno fornito alla leggenda il palcoscenico perfetto per restare viva.

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Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 31 Ottobre 2025

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![Il Ponte dell’Arcobaleno: la leggenda che unisce per sempre gli animali e chi li ha amati](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/il-ponte-dellarcobaleno-la-leggenda-che-unisce-per-sempre-gli-animali-e-chi-li-ha-amati/Banner_arcobaleno.png)

## [ Il Ponte dell’Arcobaleno: la leggenda che unisce per sempre gli animali e chi li ha amati ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/il-ponte-dellarcobaleno-la-leggenda-che-unisce-per-sempre-gli-animali-e-chi-li-ha-amati)

La commovente leggenda del Ponte dell’Arcobaleno racconta di un luogo dove gli animali ritrovano pace e attendono i loro umani, diventando simbolo universale di amore

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### Una poesia nata negli anni ’80 è diventata un simbolo universale di amore e speranza

**PAVIA** – C’è una leggenda che, da oltre quarant’anni, continua a offrire conforto a chi ha dovuto dire addio al proprio animale. È quella del **Ponte dell’Arcobaleno**, un racconto semplice ma potente che unisce l’affetto, la memoria e la speranza di ritrovarsi un giorno.

### Le origini della leggenda

La storia nasce negli **Stati Uniti negli anni ’80**, quando un autore rimasto anonimo pubblicò una poesia che iniziava così:

*“Appena muore un animale che è stato molto amato da una persona,* 
*va in un luogo speciale che si chiama Ponte dell’Arcobaleno…”*

In poco tempo, quei versi iniziarono a circolare in tutto il mondo. Oggi sono presenti su biglietti di condoglianze, pagine social e perfino durante cerimonie commemorative dedicate agli animali d’affezione.

Secondo la leggenda, dopo la morte gli animali raggiungono un **luogo sereno e luminoso**, dove ritrovano salute e felicità, in attesa di rincontrare i propri compagni umani.

### Un ponte tra la vita e la memoria

L’**arcobaleno**, da sempre, è simbolo di passaggio tra la terra e il cielo. Nelle antiche culture rappresentava il ponte tra gli dei e gli uomini; nella leggenda moderna diventa un **ponte d’amore**, che unisce per sempre animali e persone.

Per molti, immaginare il proprio compagno a quattro zampe oltre quel ponte è un modo per **trasformare il dolore in speranza** e continuare a sentirlo vicino, anche se in una forma diversa.

### Un messaggio che tocca il cuore di tutti

Il successo di questa storia forse si spiega così: tutti abbiamo bisogno di credere che chi ci ha dato **amore incondizionato** possa ancora essere felice. 
La leggenda del Ponte dell’Arcobaleno restituisce **dignità a un lutto** spesso sottovalutato, ma profondo e autentico per chi considera il proprio animale parte della famiglia.

Molti scelgono di accompagnare questa leggenda a **riti personali**: accendere una candela, leggere la poesia, conservare una foto o dedicare un angolo speciale alla memoria del proprio amico. 
Sono gesti semplici che aiutano a **trasformare l’assenza in ricordo vivo**.

### La testimonianza della [Casa di Palli](https://spendiamo-a-pavia.it/servizi/pet-services/la-casa-di-palli-cremazione-animali)

A **Pavia**, anche la **Casa di Palli**, centro dedicato alla cremazione e al ricordo degli animali d’affezione, condivide il messaggio di rispetto e amore che la leggenda porta con sé.

*«Crediamo che ogni addio meriti delicatezza e consapevolezza* – spiegano dalla struttura pavese –. 
*Il Ponte dell’Arcobaleno non è solo una storia: è un modo per ricordare che **l’amore non muore mai**».*

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Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 08 Ottobre 2025

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![belgioioso-rende-omaggio-ai-suoi-benemeriti-tra-cultura-sport-impresa-e-solidarieta](https://spendiamo-a-pavia.it/images/News/belgioioso-rende-omaggio-ai-suoi-benemeriti-tra-cultura-sport-impresa-e-solidarieta/SPendiamo%20a%20Pavia%20_%20Banner-5.png)

## [ Belgioioso rende omaggio ai suoi benemeriti tra cultura, sport, impresa e solidarietà ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/belgioioso-rende-omaggio-ai-suoi-benemeriti-tra-cultura-sport-impresa-e-solidarieta)

Nel cortile del castello il sindaco **Fabio Zucca** ha consegnato le onorificenze ai cittadini e alle associazioni che hanno contribuito alla crescita e al prestigio della comunità.

![SPendiamo_a_Pavia___Banner-5.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/SPendiamo_a_Pavia___Banner-5.png)

### **Belgioioso ha premiato i suoi cittadini distinti in cultura, sport, impresa e solidarietà**

Nel cortile del castello di Belgioioso si è svolta la cerimonia di consegna delle benemerenze civiche. L’iniziativa, organizzata dal Comune e guidata dal sindaco **Fabio Zucca**, ha reso omaggio a coloro che si sono distinti con il proprio impegno a favore della comunità in diversi settori.

### **I premiati**

**Arte e cultura** 
Un riconoscimento è stato attribuito a **Matteo Domenico Borlotti** per l’attenzione rivolta al patrimonio storico e al Museo dei Visconti, contribuendo alla valorizzazione culturale e turistica del territorio. L’**associazione Estro** è stata premiata per l’attività di promozione musicale e artistica.

![Unknown-2.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Unknown-2.jpeg)

**Impresa** 
Il settore imprenditoriale ha visto premiato **Ambrogio Borella**, che ha saputo trasformare un piccolo panificio familiare in un’azienda solida e moderna, mantenendo il legame con la tradizione artigiana.

**Sport** 
Il riconoscimento sportivo è stato assegnato a **Stefano Mattioli**, protagonista da oltre quarant’anni nel mondo della pallavolo femminile, capace di portare squadre locali dalle competizioni provinciali fino ai tornei nazionali e internazionali, ottenendo anche il plauso della Regione Lombardia.

**Impegno sociale e civile** 
Un attestato è stato consegnato all’**associazione Belgioioso Vivo** per i progetti educativi e di inclusione sociale avviati a sostegno delle famiglie. 
Premiato anche **Gaspare Patrizio Cazzaniga**, donatore di sangue con oltre 130 contributi all’Avis, esempio concreto di altruismo e generosità. 
Infine, un riconoscimento è andato all’**associazione Auser**, da anni impegnata nel sostegno agli anziani attraverso attività di volontariato e assistenza.

### **![Unknown-1.jpeg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Unknown-1.jpeg)**

### **Un segno di comunità**

La cerimonia ha rappresentato un momento di partecipazione e orgoglio collettivo. Con queste benemerenze il Comune ha voluto sottolineare il valore di chi, con passione e dedizione, ha contribuito al bene comune, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione del territorio.

M.F.

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Scritto da Redazione

Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 01 Ottobre 2025

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![La Coccoina: la colla dal profumo di mandorla che sa di ricordi](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/la-coccoina-la-colla-dal-profumo-di-mandorla-che-sa-di-ricordi/Banner_Coccoina.png)

## [ La Coccoina: la colla dal profumo di mandorla che sa di ricordi ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-coccoina-la-colla-dal-profumo-di-mandorla-che-sa-di-ricordi)

La colla bianca dal profumo di mandorla che ha fatto la storia della scuola e del design italiano

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La **Coccoina** non è una semplice colla: è un piccolo pezzo di storia italiana. Nata nel **1927** dall’intuizione dell’ingegnere torinese **Aldo Balma** e prodotta dall’azienda **Balma, Capoduri &amp; C. di Voghera**, è diventata negli anni un’icona riconosciuta e amata da generazioni.

Il nome, curioso e particolare, fu scelto per evocare l’idea di una colla dolce e delicata. All’epoca, la parola “cocaina” non aveva ancora la connotazione negativa che conosciamo oggi: da qui nacque la scelta di un marchio capace di restare impresso e di richiamare leggerezza e originalità.

### Un prodotto unico

Quello che rende la Coccoina speciale è la sua formula: **naturale, senza solventi e priva di sostanze tossiche**, perfetta per essere usata da bambini e adulti senza rischi. Si applica facilmente, sia con il pennello integrato sia con le dita, e asciuga rapidamente senza lasciare segni o residui. Ma soprattutto, chiunque l’abbia usata almeno una volta ricorda il suo **profumo inconfondibile di mandorla**, un aroma delicato che è diventato parte della sua identità.

### Dal banco di scuola al design italiano

Nata per l’uso scolastico e professionale, la Coccoina ha conquistato anche il mondo della creatività e del fai-da-te, diventando la compagna ideale di chi si dedica a **scrapbooking, album fotografici e piccoli lavori artigianali**. 
Il suo storico **barattolino in alluminio con pennello incorporato** è rimasto nel cuore di molti: un oggetto semplice, ma così ben progettato da trasformarsi in un’icona di design. Oggi, accanto alla versione classica, esistono confezioni in plastica che riprendono fedelmente l’estetica originale, per non perdere quel fascino intramontabile.

### Collaborazioni e cultura pop

La Coccoina non è solo una colla: è diventata parte della **cultura popolare italiana**. Ha collaborato con marchi come **Moleskine, Olivetti, Fiat e Vespa** per edizioni speciali ed è stata citata in canzoni, film e libri. Non è un caso: poche cose, come il suo profumo di mandorla, hanno il potere di riportare alla memoria i giorni di scuola, i quaderni e i lavoretti fatti con cura.

### Un viaggio nella memoria

Per molti, aprire un barattolino di Coccoina significa fare un tuffo nel passato. È un piccolo gesto capace di evocare un mondo di ricordi: i banchi di scuola, le fotografie incollate negli album, le mani sporche ma felici dei bambini. 
Ancora oggi, quasi cento anni dopo la sua nascita, la Coccoina continua a rappresentare non solo una colla affidabile e sicura, ma anche un vero **simbolo di design italiano** e di affetto collettivo

*M.M.*

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Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 16 Settembre 2025

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![Storia di Riso Gallo: dalle origini a Genova al marchio internazionale](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/storia-di-riso-gallo-dalle-origini-a-genova-al-marchio-internazionale/Banner_riso_gallo.png)

## [ Storia di Riso Gallo: dalle origini a Genova al marchio internazionale ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/storia-di-riso-gallo-dalle-origini-a-genova-al-marchio-internazionale)

Dal 1856 la famiglia Preve porta il riso italiano nel mondo

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### Le origini (1856)

Nel **1856**, dopo alcuni anni trascorsi in Argentina, il commerciante **Giobatta Preve** al suo rientro in Italia aprì a Genova, nel quartiere di **Sampierdarena**, una piccola attività insieme a un socio. 
Nacque così la **Preve &amp; Macciò**.

### L’espansione della famiglia Preve

Successivamente subentrarono **Giovanni**, poi **Cesare** e il fratello **Alberto**, che nel **1905** rilevarono uno stabilimento a Buenos Aires fondando la **Frugone &amp; Preve**.

Fu poi la volta di **Riccardo Preve**, che trasferì la sede italiana prima a **Novara** e infine, nel **1926**, a **Robbio Lomellina**, nel cuore di una delle zone risicole più rinomate.

### La nascita del marchio Riso Gallo (1943)

Nel **1943** venne inaugurato il marchio **Riso Gallo**. 
Riccardo Preve lanciò in Argentina il riso confezionato in scatola, ma dovette affrontare un ostacolo: il forte analfabetismo dell’epoca.

Per rendere riconoscibili i diversi tipi di riso, introdusse allora un sistema di simboli associati ad animali:

- **Tigre**
- **Elefante**
- **Giraffa**
- **Aquila**
- e, per il riso di prima scelta, il **Gallo**, da cui prese il nome l’attuale marchio.

### L’evoluzione recente

Solo nel **gennaio 2004**, sotto la guida di **Mario Preve**, l’azienda adottò ufficialmente il nome **Riso Gallo**.

*M.M.*

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Scritto da Redazione

Categoria: [Lo sapevi che?](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che)

Pubblicato: 16 Settembre 2025

[ Leggi tutto … ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/storia-di-riso-gallo-dalle-origini-a-genova-al-marchio-internazionale)

![La Necchi: dalle fonderie alle macchine da cucire, cuore industriale di Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/la-necchi-dalle-fonderie-alle-macchine-da-cucire-cuore-industriale-di-pavia/Banner_Necchi.png)

## [ La Necchi: dalle fonderie alle macchine da cucire, cuore industriale di Pavia ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-necchi-dalle-fonderie-alle-macchine-da-cucire-cuore-industriale-di-pavia)

Dalle fonderie ottocentesche alle celebri macchine da cucire: la storia della Necchi, simbolo industriale di Pavia

**![Banner_Necchi.png](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Banner_Necchi.png)**

### Le origini (1892-1896)

La **Necchi** nasce nel 1892 grazie ad **Ambrogio Necchi**. 
Nel primo stabilimento, con **85 operai**, si producevano:

- radiatori,
- ponti in ferro,
- tettoie,
- macchine e strumenti agricoli,

destinati soprattutto all’area agricola pavese.

Nel 1895 l’azienda acquistò un nuovo stabile di fronte al primo opificio e, nel 1896, ampliò la sede originaria costruendo una **nuova fonderia**.

### L’espansione industriale (1900-1904)

Nel 1900, sotto la guida di Ambrogio Necchi, venne realizzata una **fonderia di 80.000 m²**, che occupava circa **mille operai**. 
La qualità dei prodotti portò presto alla necessità di trasferire lo stabilimento, ormai la fonderia più importante della città, in un’area più adatta: tra il Navigliaccio e lo scalo merci.

Dopo una trattativa con il Comune di Pavia, si decise di edificare il nuovo complesso lungo la strada per Abbiategrasso. 
Nel 1904, all’estrema periferia occidentale della città e nei pressi della stazione ferroviaria, sorse un moderno **complesso industriale**, che negli anni successivi inglobò anche i fabbricati di:

- la **Gaslini-Rizzo**,
- il **risificio Traverso-Noè**.

### Una fabbrica al servizio della produzione (1904-1908)

Lo stabilimento venne progettato per supportare la **produzione della materia prima** e fu collegato alla ferrovia Milano-Genova tramite raccordi dedicati. 
Era dotato di **due forni di fusione** e il prodotto principale dell’epoca erano i **radiatori per caloriferi**.

Tra il 1907 e il 1908, Ambrogio Necchi acquistò nuovi terreni dal Comune e ampliò ulteriormente l’attività. 
La **Società anonima fonderie Ambrogio Necchi** adattò l’ex fonderia Torti e ing. G. Callegari alla produzione di:

- vasche da bagno smaltate,
- cucine economiche.

### La Necchi dei Pavesi

Nonostante la lunga e importante attività nel settore metallurgico, per i pavesi la Necchi sarà sempre e soprattutto **la fabbrica delle macchine da cucire**.

Un’azienda che ha dato lavoro a generazioni di cittadini, accompagnando la crescita della città e diventando parte inscindibile della sua storia industriale e sociale.

*M.F.F.*

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Pubblicato: 16 Settembre 2025

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![Pedalando fino a Milano: l’alzaia del Naviglio Pavese è un tesoro nascosto per ciclisti e camminatori](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/pedalando-fino-a-milano-lalzaia-del-naviglio-pavese-e-un-tesoro-nascosto-per-ciclisti-e-camminatori/Banner_naviglio.png)

## [ Pedalando fino a Milano: l’alzaia del Naviglio Pavese è un tesoro nascosto per ciclisti e camminatori ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/pedalando-fino-a-milano-lalzaia-del-naviglio-pavese-e-un-tesoro-nascosto-per-ciclisti-e-camminatori)

Da Pavia a Milano in bici seguendo l’alzaia del Naviglio Pavese: un percorso tra natura, storia e relax

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**Lo sapevate che da Pavia si può arrivare fino a Milano in bicicletta, costeggiando il Ticino e poi il Naviglio Pavese, senza mai lasciare la natura?** È un percorso affascinante, pianeggiante e interamente su pista ciclabile, che collega due città storiche della Lombardia lungo un tragitto ricco di scorci suggestivi, storia e bellezza.

Quella che per molti è una semplice passeggiata sul lungofiume, per altri rappresenta una vera e propria avventura cicloturistica: **circa 33 chilometri che uniscono Pavia a Milano, pedalando in sicurezza e lontani dal traffico**. La via è quella dell’alzaia del Naviglio Pavese, un percorso un tempo utilizzato dai cavalli da traino per trainare le barche controcorrente, oggi riconvertito in una delle ciclabili più belle della regione.

### **Un viaggio tra natura, storia e ingegneria idraulica**

Partendo da Pavia, si segue la riva del Ticino fino a imboccare l’alzaia del Naviglio all’altezza della Conca della Scala, nei pressi della celebre **Cupola Arnaboldi**. Da lì, il percorso è semplice da seguire: basta tenere il canale alla propria sinistra e lasciarsi guidare dai suoni della campagna, dal volo degli aironi e dal rumore delle ruote sulla ghiaia.

Lungo il tragitto, si incontrano **chiuse storiche, ponticelli in mattoni, piccole frazioni e campi coltivati**. Ogni tanto, una sosta per scattare una foto o riempire la borraccia, magari approfittando di una delle tante cascine che punteggiano la strada. Il paesaggio cambia gradualmente: dalla tranquillità pavese ai sobborghi agricoli di Binasco e Rozzano, fino all’ingresso a Milano attraverso la Darsena, oggi cuore pulsante della movida milanese.

### **Non solo per ciclisti**

Il percorso è perfetto anche per i camminatori e i runner. Grazie alla sua ampiezza e alla quasi totale assenza di dislivelli, **è adatto a tutti, dai cicloturisti esperti alle famiglie con bambini**, con possibilità di tornare indietro in treno (diverse stazioni lungo la linea ferroviaria Milano-Pavia sono facilmente raggiungibili dalla ciclabile).

In un’epoca in cui si parla sempre più di mobilità dolce, sostenibilità e turismo lento, l’alzaia del Naviglio Pavese si rivela **una risorsa straordinaria per riscoprire il territorio, vivere il paesaggio e prendersi del tempo per sé**.

### **Pavia, punto di partenza ideale**

Chi parte da Pavia ha un vantaggio: può iniziare la sua avventura in bici dopo un buon caffè in centro, ammirando il Ponte Coperto e il Duomo, per poi tuffarsi nella natura in pochi minuti. Per i turisti che arrivano in città, è anche un’occasione per **scoprire Pavia in modo diverso**, magari affittando una bici e lasciandosi guidare dal corso dell’acqua.

In fondo, il bello di un viaggio non è solo la destinazione, ma il percorso. E questo, da Pavia a Milano, è davvero tutto da vivere.

*M.F.F.*

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Pubblicato: 06 Agosto 2025

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![L’autore di Topolino e la sua misteriosa esperienza a Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/lautore-di-topolino-e-la-sua-misteriosa-esperienza-a-pavia/Banner_floyd.png)

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La sorprendente connessione tra Floyd Gottfredson, autore di Topolino, e la città di Pavia

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Chi lo avrebbe mai detto? Dietro le avventure rocambolesche di Topolino, tra inseguimenti, misteri e viaggi nel tempo, si nasconde un piccolo frammento di Pavia. Sì, proprio così: secondo alcune fonti, **Floyd Gottfredson**, il leggendario autore delle storie a fumetti di *Mickey Mouse*, avrebbe trascorso un periodo formativo nella nostra città.

Anche se nato nel lontano 1905 nello Utah, negli Stati Uniti, e cresciuto artisticamente a Los Angeles sotto l’egida della Disney, si racconta che **Gottfredson abbia studiato per qualche tempo in Italia, più precisamente all’Università di Pavia**, durante un soggiorno europeo negli anni ’20. Un’esperienza breve ma intensa, che secondo alcuni avrebbe influenzato lo stile narrativo e il gusto per l’avventura “continentale” delle sue prime storie.

Naturalmente, come spesso accade con i miti, tra verità e leggenda il confine è sottile. Alcuni storici del fumetto dubitano di questa parentesi pavese, mentre altri affermano di aver rintracciato documenti d’archivio che ne confermerebbero l’iscrizione a un corso libero di disegno anatomico, probabilmente presso l'allora Istituto di Belle Arti collegato all’università.

Quel che è certo è che le atmosfere delle sue tavole – vicoli stretti, castelli, inseguimenti in treni a vapore e criminali dal sapore europeo – sembrano rievocare scorci che, per chi conosce Pavia, **non risultano poi così estranei**.

Una leggenda metropolitana? Forse. Ma è bello pensare che **il Topolino che abbiamo amato da bambini abbia camminato, anche solo per un attimo, lungo le rive del Ticino** o tra i cortili storici dell’ateneo pavese.

E allora, la prossima volta che passerete davanti al Cortile Teresiano o al Castello Visconteo, guardatevi intorno: magari, con un po’ di fantasia, scorgerete un’ombra con le orecchie tonde e i pantaloncini rossi saltellare tra le colonne. Perché, in fondo, **le belle storie nascono proprio così**: mescolando realtà, sogno… e un pizzico di Topolino.

*M.L.*

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Pubblicato: 06 Agosto 2025

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![La spogliazione di Pasquino Cappelli: il fantasma murato nelle mura del Castello di Pavia](https://spendiamo-a-pavia.it/images/Curiosita/la-spogliazione-di-pasquino-cappelli-il-fantasma-murato-nelle-mura-del-castello-di-pavia/SPendiamo%20a%20Pavia%20_%20Banner.png)

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La tragica fine di Pasquino Cappelli, murato vivo per un presunto tradimento al Castello Visconteo di Pavia, tra torture, silenzi e un errore fatale

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C'è un punto, nelle ombre silenziose del Castello Visconteo di Pavia, dove il tempo pare essersi fermato. Un punto che nessuno conosce con esattezza, ma che si sospetta nasconda una delle storie più nere — e più tragicamente umane — della dinastia viscontea. È lì che, secondo le cronache oscure tramandate da voce in voce, sarebbe ancora murato il corpo martoriato di **Pasquino Cappelli**, vittima innocente di un errore tanto crudele quanto irrimediabile.

### La tortura “a vista”

La vicenda si colloca alla fine del XIV secolo, durante il dominio di **Giangaleazzo Visconti**, il primo duca di Milano, signore colto, raffinato, ma capace di una spietatezza feroce quando si sentiva tradito. Accusato di aver tramato il tradimento di Governolo, località strategica contesa tra Visconti e Gonzaga, **Pasquino Cappelli**, uomo di corte, viene arrestato senza processo.

La punizione? Di una teatralità crudele. **Spogliato completamente**, il povero Cappelli viene avvolto in una **pelle di animale ancora calda**, quindi **murato vivo fino al collo** in un’intercapedine delle mura del castello pavese. La testa lasciata libera non è un atto di clemenza, ma un cinico stratagemma: serve a **prolungarne l’agonia**, nutrendolo per giorni e costringendolo a guardare in faccia il suo carceriere.

Ogni giorno, **Giangaleazzo in persona** lo visita, interrogandolo con una sola richiesta: confessare. Ma **Cappelli non cede**. Nessuna parola, nessun grido, solo silenzio e resistenza. E così la pelle dell’animale, lentamente, **si asciuga e si stringe** attorno al suo corpo, fino a soffocarlo. Una tortura che si consuma in una **ventina di giorni**. Una morte lenta, atroce, esemplare.

### L’errore tragico

Soltanto anni dopo, quando il Visconti firma una tregua con la rivale **Mantova**, giunge la rivelazione: **i mantovani avevano falsificato la firma e il sigillo visconteo**, orchestrando un inganno perfetto per colpire dall’interno. Cappelli era innocente. Vittima non di un tradimento, ma di un’abile macchinazione politica.

Giangaleazzo, raccontano le cronache, ne fu profondamente scosso. Eppure, **non ordinò mai di riesumarne il corpo**. Forse per vergogna, forse per orgoglio, o forse perché sapeva che nulla avrebbe potuto cancellare quel crimine.

### Un muro come sepolcro eterno

Da allora, il corpo di Pasquino Cappelli **sarebbe rimasto murato da qualche parte** nel Castello Visconteo di Pavia. Nessuno sa dove. Nessun documento ne parla con precisione. L’unico indizio? **Le mura settentrionali**, le uniche andate perdute — distrutte dai francesi nella prima metà del Cinquecento.

È lì, forse, che si trovava la cella invisibile dell’innocente Cappelli. È lì che, magari, le sue ossa sono state finalmente **liberate e restituite alla terra**, senza onori, senza memoria, senza un nome inciso su una lapide.

Ma nella pietra del Castello, qualcuno giura di sentire ancora, nelle notti più fredde, un sussurro. Un respiro. Una voce che non ha mai confessato.

*M.D.*

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Pubblicato: 06 Agosto 2025

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## [ Risotto alla Certosina: Un Tesoro di Sapore dalla Cucina Monastica ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/risotto-alla-certosina-un-tesoro-di-sapore-dalla-cucina-monastica)

Dalle antiche mura della Certosa di Pavia, un piatto che unisce la semplicità dei monaci certosini ai profumi intensi della tradizione lombarda, tra pesce d’acqua dolce, funghi e riso.

![risotto_alla_certosina.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/risotto_alla_certosina.jpg)

Il **risotto alla certosina** è una delle espressioni più affascinanti della cucina monastica italiana, un piatto che unisce semplicità, spiritualità e sapore. Nato tra le mura silenziose della **Certosa di Pavia**, questo risotto rappresenta la sapienza culinaria dei monaci certosini, che cucinavano con ingredienti genuini, spesso provenienti dai loro orti o dalle vicine campagne.

## **Origini e storia**

Il termine "certosina" fa riferimento all'ordine monastico dei **Certosini**, fondato nel XI secolo da San Bruno. I monaci vivevano (e in alcune certose vivono ancora) secondo una regola austera, fatta di silenzio, meditazione e lavoro. La cucina certosina riflette questa sobrietà: pochi ingredienti, ma scelti con cura e lavorati con dedizione.

Il risotto alla certosina è un piatto **tipico lombardo**, in particolare della zona pavese, ed è spesso servito durante occasioni speciali o nel periodo natalizio. La particolarità del piatto sta nella sua **fusione di ingredienti di terra e di acqua**, unendo **riso, funghi, pesce d’acqua dolce** (soprattutto anguille o tinche), **gamberetti di fiume** e **pomodoro**.

## **Ingredienti tradizionali**

Le versioni possono variare, ma la ricetta originale prevede:

- **Riso Carnaroli** (tipico della Lomellina)
- **Anguilla o tinca** (pulita e spezzettata)
- **Gamberetti di fiume**
- **Funghi secchi**
- **Pomodori pelati** o concentrato di pomodoro
- **Cipolla**, **aglio**
- **Brodo di pesce**
- **Burro**
- **Olio extravergine d’oliva**
- **Prezzemolo** tritato fresco
- **Vino bianco secco**
- **Sale e pepe**

## **Preparazione**

La preparazione del risotto alla certosina è laboriosa ma gratificante. I monaci avevano tempo e pazienza, e questi due elementi sono fondamentali per ottenere un piatto equilibrato.

1. **Preparazione del fondo**: Si fa un soffritto leggero con cipolla, aglio e olio. A questo si aggiungono i funghi secchi (precedentemente ammollati) e poi i pomodori pelati.
2. **Cottura del pesce**: L’anguilla o la tinca vengono aggiunte e lasciate cuocere lentamente. Anche i gamberetti di fiume vengono aggiunti in questa fase.
3. **Cottura del riso**: Dopo aver sfumato con il vino bianco, si aggiunge il riso, che viene cotto lentamente, come in ogni risotto, con l’aggiunta graduale di brodo di pesce caldo.
4. **Mantecatura**: A fine cottura si aggiunge burro e prezzemolo per mantecare il risotto e conferirgli una consistenza cremosa.

## **Un piatto simbolico**

Oltre al gusto, ciò che rende speciale il risotto alla certosina è il suo **valore simbolico**: unisce ingredienti poveri, reperibili in natura, ma li trasforma in un piatto complesso e raffinato. È la perfetta espressione di come il cibo possa riflettere una filosofia di vita: equilibrio, sobrietà, armonia con la natura.

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Pubblicato: 04 Agosto 2025

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## [ La Casalinga di Voghera: dallo stereotipo alla forza silenziosa dell’Italia ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/la-casalinga-di-voghera-dallo-stereotipo-alla-forza-silenziosa-dellitalia)

Per decenni ridotta a caricatura, oggi la casalinga di provincia riscatta la propria immagine: simbolo di resilienza, intelligenza pratica e protagonismo femminile fuori dai riflettori.

![casalinghe.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/casalinghe.jpg)

Per decenni, la figura della **"casalinga di Voghera"** è stata evocata come un’icona ironica, quasi caricaturale. Usata nel linguaggio giornalistico e politico per rappresentare l’italiana media, lontana dai palcoscenici del potere e dalle grandi città, è stata spesso associata a una vita semplice, priva di sofisticazioni culturali o ambizioni intellettuali. Ma dietro quell’etichetta, apparentemente banale, si cela una storia ben più complessa e interessante.

## **Chi è (o chi era) la casalinga di Voghera?**

Nel parlare comune, la "casalinga di Voghera" è diventata una sorta di personaggio immaginario. È la donna di provincia, attenta al bilancio familiare, fedele spettatrice di programmi televisivi popolari, e spesso utilizzata come metro per valutare la comprensibilità di un discorso o la popolarità di una decisione politica. In pratica, è stata per anni il punto di riferimento per rappresentare il “senso comune” italiano.

Ma questa figura, più che una persona reale, è una costruzione sociale: un archetipo nato in un’Italia ancora divisa tra il boom economico e il retaggio rurale, tra l’urbanizzazione incalzante e la famiglia tradizionale. La casalinga di Voghera, con la sua semplicità, è diventata lo specchio attraverso cui si è letta una parte del paese.

## **Sotto lo stereotipo, una realtà viva**

Col passare del tempo, però, questo cliché si è sgretolato. Le casalinghe — anche quelle di Voghera — non erano affatto figure passive o poco informate. Molte di loro hanno gestito famiglie, risparmi, proprietà e figli con una competenza che nulla ha da invidiare a quella di un manager. Al contrario dell’immagine di donna disinteressata alla politica o alla cultura, moltissime casalinghe hanno partecipato alla vita civica, associativa, e anche culturale delle loro comunità.

La loro forza risiedeva nella quotidianità: nella capacità di far quadrare i conti con risorse limitate, nel prendersi cura degli altri senza sosta, nel portare avanti tradizioni che rischiavano di andare perdute. In tempi recenti, molte hanno saputo reinventarsi, partecipando ad attività sociali, gruppi culturali, corsi di formazione, e perfino iniziative imprenditoriali legate alla cucina, all’artigianato o al turismo locale.

## **Dal ridicolo al rispetto**

Il percorso di riscatto simbolico di questa figura è anche una metafora della rivalutazione del ruolo femminile nella società. Dove un tempo si parlava di “massaia” in tono sminuente, oggi si riconosce il valore invisibile del lavoro domestico e dell’impegno familiare. In molte città, incluso proprio il comune di Voghera, si è lavorato per trasformare quell’immagine in un motivo d’orgoglio piuttosto che di scherno.

Le nuove generazioni di donne, anche se spesso lontane dalla figura tradizionale della casalinga, devono molto a chi le ha precedute. La cura, la resilienza, il senso pratico e la gestione dell’imprevisto — tutte qualità incarnate dalla “casalinga di Voghera” — sono oggi le stesse abilità richieste a imprenditrici, lavoratrici e madri multitasking del XXI secolo.

## **Un simbolo tutto italiano**

Oggi la "casalinga di Voghera" continua a vivere come simbolo culturale, ma il suo significato è cambiato. Non è più solo l’emblema della semplicità, ma anche della forza silenziosa. È diventata una figura attraverso cui leggere la trasformazione della donna italiana: da “angelo del focolare” a protagonista del cambiamento sociale, capace di lasciare un segno duraturo pur lontano dai riflettori.

M.F.F.

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Pubblicato: 04 Agosto 2025

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## [ Albert Einstein a Pavia: l’estate che segnò l’inizio di un genio ](https://spendiamo-a-pavia.it/eventi-artistici-pavia-e-provincia/lo-sapevi-che/albert-einstein-a-pavia-lestate-che-segno-linizio-di-un-genio)

Il giovane Einstein tra studi, amicizie e ispirazioni in una città che ha lasciato un’impronta indelebile nella sua vita e nella storia della scienza.

![einstein_pavia.jpg](https://spendiamo-a-pavia.it/images/einstein_pavia.jpg)

## Albert Einstein a Pavia: un'estate che cambiò la storia

Nel 1895, un giovane Albert Einstein, appena quindicenne, lasciò Monaco per raggiungere il padre a Pavia, dove la famiglia si era trasferita per avviare un'attività nel settore elettromeccanico. Questo soggiorno, seppur breve, rappresentò un momento significativo nella vita del futuro padre della relatività.

### La residenza a Palazzo Cornazzani

La famiglia Einstein si stabilì in un prestigioso edificio medievale nel centro storico: Palazzo Cornazzani, in via Foscolo 11. Questo palazzo, noto anche per aver ospitato il poeta Ugo Foscolo, divenne la dimora temporanea del giovane Albert. Qui, Einstein alternava lo studio all’esplorazione della città, partecipando a escursioni in bicicletta e a bagni notturni nel fiume Ticino.

### I primi interessi scientifici

Durante il soggiorno pavese, Einstein iniziò a coltivare un interesse più profondo per la scienza. Scrisse una memoria scientifica intitolata *"Sull'investigazione dello stato dell'etere in un campo magnetico"*, che rappresenta uno dei suoi primi approcci al pensiero teorico che avrebbe in seguito rivoluzionato la fisica.

### Legami affettivi e culturali

In questo periodo, Albert strinse una forte amicizia con Ernestina Marangoni, una ragazza di Casteggio. La loro corrispondenza, durata per anni, dimostra quanto il legame con Pavia sia rimasto vivo nei suoi ricordi. In una delle sue lettere, Einstein ricordava con affetto il Ponte Coperto, simbolo della città, definendolo "quel bel ponte di Pavia".

### Un segno nella memoria della città

Oggi, il legame tra Albert Einstein e Pavia è celebrato con una targa commemorativa posta sul Ponte Coperto e una lapide a Palazzo Cornazzani. Questi luoghi ricordano una parentesi importante nella giovinezza di uno degli scienziati più influenti della storia.

Il soggiorno pavese di Einstein, pur breve, fu carico di stimoli intellettuali, emozioni e ispirazioni. Un momento formativo che contribuì, in modo forse silenzioso ma profondo, alla nascita del suo straordinario genio.

M.F.F.

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Pubblicato: 04 Agosto 2025

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